Ancora un duo che tira fuori roba molto interessante. I Talbot vengono da Tallin, Estonia, uno suona il basso, l'altro la batteria, entrambi cantano, il batteraio growleggia, l'altro si lancia sulle clean vocals, uno suona i synth, l'altro si occupa del design web (?!).
Non che me li sia tirati dal cilindro così, l'ep Tundra del 2008 e EOS del 2010 sono scaricabili aggratis ed è da un pò che me li sparo ogni tanto.
Dunque proviamo a dire da che parte stanno: diverse, con ampia accezione dello psych-doom e del post-metal mi ricordano il doom gelido di certo roster della Firebox, lento, asfissiante e con un growl profondissimo, altre volte indugiano su tribalità alla Tool o primi God Machine con basso metallico ben in evidenza, di base poi sono molto viaggiosi quindi scorrono una meraviglia.
28.6.10
23.6.10
Arbouretum
Non che "Song of the Pearl" mi faccia impazzire, ci sono due tre pezzi notevoli ma trovo il loro psych-folk poco penetrante, però sto pezzo mi mette addosso una pace..
Arbouretum
Arbouretum
20.6.10
Chemical Brothers
E' risaputo che io di elettronica ne capisca una mazza, i ricordi che ho dei Chemical Brothers sono legati alla adolescenza dei primi anni Novanta in cui esploravo altri territori musicali diversi dal solito, mi è rimasto solo una bella esperienza "sociale" con altra gente più o meno sulla stessa mia lunghezza d'onda ma niente da approfondire davvero, suoni che sul momento mi intrigavano ma andando ad approfondire non mi portavano molto lontano.
"Exit Planet Dust" era un disco figo che di tanto in tanto ascolto con disimpegno e con i CB mi sono fermato là.
C'è in streaming il nuovo "Further" qui e l'ascolto non è ancora finito ma cazzo santo lo trovo un botto rock (oltre che electro) e psichedelico. Se invece è un disco che fa cagare ditelo pure così ogni tanto imparo qualcosa.
Beccatevi "Escape Velocity", la cuginetta in acido di "Baba O' Riley", mi ha fatto scapocciare per 7 minuti buoni con lo sguardo quasi sempre fisso sull'immagine, in attesa dei ritorni della cassa in quattro.
"Exit Planet Dust" era un disco figo che di tanto in tanto ascolto con disimpegno e con i CB mi sono fermato là.
C'è in streaming il nuovo "Further" qui e l'ascolto non è ancora finito ma cazzo santo lo trovo un botto rock (oltre che electro) e psichedelico. Se invece è un disco che fa cagare ditelo pure così ogni tanto imparo qualcosa.
Beccatevi "Escape Velocity", la cuginetta in acido di "Baba O' Riley", mi ha fatto scapocciare per 7 minuti buoni con lo sguardo quasi sempre fisso sull'immagine, in attesa dei ritorni della cassa in quattro.
17.6.10
Tre post in diciotto giorni, una miseria, sono stato un pò incasinato e preso da una grossa dose di abbuttamento.
Quasi una settimana se n'è andata per decidere dove andarsene in vacanza, ricerche frenetiche sul web, mille ripensamenti, far quadrare i conti manco ci dovessimo presentare all'assemblea degli azionisti, alla fine tra un paio di mesi si fa rotta su Dubrovnik, Croazia, con le palle a mollo per una settimana.
Se oggi comprare due biglietti aerei per Palermo ad agosto mi costa non meno di seicento euro, e con la metà vado in Croazia non ci ho pensato due volte a mandare affanculo baracca& burattini.
E quanto sia bello vedersi una partita a sera non lo ricordavo da almeno quattro anni, palle sul divano in questo caso, rigorosamente in mutande e il freschetto serale di questi giorni a scompigliarmi i peli del petto.
Le orecchie invece hanno preso il vizietto dei Dead Weather di Jack White & co. Sea of cowards è molto più a fuoco del primo, una bella mistura di blues e rock, a volte primitivo altre elegante, una spruzzata di Settanta, qualche inserto di hammond, synth usati con intelligenza. E pensare che oggi Jon Spencer non se lo ricorda più nessuno. Una bella sorpresa davvero.
Meno convincente è l'ultimo Black Keys "Brothers", per carità ben suonato, bello farcito di blues ma mi è sembrato un pò leccato e facilone, sembra che i due si siano allontanati sempre di più dal bluesaccio in your face dei primi tempi, Attack & Release già aveva dei segnali ma rimane un gran bel disco, almeno la metà della tracklist rimaneva in rotta, Brothers sembra invece svuotato di vera ciccia.
Quasi una settimana se n'è andata per decidere dove andarsene in vacanza, ricerche frenetiche sul web, mille ripensamenti, far quadrare i conti manco ci dovessimo presentare all'assemblea degli azionisti, alla fine tra un paio di mesi si fa rotta su Dubrovnik, Croazia, con le palle a mollo per una settimana.
Se oggi comprare due biglietti aerei per Palermo ad agosto mi costa non meno di seicento euro, e con la metà vado in Croazia non ci ho pensato due volte a mandare affanculo baracca& burattini.
E quanto sia bello vedersi una partita a sera non lo ricordavo da almeno quattro anni, palle sul divano in questo caso, rigorosamente in mutande e il freschetto serale di questi giorni a scompigliarmi i peli del petto.
Le orecchie invece hanno preso il vizietto dei Dead Weather di Jack White & co. Sea of cowards è molto più a fuoco del primo, una bella mistura di blues e rock, a volte primitivo altre elegante, una spruzzata di Settanta, qualche inserto di hammond, synth usati con intelligenza. E pensare che oggi Jon Spencer non se lo ricorda più nessuno. Una bella sorpresa davvero.
Meno convincente è l'ultimo Black Keys "Brothers", per carità ben suonato, bello farcito di blues ma mi è sembrato un pò leccato e facilone, sembra che i due si siano allontanati sempre di più dal bluesaccio in your face dei primi tempi, Attack & Release già aveva dei segnali ma rimane un gran bel disco, almeno la metà della tracklist rimaneva in rotta, Brothers sembra invece svuotato di vera ciccia.
12.6.10
Sò forti sti Americani
Come dice Google "oggi mi sento fortunato", nuovo Nachtmystium.
Nell'attesa mi sollazzo di tanto in tanto con il disco del supergruppone Twilight (Blake Judd, Aaron Turner & co.) che cresce di ascolto in ascolto, ce ne sono voluti tre per farmeli passare dall'esofago e per stabilire che
a) anche loro si abbeverano alla corte degli Enslaved ultimo periodo, ci si sono messi pure gli Americani e lo spacciano per roba nuova, a leggere i web-magazine l'entusiasmo è alle stelle, una via Usa al black metal è possibile;
b) si lo è, e può dire anche tante cose interessanti, vedi i Krallice ( se diventano un tantino più concreti e meno segaioli); se non ci stavano i soprascritti magari magari se li cagavano solo due dei soliti quattro gatti;
c) che rispetto al resto della scena USBM " a la page" (WITTR, Krallice, Nacthmystium, Leviathan) i Twilight non portano granchè allo sviluppo di un suono americano al BM, ho l'impressione che non ne abbiano neanche la voglia, semplicemente ci hanno provato e gli è venuto fuori un buon disco.
Nell'attesa mi sollazzo di tanto in tanto con il disco del supergruppone Twilight (Blake Judd, Aaron Turner & co.) che cresce di ascolto in ascolto, ce ne sono voluti tre per farmeli passare dall'esofago e per stabilire che
a) anche loro si abbeverano alla corte degli Enslaved ultimo periodo, ci si sono messi pure gli Americani e lo spacciano per roba nuova, a leggere i web-magazine l'entusiasmo è alle stelle, una via Usa al black metal è possibile;
b) si lo è, e può dire anche tante cose interessanti, vedi i Krallice ( se diventano un tantino più concreti e meno segaioli); se non ci stavano i soprascritti magari magari se li cagavano solo due dei soliti quattro gatti;
c) che rispetto al resto della scena USBM " a la page" (WITTR, Krallice, Nacthmystium, Leviathan) i Twilight non portano granchè allo sviluppo di un suono americano al BM, ho l'impressione che non ne abbiano neanche la voglia, semplicemente ci hanno provato e gli è venuto fuori un buon disco.
10.6.10
L'odio mi piglia bene
Saltato il progetto di farmi una non-stop dal pomeriggio chè i merdoni al lavoro arrivano sempre puntualissimi, mi imbarco al MiOdi in tarda serata verso le 23. Prima bestemmia ai posteggiatori legalizzati, 5 euro per posteggiare, li ho odiati subito, un paio di giri in tondo e posteggio aggratis a 500 metri.Situazione interna molto estiva e rilassati, un botto di gente svaccata nel parco attorno, già macinata o lì solo per ubriacarsi con gli amici è un bello spettacolo comunque.
Bar ovunque, banchetti ovunque, non dico che mi sento al Roadburn ma l'atmosfera è quella, butto l'occhio su un sacco di roba, un sacco di roba in vinile, realtà italiane, prodotti fatti con i controcazzi, abbonda la combo vinile+cd a 12 euro ed è una tentazione grandissima di fare incetta, mi tengo a freno, butto l'occhio sul trittico Sodom "Better Off Dead" (finalmente!), Atheist "Elements", Bongzilla "Stash", spunto un prezzo di favore e li porto a casa.
Mi sposto al banchetto della Cynic Lab, gente simpatica, mi metto tra le mani "Imber vulgi" degli Stoner Kebab, Dead Elephant e Devoggol comprato a scatola chiusa solo perchè mi piaceva l'artwork, gli metto tra le mani 24 euro e tante strette di mano.
Passo ai palchi, gli Amenra stanno buttando giù tutto, sono sul main stage e hanno dei suoni spaventosi, massicci e malati, non sono male ma sono della scuola Cult Of Luna e i maestri rimangono irraggiungibili; poi tocca ai 16, bel set davvero, un misto tra Eyehategod e Unsane sincero e hardcore, all'inizio i suoni erano poco incisivi ma avvicinandosi la botta c'era tutta.
Capitolo Ufomammut penalizzato da suoni per niente all'altezza, pensi 'Mammut e vuoi il muro e non c'era un cazzo, l'ultimo "Eve" è molto bello e intenso ma ci vuole il collante che è il suono altrimenti ti spacchi i coglioni.
Tempo mezz'ora ed ero di ritorno con i Sodom a palla.
4.6.10
Non si scherza un cazzo
Killing Joke are back.
With the original lineup from their classic first three records.
They haven’t worked together since 1982.
They have a new EP, In Excelsis, out June 21 on Spinefarm. An album, XIII: Feast of Fools, is scheduled for release on September 6.
Endgame in streaming su Invisible Oranges. Gli anglosassoni direbbero "awesome!!"
Roba bbuona anche in casa nostra. Al concerto dei MP incontro il Biondo, tra una balla e l'altra, mi da la dritta degli Zeus! che suonano al MiOdi il 9. Scomposti e disturba(n)ti a cominciare dallo sfondo del myspace. Mi voglio fare spettinare.
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