31.12.11

Hexvessel

Dai cazzo che c'è ancora spazio nella classifica di fine anno!

Hexvessel, I Am The Ritual (Music, 2011) from Justin Oakey on Vimeo.


Rivelazione di nemmeno ventiquattro ore fa grazie a questo bignami sul neo-folk 2011 di Cult nation, gli Hexvessel sono capitanati da Mat “Kvohst” McNerney, vocalist di  Dødheimsgard e Code. Gli Hexvessel non hanno niente a che vedere con le visioni allucinate del black-metal di queste bands ma al contrario si buttano su folk e psichedelìa con un'aura di occult-band che è senza dubbio l'hype underground del 2011. Gli Hexvessel però non spacciano fuffa, suonano molto interessanti.
Disco in canna ma già un giro sul Tubo mi ha messo di buon umore. Poi suonano pure al prossimo 'Burn quindi..

30.12.11

Across T.G. Olson

T.G. Olson, voce e chitarra degli Across Tundras è caldo come una stufa. Attivissimo tra progetti solisti e collaborazioni, ha pubblicato un pò di materiale su bandcamp.

Con il progetto  Muddy Water Dredge Company Olson si butta a capofitto nel folk ma in maniera non convenzionale. Rispettoso della tradizione con l'uso di armonica e slide guitars, lo fonde con il caldo abbraccio del blues spingendo  a volte verso una  dimensione 'sonica' , per esempio su 'Joe Henry'.
 Olson suona tutto (T.G. Olson - Guitars, Vocals, Drums, Bass, Mandolin, Slide Guitar, Harmonica) e si sente chiarissima chi è l'anima rurale degli Tundras. 'High Horse' sembra una bellissima outtake dall'ultimo Sage.

Nel progetto Brightstar Olson fa coppia con la cantautrice Shannon Murphy che ricambia i suoi  'features' sui diversi dischi della band madre.
Il risultato è sempre molto gradevole,  i brani mantengono un'impronta folk ma flirtano con la psichedelìa  e risultano più vari e digeribili per le orecchie più disparate.




25.12.11

L'anno che verrà





Chiedo solo una cosa per il nuovo anno, basta mediocri band con voce femminile spacciate per l'ennesima occult doom band da osannare senza un senso critico. Stanno diventando come la gramigna. L'ennesimo clone wannabe dei Coven sembrano essere gli Uzala. Due pezzi sono pochi per giudicare ma sono scettico che mi ricrederó una volta ascoltato il disco intero.
http://uzala.bandcamp.com/album/uzala

24.12.11

Slayer commuter



Non ci ho mai pensato nella mia vita di pendolare impenitente ma 'qual'è il disco perfetto per il mio viaggio di mezz'ora?' e per perfetto intendo quello che attacchi appena si chiudono le porte e finisce esattamente quando ti metti in fila per il caffè al bar, ti togli le cuffie e riemergi in questo mondo di merda pieno di gente che si riempie la bocca di stronzate.
Ci sono rimasto secco ma non potevo aspettarmi diversamente da Reign in Blood. A distanza di tantissimi anni mantiene un alta rotation in macchina, ipod o a casa e oltre a darmi infiniti brividi di piacere continuo a scoprire particolari nuovi negli intrecci tra Hanneman e King e continuo a rimanere a bocca aperta su quei riff iper-storti e contro ogni logica armonica convenzionale.

Il Lightorama degli Slayer è ormai un gran classico. Và che mi metto su il disco và.

19.12.11

Puttane







STREAMING: Whores “Straight Down” | Decibel Magazine

Whores - "Tell Me Something Scientific"

Puttane è un bel nome per una band che sembra aver venduto il culo allo sludge, al noise Novanta e ai Melvins.

15.12.11

Lo scaricone godurioso

E' tempo di tirare le somme di questo 2011 che ha regalato dei bei dischi e nessuna delusione o almeno su due piedi non ricordo niente di clamorosamente merdoso.
E tirando ste benedette somme la lista del 'meglio tardi che mai' si allunga con Escape dei Moon Duo, secondo ep e uscito nel  2010 prima del debutto Maze uscito quest'anno che non mi ha catturato come questo ep.
Escape viaggia su coordinate Suicide e  Spacemen 3 miste a kraut rock e garage minimalista con tanto di batteria elettronica, folate stratificate di fuzz e super trip sincopati e incalzanti che mi hanno centrifugato completamente. Lo strato di caramello 'pop' fa da collante a  divagazioni psichedeliche molto particolari arricchite dalle vocals, rare e bisbigliate, di Ripley Johnson (Wooden Shjips) 
Quattro pezzi che mi sciroppo con grande godimento, arrivo a mettermi la minchia in mano durante i sette minuti e rotti del capolavoro In The Trees.
Scaricone godurioso. Aggiunto alla lista della spesa.

11.12.11

Premonition 13 annullano le date italiane


Saltano i concerti dei Premonition 13 a Milano e Bologna. Cazzo ci tenevo molto, il disco mi piace parecchio ed era anche l'occasione per tornare a scapuzziare sotto un palco.

"We Premonition13 Are sorry to inform you the Italian fans and promotors that The band will not be able to make the shows in Italy at this time. Milano and Bologna Due to private personal matters we are unable to continue the tour. We hope to make it back in the future. Thank you for your support and understanding."
Alberto Mojica for Premonition13

7.12.11

Renon groove



Mon - Thurs 11:30pm / 10:30c



Oggi i Black Keys mi hanno risolto una giornata di straordinario lavoro, El Camino (babbalo qui) ruleggia di brutto, di sicuro il loro lavoro più paraculo, scomparso il roots blues rock al suo posto un rock che strizza l'occhio al garage e l'orecchio alle classifiche. A tratti ci sento anche i The Hives..
Ben fatto e con tanto groove e coretti, ritornelli e refrain memorizzabili al lampo, freschissimo e godibilissimo. El Camino sarà anche il loro disco più pop ma è anche il disco con le migliori vocals di sempre, con i migliori arrangiamenti di sempre, arrangiamenti ricchi di sfumature e intrecci e il grosso del lavoro se lo sarà smazzato il tastierista che ha fatto un lavoro egregio.
El Camino sarà anche un disco 'uptempo' come dicono loro stessi nell'intervista ma è soul a pacchi, quindi niente paura sono sempre i Black Keys.
Oh a me continuano a piacere, qualsiasi cagata tirano fuori, mi divertono.
Il 30 gennaio arrivano all'Alcatraz già sold-out ma forse insomma speriamo di esserci anche io, finchè non li ho in mano non ci credo.
Girano in formazione a quattro a quanto sembra e ci sta tutto perchè il disco ha un basso imponente e un lavoro di tastiere vintage di grandissimo livello.
Se nei prossimi giorni avete notizia di una cabinovia che scapoccia sonoramente sul Renon sapete già perchè.





The Colbert ReportMon - Thurs 11:30pm / 10:30c
The Black Keys - "Lonely Boy"
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The Black Keys
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4.12.11

Non ci sto dietro

Magari uno che passa ogni tanto di qua e mi legge sproloquiare di dischi e poi mettere il link da scaricare potrà pensare che sono l'ennesimo ragazzino smanettone che scarica tutto, non ascolta un cazzo e scrive due stronzate per sentirsi figo con gli amici.
Una volta ho avuto una discussione virtuale via mail con uno che mi accusava di avergli rubato 'banda' dal suo sito per non aver caricato una immagine dal mio pc ma averla linkata direttamente dal suo.
Tra le tante cose che mi disse, in un escalation di livore, fu che di sicuro avevo venti anni, ero un adolescente smanettone per come scrivevo. Bel complimento davvero, se mai mi fottesse di dare l'impressione di essere più giovane di quello che sono.
Ma tornando a noi, sentirsi figo con quali amici se con questi stessi amici, quattro gatti messi in croce si parla di musica e tanto, ancora prima che io organizzi un minimo pensiero razionale su questo disco o quell'altro artista.
Ma non è questo il punto del post.
Io i dischi li compro, con estremo ritardo rispetto all'uscita, con l'occasione giusta, ma li compro, e non solo quelli che conosco bene, che ho macinato, che mi hanno convinto, che lo voglio a tutti i costi, no, mi lancio ogni tanto su roba che non conosco. Spesso non ne parlo qui perchè quando li ho comprati ho già detto le mie due stronzate.
Prendi l'ultimo giro a Londra per i Motorhead.
Un'oretta scarsa da CD Exchange di Notting Hill, accumulo un pò di schedine - per chi non ci fosse mai stato, nelle vaschette suddivise per macrogeneri non trovi i cd ma le copertine e delle schede su cui è indicato nome della band, titolo del disco e poi una scala decrescente di prezzi ribassati durante le settimane precedenti e depennati e l'ultimo prezzo è quello attuale.
Prendi le schedine che ti interessano, li porti alla cassa, il tizio va nel retro e ti porta i dischi, semplice, efficiente, geniale  - in mano, mi faccio un giro tra stoner/doom, noise, experimental, folk/neo-folk, faccio due conti e una cernita e tiro le somme  con Dust & Chimes di Six Organ of Admittance; Thanatology dei Dead Elephant; Born Again degli Overmars e The Best Game in  Town degli Harvey Milk che solo per le copertine valgono l'acquisto.
Lascio al loro destino U.S. Christmas e The Sword.
Dischi di SOOA e Harvey Milk presi a scatola chiusa.

Ho dato fondo solo a Dust & Crimes, Born Again e Thanatology so già da che parti vanno a parare quindi ho bisogno del momento giusto per buttarmi dentro, tipo un sabato/domenica pomeriggio, chè ho bisogno di orecchie fresche; Harvey Milk, tra l'altro nuovo e ancora sigillato, è ancora qua davanti.
Che poi sui dischi comprati e lasciati sigillati per dodici mesi abbondanti potrei scrivere altre storie.

Nel frattempo avrò ascoltato altri dodici dischi regolarmente scaricati,  me ne saranno piaciuti tre, sarò entrato in fissa con uno. Tipo 'Kosmonument' degli Oranssi Pazuzu.
Black Metal psichedelico mi fa ridere, non ha nessuno senso, forse avant-garde black metal ci sta meglio.
Ciò non toglie che i finlandesi la psichedelìa e il black metal lo fanno pure convivere, assieme persino adl dub.
So solo che sono dei folli, mi hanno dato una bella scossa, Kosmonument è il secondo disco ed è più metal rispetto al primo 'Muukalainen Puhuu' che continuo a preferire perchè maggiormente sperimentale.
Tanto lo so come va a finire, tra sei mesi lo trovi su un banchetto, lo compro ma non lo ascolterò, almeno non subito,  e starò qui a parlare di qualcos'altro che ho appena scaricato.

3.12.11

Across Tundras - Metatotem



Non siamo sulle vette di Sage ma sono gli ultimi Across Tundras, quelli che mi piacciono di più quindi l'ascolto e il download gratuito vale la pena farlo. Perla del lotto "Cosmic Dust Bowl".