31.5.10

6 Giugno, National day of Slayer

Aggiorno il calendario, il 24 giugno saltano i weedeater & co. perchè l'Olden Club di Brescia è fallito, sigh, quanto minchia è durato?! Tanto non ci potevo andare, e lo aggiorno con il National day of Slayer il 6 giugno, e cristo si!

How to Celebrate

  • Listen to Slayer at full blast in your car.
  • Listen to Slayer at full blast in your home.
  • Listen to Slayer at full blast at your place of employment.
  • Listen to Slayer at full blast in any public place you prefer.

DO NOT use headphones! The objective of this day is for everyone within earshot to understand that it is the National Day of Slayer. National holidays in America aren't just about celebrating; they're about forcing it upon non-participants.

Save time and money -- buy Reign in Blood. Just be sure to order it in time for June 6th!

E porco zio che South of Heaven parta subito!

Colin Richardson è un tizio che rilascia pochissime interviste eppure di storie da raccontare ne avrebbe, una mezza vita passata al di qua del vetro di uno studio di registrazione.

Colin ha prodotto, mixato, aggiustato, messo toppe, era il tizio a cui la Earache si rivolgeva per le sue band prima della "Tampa mania", è il tizio che ha costruito il sound di svolta dei Carcass con Heartwork, è il tizio che ha tirato su il muro di Soul of a new machine dei Fear Factory e poi Napalm Death, Bolt Thrower, Machinehead e altra gentaglia cafona.
Qui una breve bio scritta dalla sua ex moglie nonchè manager per venti anni, qui invece una bellissima intervista piena di aneddoti, retroscena e dettagli tecnici sull'arte della registrazione.

Colin mi è ripiombato addosso dopo un mesetto che ho finito di leggere Choosing Death, imprescindibile per conoscere come nasce il death metal, e il grind in misura minore, negli anni '80.
Va da sè che il libro si legge di un fiato, ho trovato molto interessante la storia dei Napalm Death che fa da filo rosso un pò a tutto il libro, gli alti e bassi del death/grind sono accompagnati quasi continuamente dai bassi e alti della band che, ho avuto la conferma, non ha mai raccolto quanto doveva.
Altrettanto interessante è leggere come la Earache riesce a far sfondare alcune sue bands negli Usa essenzialmente con contratti di licenza con le major che prendono sempre più campo quanto più la Earache lo lascia. L'esplosione del death negli Usa è stata deflagrante ma si è sgonfiata nel giro di tre anni, gente che ha fatto il botto e subito dopo si è trovata senza un soldo e senza contratto.
Unica eccezione i Morbid Angel.
Pochissimo lo spazio riservato alla scena svedese e di Goteborg in particolare che mi interessa molto, e Swedish Death Metal già in canna dovrebbe soddisfarmi.

Parlando di gente dalla vita psicolabile, Con me all'inferno - la vita di Jerry Lee Lewis è un libro perfetto. Mostro sacro del rock'n'roll in salsa boogie, alcolista, invasato religioso, incarnazione di Satana in persona, puttaniere e soprattutto autentico sbeffeggiatore del suo pubblico capace di mandarlo affanculo da sopra il palco prima ancora di iniziare un concerto. The Killer è stato un grandissimo.
Che Satana l'abbia in gloria finchè è ancora in vita.

28.5.10

Yob streaming Roadburn 2010

Sento una fortissima astinenza dal blog, ecco l'occasione giusta per scrivere delle cazzate meno cazzate del solito.
Pioggia di streaming dal Rb#10, parto con il set degli Yob, penso il primo, qui.
Lo ascolto con una cuffietta scrausa con il solo canale dx funzionante, gli Yob spaccano comunque.

21.5.10

Goatsnake, parla Greg Anderson

Greg Anderson parla dei riformati Goatsnake. Molto interessante leggere delle difficoltà e differenze che lui stesso ha trovato a ricalarsi nella parte di chitarrista dei Goatsnake dovendo suonare pezzi più canonici rispetto a quello che fa con i SunnO))).

The Obelisk Interview

18.5.10

Streamo

Soulfly - Omen. Mi aspettavo di peggio, contando che non li ascolto dal secondo album, un'era geologica, li ho trovati in ottima forma, niente per cui impazzire, di sicuro non finisce nella classifica di fine anno ma da la carica giusta.

Harvey Milk - A small turn of human kindness. Commovente. Il disco intimista degli Harvey Milk, non l'avrei mai detto. E una bella intervista a proposito del filo conduttore del disco

16.5.10

Oh cazzo

RONNIE JAMES DIO: si è spenta per sempre la leggendaria voce dell'heavy metal

Wendy Dio, moglie e manager del leggendario singer heavy metal Ronnie James Dio, ha rilasciato la seguente dichiarazione a BLABBERMOUTH.NET:

"Oggi il mio cuore si è spezzato, Ronnie si è spento alle 7.45 di Domenica 16 Maggio. Molti, moltissimi amici e la sua famiglia sono riusciti a portargli l'ultimo saluto prima che ci lasciasse per sempre.

Ronnie ha sempre saputo quanto fosse amato da tutti.

Apprezziamo l'amore e il supporto che tutti voi ci avete dato.

Per favore, ora però lasciateci qualche giorno di pace per poter fronteggiare questa terribile perdita.

Per favore, sappiate quanto lui abbia amato tutti voi e ricordate che la sua musica vivrà per sempre".

14.5.10

Nuovo video del Teatro degli Orrori



Nuovo video del Teatro degli Orrori. uhm..il pezzo mi lascia abbastanza indifferente, il ritornello è bello ma sono i testi ad essere di sostanza, io che un figlio ce l’ho penso all’ultimo verso e mi viene subito in mente questo paese e mi vengono i brividi.

12.5.10

StraAmericana

Ancora più destrutturato di Maker, sperimentale quanto Sun of sun anche se in modo diverso, Living ha un profumo agreste. Se li vedi i tre fratelli dei Pontiak te li immagini inforcare chili di paglia per farne balle nella loro fattoria della Virginia.
Living ha un colore notturno, tranne un paio di pezzi rosso fuoco per quanto rock respira nei loro groove scarni, il resto è come un cielo stellato, puoi tracciare un segno immaginario per unire le stelle ma poi ti perdi, ecco i pezzi di Living sono così, spesso non capisci quando finisce uno e inizia l'altro e te ne accorgi solo perchè il primo ha la chitarrina acustica morbida e il secondo invece è una rasoiata folle.
Dentro ci sento post-rock (quello degli inizi, quello dei primi Tortoise), Earth, folk, psichedelìa acida alla Dead Meadow, noise nel senso stretto del termine e l'occhio folle dello scemo del villaggio.

"Maker" non vi aveva entusiasmato ma ero io a non essere pronto, più lo ascoltavo più il cerchio non quadrava; visti dal vivo dopo i White Hills qualche mese fa, dopo la prova strepitosa del terzetto di New York volevo ancora "rock'n'roll" e non ce la facevo a prestare attenzione al loro set di sicuro più impegnativo e discontinuo.

Avevo comprato Sun of sun al banchetto, qualcuno mi ha suggerito che molti dei pezzi più rock del set li hanno presi da lì, minchiate, i pochi pezzi rock tout court li hanno disseminati per tutti i dischi; il dischetto l'ho scartato solo sabato scorso, un paio di giri in macchina ed è scattata la molla. Manca solo Sea voids, se qualcuno ha un link faccio un fischio.

9.5.10

Tre Re nello Spazio

La chiamata alle armi è arrivata di giovedì e non di sabato, Dead Meadow allo Spazio 211 a Torino. Tanto che sia l'uno o l'altro sempre alle 7:30 mi alzo grazie a Cucù quindi tanto vale godere della buona compagnia di Corradone e infilarsi in macchina.

Arriviamo con grande anticipo, pochissime persone si aggirano tra banchetti, bar e spazio all'aperto. Sono già stato allo Spazio qualcosa come sei anni fa, un concerto estivo dei Motorpsycho, ricordo pochissimo e lo spazio all'aperto che ho visto mi ha confuso ulteriormente.
In ogni caso, stasera il concerto è dentro, uno spazio per duecento persone, abbastanza raccolto e accogliente, palco bassissimo, band a un palmo di naso.
I tre americani attaccano alle 23 in punto e vanno avanti per un'ora e mezza compreso bis acclamatissimo. Sciorinano moltissimi pezzi noti almeno dagli ultimi tre album, chiedermi di ricordare i nomi è un delitto, i pezzi dei Dead Meadow per me sono un flusso continuo di psichedelìa acida senza interruzioni.

Ascoltando l'ultimo The three kings, direi che la scaletta di stasera è molto simile.
Sui suoni avrei qualcosa da ridire, mi aspettavo più botta, il basso picchiava poco, e menzione speciale va al batterista, figlio della categoria dei 'poco picchiatori' ma che classe signori! Forse l'unico che abbia mai visto con bacchette impugnate a metà lunghezza e che tiene una postura con schiena super dritta, neanche avesse un manico di scopa su per il culo..

A conti fatti non li vedevo da quasi cinque anni, e tra l'altro avevo da poco cominciato a scrivere cazzate su questo blog ma location, quantità di gente, un centinaio stavolta, e intensità sono rimaste uguali.
Alla fine del bis do un bel cinque al bassista sudato fradicio, e lo minaccio di non far passare altri cinque anni prima di ripresentarsi in un posto vicino a me. La sua faccia da nerd mi ha sorriso e ha fatto la promessa.
Tanto se ribeccamo.
Un passaggio al banchetto e il doppio vinile + dvd di Three kings è finito (per le bestemmie di Corrado), ripiego su una t-shirt più per ricordo che per altro, avevano due versioni entrambi imbarazzanti.
E a proposito, ci sarebbe da aprire un lunghissimo capitolo sull'equazione: grandissime band dal vivo che hanno t-shirt orribili. Sono la maggior parte, al Roadburn era una sofferenza.
Forse non sono più gggiovane.
Concerto per un centinaio persone

5.5.10

furto nucleare

Mi trovo spesso ad ascoltare i Nuclear Assault, la coppia Game Over + The Plague sono dischi del buon umore in qualsiasi momento della giornata. C'è sempre stata polemica sin dagli anni ottanta, Game Over o Handle with care?
Nell'adolescenza li ho conosciuti con Handle, mai andato indietro nè avanti, li consideravo un buon gruppo thrash ma niente di più; negli ultimi anni li ho riscoperti soprattutto per il suono di basso devastante di Lilker, per il resto la ricetta thrash era perfettamente bilanciata, voce stridula al punto giusto, bel mix di riff pestoni e mosh.

Ho conosciuto i Nuclear Assault con Handle with care, alle scuole superiori, si parla dell'88/89, avevo un compagno che spendeva un pacco di soldi in vinili metal e hardcore e ogni quindici giorni li andavo a far visita per ascoltare le sue e le mie novità.
Caso rarissimo, mi prestava i dischi, li registravo su cassetta e glieli restituivo, dovevo conservarli meglio dei miei e resistere all'assalto ordinatorio di mia madre e a quello distruttivo del fratello minore, cristo che vita di merda già allora.
Ecco, non vorrei sbagliarmi, o un vuoto di memoria, ma o Handle o il picture disc di Euphoria degli Anthrax non gli tornò mai.
Non lo feci di proposito, semplicemente rimandai un paio di appuntamenti per chissà quale ragione, passarono le settimane e gli tornai tutti i dischi tranne uno che qualcuno di cui sopra aveva messo tra i miei di dischi.
L'avrei potuto restituire dopo ma come si suol dire occhio che non vede, cuore che non duole.
E siccome c'è un porco di giustizia divina, salcazzo dov'è ora sto disco, non ce l'ho più.
Adesso mi trovo a desiderare una bella t-shirt di Handle, mondo avanti, scritta NA dietro.
Sarà la vecchiaia precoce ma oggi ho desideri da ragazzino più forti di quanto ne avessi allora.



2.5.10

Torrent Goatsnake live at Roadburn 2010

..per tutto il resto c'è dimeadozen.org.

Sono già disponibili diversi set del rb#10 in torrent, ho appena finito di ascoltare quello dei Goatsnake che assieme a quello degli YOB (non ancora disponibile e chissà se lo sarà..) sbavavo di riascoltare.
Registratevi sul sito e poi cliccate qui. Se usate Firefox c'è l'add-on FireTorrent che ho trovato molto utile e facilissimo da usare per i torrent.

setlist:
01. intro tape
02. Flower of Disease
03. Innocent
04. IV
05. The Orphan > Slippin' The Stealth
06. El Coyote
07. Lords of Los Feliz > Dog Catcher
08. What Love Remains > Easy Greasy
09. The Dealer
10. Mower
11. Announcement by Walter about volcanic disruptions


Di momenti memorabili ce n'è a iosa, è stato un set di fottuto doom'n'roll, mi sarebbe piaciuto ascoltare anche Black Cat Bone, il pezzo "puttana" dei Goatsnake, e Raw Curtains che contiene a pacchi i due riff che verranno riproposti "disidratati" e dilatati dai SunnO))), e voglio dire..