29.11.11

La montagna ha partorito il molock


La montagna ha partorito il molock, la tracklist del  quarto volume della compilation annuale di perkele è pronta. 
Non ricordavo fosse così tosta la scelta, a dire il vero non ricordo neanche quante band hanno mandato i pezzi l'anno scorso (ma soprattutto ho partecipato?!), 90 pezzi quest'anno da cui estrarne 25. Dentro un pò di tutto, dallo stoner rock all'heavy psych, doom di varie e interessantissime forme, anche roba difficile da catalogare e anche per questo affascinante.
Roba buonissima, buona, mediocre e pessima come è normale; registrata dal benissimo alla merda. 
Ma soprattutto pochissime band davvero originali, 'il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette' (cit.). 
Tanto stoner/psych classico che non mi ha esaltato tranne qualche eccezione tipo Tom Bosley,  Manthra Dei (scaricate Psychic Seasons, ne vale davvero la pena), Three Eyes Left; heavy psych con i contro cazzi dei Pater Nembrot; roba che 'paga pegno ai grandi' ma si regge benissimo da sola come i pezzi dei Serpe in Seno e Need Her Liver; roba bizzarra e interessantissima come i Cannibal Movie,  The Sade, GRU; roba che va oltre le etichette come i  Choriachi e Il Malpertugio; roba che è argento vivo come i Bullfrog, il pezzo è On through the night e ha una parte centrale che mi ha fatto scapuzziare moltissimo. E tante tante tante buone nuove dal mondo doom tricolore come Endtyme, Black CapricornMondrian oak, Hidden Circle, gli ottimi The Wisdoom, i Caronte.
E pazienza se pochissime delle band che mi hanno intrigato sono finite nella tracklist.


La prima stesura della lista ne ho messi una decina e non credevo di poter arrivare a 25 poi daje e daje con l'ascolto ho cominciato a scoprire delle piccole chicche.


Questa la lista in rigoroso ordine alfabetico. La tracklist definitiva dei brani verrà decisa nei prossimi giorni. La pubblicazione con relativo speciale ed artwork dovrebbe avvenire entro la fine di Dicembre o nei primi di Gennaio.


ANUSEYE - Orb Weavers
BLACK CAPRICORN - Call Of The Goat
BLACK RAINBOWS - Mastermind
BONES & COMFORT - Orange Blossoms & Four Swans
CANNIBAL MOVIE - Fame
CARONTE - Ghost Owl
CHORIACHI - Birkat Habayit
DA CAPTAIN TRIPS - The Merkfolk Ride
ELEPHANTE - Toporagno
GODWATT REDEMPTION - Circles
HERBA MATE - Hibargem
KAYLETH - The Survivor
KILL THE EASTER RABBIT - Silent Hour
MANTHRA DEI - Xolotl
MR. BIZARRO & THE HIGHWAY EXPERIENCE - Mastodont
MUFFX - Voices
PATER NEMBROT - The Weaner
SPACE PARANOIDS - Three Lonely Pines
T.H.U.M.B. - Superlover
THE DALLAZ - Losers
THE WHIRLINGS - Calcutta's Sewers
THE WISDOOM - The Wisdoom
THREE EYES LEFT - La Fee Verthe (The Green Fairy)
TURBOMATT - Kong Ché
ZIPPO - Man Of Theory [Feat. Ben Ward]

27.11.11

Dazed but not confused


Puoi al limite anche cazzeggiare davanti lo schermo durante tutto 'Performance Rockin' the Fillmore' degli Humble Pie, annata 1971, puoi anche ascoltare distrattamente i 16 minuti di 'Rolling Stone', un classico di Muddy Waters qui in una versione 'blues al cubo'  magistrale.
Ma quando al 2'07" attacca il riff, è come se non ci fosse un domani, e te la ascolti fissando lo schermo.

24.11.11

Dai cazzo

Mancano due giorni scarsi e si apriranno le gabbie, grandissimi dubbi fino alla fine, sciogliersi tra le accoglienti e conosciute braccia di Tilburg o lanciarsi nell'ignoto dell'Hellfest.
Il bill del'Burn quest'anno fa spavento ma la location e gli ambienti sono stra conosciuti, ci vorrebbe una boccata d'aria fresca
https://twitter.com/roadburnfest/status/139742840887582720

20.11.11

Lupi magistrali

In attesa di trovare qualche video sul Tubo a testimonianza del set magistrale dei Wolves in the throne room ieri sera alla 'Foresta' del Leonka mi sparo a nastro un pò di pezzi.
Non avrei mai immaginato un tale affiatamento, una tale compattezza, una tale capacità di riprodurre dal vivo l'epos nero impresso sul nero dei loro dischi. E non è la prima volta che me li trovavo davanti ma mai così ipnotici, così perfetti.
E che pezzi abbiano fatto conta pochissimo - ho riconosciuto dei pezzi da un pò tutti gli album ma ricordarsi i titoli è follia - perchè tutto era  un flusso di violenza emotiva talmente forte  che li avresti seguiti anche per un unico lungo pezzo di boh, un'ora, un'ora e mezza.
Aiutati di sicuro da un suono equilibrato che è riuscito a mettere tutto al loro posto, compresa la voce che già su disco è un sibilo ghiacciato, e da un paio di spot blu puntati verso il fondo del palco, i Lupi sono riusciti a portarti in mezzo a quelle foreste di Olympia, Washington, su cui, che sia vero o meno, hanno costruito gran parte del loro appeal extra-musicale.
E a lasciarti lì in mezzo da solo con la loro colonna sonora.
Serissimamente candidato per il concerto dell'anno, quando chiudi gli occhi e i brividi si espandono pure dentro il naso e dentro le orecchie davanti a te  sta succedendo qualcosa di unico.

16.11.11

Luminous Night


Forse ho trovato il 'non è mai troppo tardi' di quest'anno, Luminous Night dei Six Organs of Admittance. Capolavoro senza mezzi termini. Forse il disco più completo della creatura di Ben Chasny (Comets of Fire), fingerpicking selvaggio, raga indiani, bellissime ballad notturne, arrangiamenti di archi leziosi e pop e tanto ammmore spedito nel cosmo oscuro sotto forma di spirali cosmiche di suoni.
Personalmente provo la stessa intensità di quando ascolto Elliott Smith ma Ben Chasny va oltre nella sperimentazione di situazioni, suoni, songwriting.
Molto distante da  Dust & Chimes del 2000, appena recuperato a Londra, più incentrato sulla psichedelìa acida e folk più visionario e ruspante, pieno zeppo di chitarre acustiche, sitar e tablas.

14.11.11

Motorhead at HMV Apollo - London 11/12/2011


Sarò stato a scapocciare sulla balconata, durante Ace of Spades, secondo pezzo dell'encore - il bis per gli italiani. Ovviamente era un pezzo che aspettavo da tutto il concerto, testate all'aria stando attento a non scaraventarmi giù dalla balaustra sopra altrettante teste in headbanging selvaggio, uomini e donne senza nessuna differenza.
E in mezzo a corna issate al cielo, occhi arrossati dagli spot delle luci sparate in faccia, diversi brividi e tanti momenti di commozione ricordando il nano che ogni sabato mattina saltella dopo aver scelto il cd, con Ace of Spades in cima alla playlist.
 Setlist di tutto rispetto con grandi classici uno dopo l'altro e un'intensità che non è mai calata, l'anello di congiunzione perfetto tra punk e metal che dal vivo esplode nella potenza fragorosa del power trio, basso/voce, chitarra e batteria e non serve niente altro.
Faranno quasi duecento anni in tre e suonano ancora con una carica devastante. Neanche tanto per caso, mi sono bloccato spesso a guardare Mikkey Dee, è un motore che pompa senza sosta, un muratore prestato alla batteria con due avambracci enormi, è l'unico che si deve fare il mazzo in sedici per portare avanti la baracca e lo spettacolo anche durante il drum solo, per altro molto piacevole; a Phil Campbell basta far ruggire la sua Lag e far tremare i muri pure del Circle Seat dove mi ero appollaiato; Lemmy, beh è Lemmy, 'nuff said, poco mobile, stivali da cowboy, capello a tesa larga, rickenbacker e camicia aperta, rantolo inconfondbile al microfono, Lemmy è i Motorhead, farfuglia sempre qualcosa tra un pezzo e l'altro, gli indigeni sembrano capirlo io straniero molto meno ma quando spara 'We are Motorhead and we are a fucking rock'n'roll band', butta benzina sul fuoco della platea, cala il drappo nero del Motorhead e la scritta England sotto e pure gli storpi e quelli con le stampelle - ce n'erano, ne ho visti cinque che su cinque mila persone sono una buona percentuale - alzano le corna (e le stampelle) al cielo. 
Intanto a Wembley Inghilterra batte Spagna ' one nil' e la bandiera con la Croce di San Giorgio sventola orgogliosa.

Ancora un giro di birre. Mi appoggio al corrimano sul primo gradino della galleria centrale e do una mano a più di una persona 'appezzi' a trovare la dritta via degli scalini scarsamente illuminati. Intanto la gente scende senza sosta e sale ricarica di birre in mano.
Perchè non vai a Londra solo per vedere i Motorhead e  per imbucarti al Record Exchange di Notting Hill per mezzo pomeriggio, ci vai anche per entrare finalmente in quel tempio che è l'Hammersmith Apollo - una volta Odeon - un teatro in piena regola con tanto di moquette e poltroncine comode sugli spalti in alto, un posto che hai soggezione a buttare il bicchiere di plastica vuoto a terra.
Un posto che ha otto bar dove non esiste il concetto di calca neanche per andare al cesso, e che anche la fila al cesso è un momento da pisciarsi sotto anche dalle risate, tra panze che si strusciano per passare da una porticina e triplette di rutti e piriti all'unisono.
Un posto dove l'acustica è ottimale pure per l'ultimo sfigato che ha trovato i biglietti affanculo sopra.
Un posto dove, nella hall al piano di sopra prima di accedere agli spalti si apre una balaustra centrale che guarda sotto e tutto attorno poltroncine comode rosso scarlatto e una parete piena di ciotole di candies a pagamento, per darsi la botta di zuccheri che serve.
St'anno scopro pure che permettono di uscire fuori a fumare entro una zona a doppia transenna  perchè il concerto è 'no readmission'. La doppia transenna dovrebbe servire sia ad impedire che qualcuno si infili senza biglietto e acceda alla hall ma anche che qualcuno in possesso di un circle seat traffichi con i bagarini fuori per avere un biglietto stall standing.
Posso dire che infilarsi sarebbe stato un gioco da ragazzi e che mercanteggiare pure e che io stesso ci ho provato senza successo.
Ed è in questo piccolo spazio che si concentra la Motor-umanità più varia, quella che non scolla la mano dal boccale di birra, un posto democratico dove che sei uomo o donna pesi la media di 120 chili e ti spacchi uguale, dove metallari e punk cazzeggiano insieme - le aperture di UK Subs e Anti-Nowhere League ha fatto accorrere gente appezzi di ogni tipo.
E così come hai visto entrare gente tutto sommato vestita la vedi uscita a petto nudo, braccia ancora alzate - anche quelli con le stampelle, si - e ascelle bagnate con l'espressione di fierezza e soddisfazione per aver assistito ad un evento del porco d*o.






10.11.11

Motorhead I'm coooooooming!





Cazzo sono bagnato come una verginella, -2 al M-Day, qualche stronzata nello zaino l'ho già messa tipo l'adattatore per le prese inglese e ovviamente i biglietti.
Carico una mutanda, un paio di calzini e un paio di magliette e sono pronto. Le partenze che piacciono a me, poche stronzate dentro uno zaino in spalla. London I am cooomiiiiiing!

6.11.11

Dagli abissi

Ho scoperto gli Overmars, Born Again (2007) ha un solo pezzo di 39 minuti ma scorre che è una bellezza e non si tratta semplicemente di funeral doom,  la 'visuale' è molto più storta, pezzi di post-core disperazione strisciante, noise, loop interminabili di tensione continua, una voce femminile incazzata nera a là Julie Christmas (Battle of Mice).
Piccolo capolavoro underground.

4.11.11

Epic Fail/Rising High

Settimana decisamente pesante a lavoro e in parte anche tra le mura domestiche. Lo 'straniero in terra straniera' venuto dalla Sicania ci ha messo il suo, anzi ha rincarato la dose proprio il primo novembre, per me lavorativo,  e la mazzata finale  l'ha data il due.
La Bestemmia sulla torta è stato l' inatteso sold-out di Clutch e Volbeat all'Alcatraz per cui il Porco Lui ha deciso che io sono rimasto fuori senza biglietto.
Epic Fail.
Quindi gli ascolti sono stati molto doomy, nel feeling soprattutto, ma niente di cui valga la pena di parlare.
Ci hanno provato i Danava a risollevarmi l'umore con 'Hemisphere of Shadows' uscito su Kemado da poche settimane. 
Buon disco, feeling progressive e tiro hard rock genuino e credibile, riff di lava e chitarre sbrodolose di scuola Thinn Lizzy, tastierine sparate dove non te l'aspetti e buona pacca. 
Peccato numero 1 che la voce di Gregory Meleney scassi il cazzo alla lunga, inutilmente alta senza avere la giusta estensione. Una voce che mi ricorda tanto quella di Andrew Stockdale dei Wolfmother senza però la sua versatilità. E peccato numero due che tutti i suoni e in particolare la voce sembrano essere stati presi in uno sgabuzzino.

Questi signori finlandesi invece saliranno sul palco del prossimo 'Burn 2012 e sarà un gran bel viaggiare. Roba che mi rilassa, mi distrae, mi sveglia, mi fa mettere in moto le sinapsi e circolare l'endorfina a mille, tutti i fottuti ventuno minuti.