Fateli conoscere a Morgan, la coca non è una bella cosa, basta un bel joint di Sativa e non fa tutto sto casino.
28.2.10
24.2.10
Moto bootleg
La scaletta non è eccezionale, tour di Let them eat cake - peraltro saccheggiato il giusto, la versione di Walking with J. è molto carina- Oslo, Rockfeller Center, aprile 2000, la qualità audio neanche, una registrazione dalla radio rippata in onesto 256kbps dunque botta nisba. chitarre floscette e voci neanche al massimo della forma e intonazione. Partenza un pò floscia, Go to California non esaltante, meglio la seconda parte, Nerve Tattoo già molto meglio, Hey Jane da sboro, Golden Core e Hogwash fatte come dio comanda.
E c'è un Bard che Dio l'abbia in gloria fino alla fine dei suoi giorni.
E che lo dico a fare, riesce a rendere Vortex Surfer ancora più paradisiaca di quel che già è. A ripensarci, mi manca Bard, un sacco, quegli stronzi un tastierino appresso se lo dovrebbero ricominciare a portare, può diventare tutta un'altra storia un set con un fender rhodes.
Anyway, scaletta
01 - Blueberry Daydream (5:07)
02 - Sideway Spiral III (11:08)
03 - Never Let You Out (3:21)
04 - The Other Fool (5:21)
05 - Go To California (7:13)
06 - Song For A Bro (10:22)
07 - Pills, Powders & Passionplays (3:59)
08 - All Is Loneliness (10:20)
09 - Now It's Time To Skate (5:26)
10 - Big Surprise (4:32)
11 - The One Who Went Away (3:24)
12 - Nerve Tattoo (4:35)
13 - Hey Jane (5:05)
14 - Upstairs - Downstairs (5:45)
15 - Golden Core (15:18)
16 - Heartbreaker (5:49)
17 - Hogwash (9:22)
18 - Walkin' With J. (9:20)
19 - Black To Comm (10:16)
20 - Vortex Surfer (8:44)
e link 1, 2, 3.
Fonte: http://www.guitars101.com/forums/f90/, una valanga di bootleg di tutti i tipi, ho adocchiato dei concerti di Pink Floyd e King Crimson d'annata che mi lecco i baffi. 'Nuff said.
E c'è un Bard che Dio l'abbia in gloria fino alla fine dei suoi giorni.
E che lo dico a fare, riesce a rendere Vortex Surfer ancora più paradisiaca di quel che già è. A ripensarci, mi manca Bard, un sacco, quegli stronzi un tastierino appresso se lo dovrebbero ricominciare a portare, può diventare tutta un'altra storia un set con un fender rhodes.
Anyway, scaletta
01 - Blueberry Daydream (5:07)
02 - Sideway Spiral III (11:08)
03 - Never Let You Out (3:21)
04 - The Other Fool (5:21)
05 - Go To California (7:13)
06 - Song For A Bro (10:22)
07 - Pills, Powders & Passionplays (3:59)
08 - All Is Loneliness (10:20)
09 - Now It's Time To Skate (5:26)
10 - Big Surprise (4:32)
11 - The One Who Went Away (3:24)
12 - Nerve Tattoo (4:35)
13 - Hey Jane (5:05)
14 - Upstairs - Downstairs (5:45)
15 - Golden Core (15:18)
16 - Heartbreaker (5:49)
17 - Hogwash (9:22)
18 - Walkin' With J. (9:20)
19 - Black To Comm (10:16)
20 - Vortex Surfer (8:44)
e link 1, 2, 3.
Fonte: http://www.guitars101.com/forums/f90/, una valanga di bootleg di tutti i tipi, ho adocchiato dei concerti di Pink Floyd e King Crimson d'annata che mi lecco i baffi. 'Nuff said.
22.2.10
yeppa
Toner Low
May 14 2010
SIDRO CLUB SAVIGNANO SUL RUBICONE (RIMINI) IT
May 15 2010
STONED HAND OF DOOM chapter 6 ROMA IT
May 13 2010
Comunità Giovanile, Busto Arsizio, w/ Mydriasi
May 16 2010
OLDEN LIVE CLUB w/ MANTHRA DEI LONATO DEL GARDA (BRESCIA) IT
Notiziona. Se riesco a incastrare il matrimonio della cugina in Terronia tra Toner Low e Motorpsycho mi faccio una sega a due mani.
May 14 2010
SIDRO CLUB SAVIGNANO SUL RUBICONE (RIMINI) IT
May 15 2010
STONED HAND OF DOOM chapter 6 ROMA IT
May 13 2010
Comunità Giovanile, Busto Arsizio, w/ Mydriasi
May 16 2010
OLDEN LIVE CLUB w/ MANTHRA DEI LONATO DEL GARDA (BRESCIA) IT
Notiziona. Se riesco a incastrare il matrimonio della cugina in Terronia tra Toner Low e Motorpsycho mi faccio una sega a due mani.
21.2.10
Random
Intanto che mi preparo per il 2 Marzo, il nuovo omonimo dei White Hills è a dir poco lisergico, le ultime esperienze al Magnolia per OM e ancora peggio i Melvins mi hanno lasciato l'amaro in bocca.
Per i Melvins tendone imballatissimo tanto da non riuscire a mettere mezza testa dentro, per gli OM situazione leggermente più gestibile, bel set, punta assoluta le due "Cremation Ghat", Lichens oltre che all'apertura ce lo siamo trovato di nuovo sul palco a dar man forte con chitarre e diavolerie varie ed è stato un plus vero. Peccato per i suoni, voce troppo bassa, basso spesso poco pastoso e troppo metallico.
Mi domando cosa cazzo gli prenda a certi fonici o a chi/cosa per loro negli ultimi tempi.
Mi cominciavano a mancare i concerti giusti nei posti giusti con poca gente ma giusta e soprattutto suoni giusti.
Giovedì ai Nebula sembrava un dejavu. LoudNine e Veracrash sparati a volumi eccellenti, Eddie Glass & co. partono invece con la sordina davanti agli ampli.
A quel punto ancora più doveroso spingersi davantissimo per sentire se la pacca c'è.
Si c'è e pian piano la situazione si stabilizza ma cristo santo l'attacco del concerto con The Dagger deve essere esplosivo!
Glass smanaccia davanti e dietro l'ampli, vuole aprire i cancelli dell'inferno? siamo qua davanti apposta.
Vedersi Fu Manchu e Nebula a distanza di una settimana fa bene alla pelle e alla psyche, molto meno al collo. Grandi riff e tanto testosterone i primi, grandissima classe i secondi e ne abbiamo bisogno ancora per molto tempo.
Glass è un magrissimo bohemienne di fine millennio, esangue incarnazione di un immaginario Iggie Hendrix, o la perfetta sintesi dei Mudhoney in un unica persona.
Sprizza heavy psych dall'inizio alla fine il set dei Nebula e più va avanti più rende, pescano tanto da Heavy Psych e tanto da To the center.
Lascia Oswald dietro le pelli, entra Jimmy Sweet, i Nebula perdono in potenza, ne guadagnano in leggerezza e il set si spinge tranquillamente verso divagazioni garage.
Fu Manchu al Latte+, situazione ideale, posto ben guarnito ma vivibile, si accede facile davanti alle Vans di Scott Hill e di lì non ci si smuove. Guadagno una seconda fila comoda e rimango comodo menando fendenti di testa avanti e indietro, mi guadagno il mio spatio vitae.
Sono bello ingiubbottato, sudo, sudo tanto, tanto.
Guadagno i legni del palco come un velociraptor il pezzo prima di Hell on Wheels e non mollo. Gente comincia a pogare timidamente, mi viene addosso, penso sia quello a cui ho fottuto il posto ma non mollo anzi carico un gomito, non si sa mai.
Mi denudo e parte Hell, faccio il funerale a muscoli e tendini del collo per una buona causa, sa solo il cristo satana quante volte me la sia sparata st'estate quel pezzo ed è il momento giusto per tributargli rispetto massimo.
Esecuzione tanto perfetta che neanche King of the road che arriva poco dopo mi sembra così in palla.
Questa non parla del concerto di Brescia ma di Ravenna, per il resto è quello che avrei dovuto dire io. E queste sono le foto che non ho fatto, del resto non ero a Berlino.
Per i Melvins tendone imballatissimo tanto da non riuscire a mettere mezza testa dentro, per gli OM situazione leggermente più gestibile, bel set, punta assoluta le due "Cremation Ghat", Lichens oltre che all'apertura ce lo siamo trovato di nuovo sul palco a dar man forte con chitarre e diavolerie varie ed è stato un plus vero. Peccato per i suoni, voce troppo bassa, basso spesso poco pastoso e troppo metallico.
Mi domando cosa cazzo gli prenda a certi fonici o a chi/cosa per loro negli ultimi tempi.
Mi cominciavano a mancare i concerti giusti nei posti giusti con poca gente ma giusta e soprattutto suoni giusti.
Giovedì ai Nebula sembrava un dejavu. LoudNine e Veracrash sparati a volumi eccellenti, Eddie Glass & co. partono invece con la sordina davanti agli ampli.
A quel punto ancora più doveroso spingersi davantissimo per sentire se la pacca c'è.
Si c'è e pian piano la situazione si stabilizza ma cristo santo l'attacco del concerto con The Dagger deve essere esplosivo!
Glass smanaccia davanti e dietro l'ampli, vuole aprire i cancelli dell'inferno? siamo qua davanti apposta.
Vedersi Fu Manchu e Nebula a distanza di una settimana fa bene alla pelle e alla psyche, molto meno al collo. Grandi riff e tanto testosterone i primi, grandissima classe i secondi e ne abbiamo bisogno ancora per molto tempo.
Glass è un magrissimo bohemienne di fine millennio, esangue incarnazione di un immaginario Iggie Hendrix, o la perfetta sintesi dei Mudhoney in un unica persona.
Sprizza heavy psych dall'inizio alla fine il set dei Nebula e più va avanti più rende, pescano tanto da Heavy Psych e tanto da To the center.
Lascia Oswald dietro le pelli, entra Jimmy Sweet, i Nebula perdono in potenza, ne guadagnano in leggerezza e il set si spinge tranquillamente verso divagazioni garage.
Fu Manchu al Latte+, situazione ideale, posto ben guarnito ma vivibile, si accede facile davanti alle Vans di Scott Hill e di lì non ci si smuove. Guadagno una seconda fila comoda e rimango comodo menando fendenti di testa avanti e indietro, mi guadagno il mio spatio vitae.
Sono bello ingiubbottato, sudo, sudo tanto, tanto.
Guadagno i legni del palco come un velociraptor il pezzo prima di Hell on Wheels e non mollo. Gente comincia a pogare timidamente, mi viene addosso, penso sia quello a cui ho fottuto il posto ma non mollo anzi carico un gomito, non si sa mai.
Mi denudo e parte Hell, faccio il funerale a muscoli e tendini del collo per una buona causa, sa solo il cristo satana quante volte me la sia sparata st'estate quel pezzo ed è il momento giusto per tributargli rispetto massimo.
Esecuzione tanto perfetta che neanche King of the road che arriva poco dopo mi sembra così in palla.
Questa non parla del concerto di Brescia ma di Ravenna, per il resto è quello che avrei dovuto dire io. E queste sono le foto che non ho fatto, del resto non ero a Berlino.
13.2.10
Mondo Meadow

Non se ne sentiva parlare da un pò, i Dead Meadow tornano il 23 marzo con l'imponente progetto Three Kings, 2lp+dvd/cd+dvd, con l'ultimo concerto dello scorso tour a L.A. più cinque pezzi nuovi in studio.
Io li amo alla follia, di recente ho rispolverato buona parte della discografia e rivalutato l'ultimo album Old Growth che è una giusta via di mezzo tra la psichedelìa matura di Shivering King e un songwriting più compiuto. Qui una bella intervista al bassista Steve Kille.
I Mondo Drag mi ricordano i Dead Meadow, ascoltatevi Love Me, e in generale quel rock psichedelico "rilassato" e a tratti indolente che fanno anche i Black Mountain, per non parlare delle solite influenze psych seventies. Il nuovo album si chiama "New Rituals" , esce per la Alive ed è già in giro, in attesa di metterlo in cascina i pezzi sul myspace sono molto esplicativi e al momento è amore a primo ascolto.
E siccome bisogna batter il ferro finchè è caldo, su Wolfgang's Vault c'è un ottimo e recentissimo live in studio in streaming, basta registrarsi gratis.
9.2.10
Il mio regno per un vinile
Il 2009 si trascina con prepotenza dentro il nuovo anno, dei Vulturum mi aveva incuriosito una recensione su Rumore di qualche mese fa, mettici anche che Vineta ha sto gran popò di artwork su vinile 180 gr, ovvio che mi sfregolo al massimo.Alla fine lo trovo ma niente link, support the scene, quando capitano da queste parti don't worry farò il mio doppio porco dovere.
Dunque un pò post-core per farla breve e imprecisa, voce alla Cult Of Luna, impostazione a trio con una chitarra/voce e due batterie e me ne vado ancora di più in sollucchero e un pò attenzione attenzione God Machine. Eh si, ascoltatevi la piccola gemma che è R.Y.E.
Hanno bisogno di un pò di aiuto per organizzare delle date tra Germania, Rep. Ceca e Italia.
Se mi pagano a vinili e birra un matrimoniale lo cedo volentieri, omo avvisato..
6.2.10
Mastodon ai Magazzini, 4/2/21010
Mastodon finalmente. Torno ai Magazzini Generali dopo secoli, il posto non lo ricordavo, un pò infame, venue a imbuto, si sviluppa per lungo più che per largo, arrivo che già è bella imballata, suonano i Totimoshi, trascurabili, interessanti in certi momenti, inconcludenti in molti altri, non sono nè carne nè pesce.
Speranza di arrivare lì davanti non ce n'è, mi piazzo dietro il mixer, la visuale è decente, l'audio pure, pensavo peggio, la pacca arriva pure a me, i Mastodon sembrano in buona forma, si sparano tutto Crack the skye dall'inizio alla fine con risultato soddisfacente. Hanno pochissimi momenti di down e riescono a rendere anche dal vivo le tantissime sfumature del disco, voci (quasi) comprese.
Vocalmente, non si può chiedere di più dal vivo, uno dei punti focali del disco sono proprio le voci, riescono a riprodurre il risultato di studio tutto sommato bene, pensavo peggio guardando i tanti clip dai vari Letterman & co. dove stonavano abbestia, non sbagliano un "rientro" da parti psichedeliche o più massiccie, non sbagliano un'apertura e quando devono macinare riff in palm muting non badano ai polsi.
Il chitarrista/spaccalegna Brent Hinds e la batteria a pois del batterista protagonisti assoluti della serata.
Dietro di loro una serie di proiezioni a tema sul concept dell'album andate a nastro almeno un paio di volte.
Encore affidato a cinque pezzi presi dagli altri album tra cui una March of the fire ants magistrale. Ho avuto l'impressione che al mixer abbiano aperto le valvole ai volumi per l'encore, i Mastodon macinavano di brutto con potenza inaudita fino a quel momento.
La setlist, le foto (non mie ma del buon Paolo Bianco).Da rivedere assolutamente, magari all'estero.
Speranza di arrivare lì davanti non ce n'è, mi piazzo dietro il mixer, la visuale è decente, l'audio pure, pensavo peggio, la pacca arriva pure a me, i Mastodon sembrano in buona forma, si sparano tutto Crack the skye dall'inizio alla fine con risultato soddisfacente. Hanno pochissimi momenti di down e riescono a rendere anche dal vivo le tantissime sfumature del disco, voci (quasi) comprese.
Vocalmente, non si può chiedere di più dal vivo, uno dei punti focali del disco sono proprio le voci, riescono a riprodurre il risultato di studio tutto sommato bene, pensavo peggio guardando i tanti clip dai vari Letterman & co. dove stonavano abbestia, non sbagliano un "rientro" da parti psichedeliche o più massiccie, non sbagliano un'apertura e quando devono macinare riff in palm muting non badano ai polsi.
Il chitarrista/spaccalegna Brent Hinds e la batteria a pois del batterista protagonisti assoluti della serata.
Dietro di loro una serie di proiezioni a tema sul concept dell'album andate a nastro almeno un paio di volte.
Encore affidato a cinque pezzi presi dagli altri album tra cui una March of the fire ants magistrale. Ho avuto l'impressione che al mixer abbiano aperto le valvole ai volumi per l'encore, i Mastodon macinavano di brutto con potenza inaudita fino a quel momento.
La setlist, le foto (non mie ma del buon Paolo Bianco).Da rivedere assolutamente, magari all'estero.
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