29.2.12
26.2.12
Rimborso biglietti Black Sabbath - Gods of Metal 2012
La questione è semplice. I Black Sabbath in formazione originale hanno annullato tutte le date del tour europeo ad eccezione del Download Festival, la gente reclama il rimborso del biglietto ma la Live non ci sente. E la gente si incazza.
A novembre scorso la Live ha iniziato a strombazzare dei Sabbath a Rho il 24 giugno annunciandoli come headliner di uno dei tre giorni del Gods of Metal 2012, ha messo in vendita i biglietti classici e i 'Pit tickets' per accedere ad un'area riservata proprio sotto il palco. Pit tickets esauriti a 98 euro a cranio, comprese commissioni e diritti di prevendita, per circa 2000 persone.
A Sabbath annullati la Live corre ai ripari con Ozzy & friends come headliner oppure propone a chi ha il biglietto del 24 di potere accedere ad una delle due altre date del Gods, headliner i Manowar in una e i Guns nell'altra.
Considerare un rimborso del biglietto non gli passa per la testa. E la gente si incazza. Certo che se si incazzano anche degli avvocati è facile che passino dalle parole ai fatti.
Al momento è stato aperto solo il gruppo Rimborso biglietti Black Sabbath - Gods of Metal 2012 su Facebook ma sono sicuro che ne sentiremo delle belle.
A novembre scorso la Live ha iniziato a strombazzare dei Sabbath a Rho il 24 giugno annunciandoli come headliner di uno dei tre giorni del Gods of Metal 2012, ha messo in vendita i biglietti classici e i 'Pit tickets' per accedere ad un'area riservata proprio sotto il palco. Pit tickets esauriti a 98 euro a cranio, comprese commissioni e diritti di prevendita, per circa 2000 persone.
A Sabbath annullati la Live corre ai ripari con Ozzy & friends come headliner oppure propone a chi ha il biglietto del 24 di potere accedere ad una delle due altre date del Gods, headliner i Manowar in una e i Guns nell'altra.
Considerare un rimborso del biglietto non gli passa per la testa. E la gente si incazza. Certo che se si incazzano anche degli avvocati è facile che passino dalle parole ai fatti.
Al momento è stato aperto solo il gruppo Rimborso biglietti Black Sabbath - Gods of Metal 2012 su Facebook ma sono sicuro che ne sentiremo delle belle.
23.2.12
Asphyx & Sleep
Ero bello bellino che mi sparavo il secondo giro di 'Holy Mountain', mentre tornavo a casa mi era venuta una voglia matta di ascoltarlo, al primo giro salti in aria ti pesti i piedi le cuffie volano, le pile si imboscano sotto il letto, un macello.
Il secondo giro è di approfondimento. Prendi quello straccio di booklet, ti ripassi per l'ennesima volta che è del '92 e che l'ha prodotto Billy Anderson, che è il MOSH79CD, che è stato registrato al Razors Edge di Frisco, e poi ti fiondi sui testi e viaggi.
"The druid sleeps in meditation" continua ad affascinarmi, mi è balenato per il cervello anche di farmelo tatuare sull'uccello quasi sul punto di morte.
Neanche lo ricordavo di aver già scritto qualcosa sugli Sleep e su alcune frasi che mi erano rimaste impresse e che sono le stesse di adesso. Il mio cervello va a corrente alternata come la musica degli Sleep.
E nel frattempo mi scorrono davanti pagine e pagine, video e foto, interviste mezze lette, mezze si e mezze no, Martin Van Drunen che continua il giro promozionale di 'Deathhammer' stavolta su Invisible Oranges - penso di non aver mai letto così tante interviste di Van Drunen in così breve tempo, qualche giorno fa ero su Metalsucks - stronzate assortite, dischi da ascoltare e da scaricare, link di bandcamp da visitare - dovrei essere già in pensione - e aggiungo ai preferiti di Google Reader in attesa di un momento in cui mi va di tornarci, so che ci sarà.
Poi becco su Deciblog, il blog di Decibel Magazine, lo streaming di Deathhammer. E' un disco che non so perchè ma aspettavo con una certa curiosità pur non avendo mai ascoltato gli Asphyx ma amato i Pestilence.
Qualche giorno fa l'imbeccata di 'Deathhammer' su CvltNation, poi un breve giro sul tubo a recuperare qualche pezzo degli album passati.
La macchina promozionale funziona bene, pompa l'hype buono. Basta Sleep, per oggi.
Il secondo giro è di approfondimento. Prendi quello straccio di booklet, ti ripassi per l'ennesima volta che è del '92 e che l'ha prodotto Billy Anderson, che è il MOSH79CD, che è stato registrato al Razors Edge di Frisco, e poi ti fiondi sui testi e viaggi.
"The druid sleeps in meditation" continua ad affascinarmi, mi è balenato per il cervello anche di farmelo tatuare sull'uccello quasi sul punto di morte.
Neanche lo ricordavo di aver già scritto qualcosa sugli Sleep e su alcune frasi che mi erano rimaste impresse e che sono le stesse di adesso. Il mio cervello va a corrente alternata come la musica degli Sleep.
E nel frattempo mi scorrono davanti pagine e pagine, video e foto, interviste mezze lette, mezze si e mezze no, Martin Van Drunen che continua il giro promozionale di 'Deathhammer' stavolta su Invisible Oranges - penso di non aver mai letto così tante interviste di Van Drunen in così breve tempo, qualche giorno fa ero su Metalsucks - stronzate assortite, dischi da ascoltare e da scaricare, link di bandcamp da visitare - dovrei essere già in pensione - e aggiungo ai preferiti di Google Reader in attesa di un momento in cui mi va di tornarci, so che ci sarà.
Poi becco su Deciblog, il blog di Decibel Magazine, lo streaming di Deathhammer. E' un disco che non so perchè ma aspettavo con una certa curiosità pur non avendo mai ascoltato gli Asphyx ma amato i Pestilence.
Qualche giorno fa l'imbeccata di 'Deathhammer' su CvltNation, poi un breve giro sul tubo a recuperare qualche pezzo degli album passati.
La macchina promozionale funziona bene, pompa l'hype buono. Basta Sleep, per oggi.
17.2.12
Fellwoods
I Fellwoods sono stati una bella scoperta e il gancio che mi ha incuriosito è stata la notizia che prima si chiamavano The Moss.
Su Wulfram dei The Moss - occhio non i Moss inglesi, questi sono americani - uscito lo scorso anno c'era stato un certo hype ma per un cazzo e l'altro non ci avevo messo le orecchie sopra.
Quindi scopro che cambiano nome per cazzi e mazzi, non ultimo il fatto di non essere confusi con i ben più noti omonimi inglesi. Do una possibilità a Wulfram su bandcamp e comincio a dondolarmi gongolante.
I ragazzi ci sanno fare, seventies rock catchy e blues con continue e a volte spudorate citazioni zeppeliniane; suoni ruvidi e una produzione grezza, quasi una copia rozza dei Gentleman Pistols o dei Wolfmother, soprattutto per il timbro acuto della voce di Hugo.
Loro dicono di aver registrato tutto nello scantinato, ci mettono dentro un pezzo come 'La Cantina' e rimangono parecchio underground, spero poco per loro. 6,66 dollari per il disco in digitale è il numero perfetto, ho fatto il mio dovere.
14.2.12
DESERT SOUND Vol. IV
Finalmente è uscita!
Perkele.it è fiero di presentarvi
DESERT SOUND Vol. IV
IN THE MOUTH OF FUZZ
IN THE MOUTH OF FUZZ
Finally out!
The Italian stoner psych doom portal Perkele.it is proud to present
DESERT SOUND Vol. IV
IN THE MOUTH OF FUZZIl quarto capitolo dell'unica compilation heavy psych made in Italy!
Realizzata e distribuita da Perkele.it, DESERT SOUND Vol. IV – IN THE MOUTH OF FUZZ raccoglie 25 brani al cardiopalma, il meglio della scena stoner heavy psichedelica e doom italiana. Venticinque gruppi che rappresentano alla perfezione lo spirito del magazine e di una sempre più fitta schiera di appassionati, due dischi che riuniscono schegge fumose e combustive, che vanno dal rock'n'roll bollente e scoppiettante a chitarre liquide e dilatate, ideali per appetitose cene acide. Fuzz sporchi e dissonanti, visioni lisergiche, feedback esondanti e riff schiacciasassi: questi sono gli ingredienti di DESERT SOUND Vol. IV. Un trip vulcanico in una penisola che risolve la crisi a botte di mantra doom e viaggi spaziali.
Ad aprire le danze i Pater Nembrot. A seguire, tra gli altri, band di calibro come Zippo (con Ben Ward from Orange "fuckin'!" Goblin), Space Paranoids, Black Capricorn, Cannibal Movie, Da Captain Trips, Black Rainbows e tanti altri.
La compilation è disponibile in download gratuito digitale (in MP3 a 320 kbps e come file .Iso per il proprio CD personale) con artwork e packaging realizzato da ExLab, basato sui disegni originali dell'illustratore e pittore rinascimentale Jacopo Ligozzi.
Ecco la track-list completa di DESERT SOUND Vol. IV – IN THE MOUTH OF FUZZ:
Disc One:
PATER NEMBROT - The Weaner
KAYLETH - The Survivor
THE WHIRLINGS - Calcutta's Sewers
ANUSEYE - Orb Weavers
MANTHRA DEI - Xolotl
KILL THE EASTER RABBIT - Silent Hour
HERBA MATE - Imargem
THREE EYES LEFT - La Fee Verthe (The Green Fairy)
MUFFX - Voices
SPACE PARANOIDS - Three Lonely Pines
BLACK CAPRICORN - Call of the Goat
CHORIACHI - Birkat Habayit
Disc Two:
THE WISDOOM - The Wisdoom
ZIPPO - Man of Theory (feat. Ben Ward)
CARONTE - Ghost Owl
CANNIBAL MOVIE - Fame
TURBOMATT - Kong Ché
DA CAPTAIN TRIPS - The Merkfolk Ride
THE DALLAZ - Losers
T.H.U.M.B. - Superlover
BONES & COMFORT - Orange Blossoms & Four Swans
ELEPHANTE - Toporagno
GODWATT REDEMPTION - Circles
MR. BIZARRO & THE HIGHWAY EXPERIENCE - Mastodont
BLACK RAINBOWS - Mastermind
Per scaricare e ascoltare basta cliccare:
http://www.perkele.it/
http://perkele.bandcamp.com/
http://perkele.bandcamp.com/
Let the music do the talking!
www.perkele.it
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DESERT SOUND Vol. IV
IN THE MOUTH OF FUZZ
The fourth chapter of the trip, a journey through the cosmos, the heavy psych compilation made in Italy!
Aptly distributed by Perkele.it magazine, DESERT SOUND Vol. IV – IN THE MOUTH OF FUZZ packs 25 combustive cuts from the smoke filled scene defined by hot rock'n'roll, chuggin' guitars, dirty fuzz, psychedelic visions, feedback and cowbell fills. A volcanic trip deep into the Italian heavy stoner psycho doom panorama, with tracks that range straight out of power hittin' stonerville, to the psychedelic side, as well as the doom mantras and spacey pipe dreams action.
DS Vol. IV - IN THE MOUTH OF FUZZ opens with the mighty Pater Nembrot. The intro cut sets the stage for the entire adventurous set, which includes tracks from – among others – Zippo (feat. Ben Ward from Orange "fuckin'!" Goblin), Space Paranoids, Black Capricorn, Cannibal Movie, Da Captain Trips, and Black Rainbows.
The album is available as a free digital download (MP3 320 kbps and .Iso file for your personal CD) with a deluxe trippy artwork and packaging by ExLab, based on the original paintings of late Renaissance Italian visionary painter and illustrator Jacopo Ligozzi.
Full track-listing for DESERT SOUND Vol. IV – IN THE MOUTH OF FUZZ as follows:
Disc One:
PATER NEMBROT - The Weaner
KAYLETH - The Survivor
THE WHIRLINGS - Calcutta's Sewers
ANUSEYE - Orb Weavers
MANTHRA DEI - Xolotl
KILL THE EASTER RABBIT - Silent Hour
HERBA MATE - Imargem
THREE EYES LEFT - La Fee Verthe (The Green Fairy)
MUFFX - Voices
SPACE PARANOIDS - Three Lonely Pines
BLACK CAPRICORN - Call of the Goat
CHORIACHI - Birkat Habayit
Disc Two:
THE WISDOOM - The Wisdoom
ZIPPO - Man of Theory (feat. Ben Ward)
CARONTE - Ghost Owl
CANNIBAL MOVIE - Fame
TURBOMATT - Kong Ché
DA CAPTAIN TRIPS - The Merkfolk Ride
THE DALLAZ - Losers
T.H.U.M.B. - Superlover
BONES & COMFORT - Orange Blossoms & Four Swans
ELEPHANTE - Toporagno
GODWATT REDEMPTION - Circles
MR. BIZARRO & THE HIGHWAY EXPERIENCE - Mastodont
BLACK RAINBOWS - Mastermind
Download it for free! Just click:
http://www.perkele.it/
http://perkele.bandcamp.com/
http://perkele.bandcamp.com/
Let the music do the talking!
www.perkele.it
11.2.12
Acquolina in bocca
C'è in giro un pò di roba che mi ha fatto venire l'acquolina.
'The Black Chord' esce il Europa il 16 aprile per Rise Above
'The Black Chord' esce il Europa il 16 aprile per Rise Above
'Wreck' esce il 20 marzo su Alternative Tentacles, 'No chance' su Pitchfork
7.2.12
Angel of Darkness, Demons of Light II
Disponibile in streaming 'Angel of Darkness, Demons of Light II' degli Earth
Lo so ascoltando da diversi giorni e lo trovo un buon lavoro ma non un disco esaltante come la prima parte, lo ascolto volentieri soprattutto in notturna o la mattina ma non mi ha fatto scattare grandi molle.
Alle atmosfere rarefatte e sognanti che sono il loro marchio di fabbrica gli Earth hanno aggiunto un'aria jazzata e quasi impalpabile ('Sigil of brass') oppure un violoncello sinistro e dissonante che mi ha ricordato vagamente le incursioni proto-noise di John Cale nei Velvet Underground.
Lento è lento ma non hanno nulla nè di doom nè di drone come leggo spesso.
E' piuttosto una continua ninna nanna psichedelica in precario equilibrio tra la veglia e il sonno, la dilatazione estrema di un folk americano sonnacchioso e indolente.
'A multiplicity of doors' e l'ultima 'The Rakehell' i momenti migliori del disco.
2.2.12
Il raccolto
Non è che non succeda niente da queste parti, anzi. Il tempo di raccogliere un pò di idee, aspettare che la spinta arrivi lentamente, molto lentamente in questo periodo, un'illuminazione per l'attacco e si va, come nelle migliori jam si parte da una piccola scintilla..
Concerto di Red Fang e Mastodon da applauso, finalmente cazzo, ha interrotto un digiuno troppo lungo, il loro per location (Alcatraz) e bill finalmente all'altezza, il mio per l'astinenza 'da sotto palco'.
Red Fang idoli, dopo il secondo pezzo rompono il ghiaccio con un 'ora vi rompiamo il culo'. Simpatia in due secondi, e il culo l'hanno spaccato, sono la copia della copia della copia di High On Fire e primi Mastodon ma sono simpatici.
I Mastodon erano in serata e un'acustica decente e suoni che sono migliorati via via che il concerto andava avanti hanno mostrato che cazzo di macchine sono sti tizi di Atlanta.
Precisissimi, affiatati come le dita di una a mano chiusa a maglio, non hanno sbagliato un colpo, sempre a mille. E i molti che li aspettavano al varco per sentire come sarebbero state le prestazioni vocali non penso siano rimasti delusi, almeno io no, non del tutto.
Continuo a pensare che dal vivo la voce digrignante del roscio Brent Hinds non dia il massimo della resa e che dovrebbe cantare solo Troy Sanders che invece è un grande musicista, entertainer e cantante.
Ventitre pezzi in 105 minuti, tanta roba presa dal passato per la gioia di tutti ma non sempre resa come si deve soprattutto all'inizio, diciamo tra 'I am Ahab' e 'Colony of Birchmen', non per colpa loro ma per un suono non bilanciato per bene. Un peccato non essere riuscito a cogliere per bene le trame complesse e fottutamente metal di una 'Capillar Crest' o 'Megalodon'.
La prima parte del concerto è stata una fucilata ad altissima intensità e con qualche mio personale calo di attenzione, avrei preferito più pezzi dal nuovo album o magari un mix maggiore tra pezzi dei vecchi e nuovi album e invece l'aver privilegiato troppo il vecchio materiale mi ha fatto calare un pò l'attenzione. Ho preso le prime note di 'Ghost of Karelia' come una boccata d'aria fresca e da lì personalmente il concerto è davvero decollato.
Dal vivo i pezzi del nuovo disco e di Crack the skye sono stati eccezionali, si è sentita la differenza abissale con le versioni live degli album vecchi. Non mi aspettavo 'Spectrelight' che è il mio pezzo preferito di The Hunter e ho goduto fortissimo.
Quindi la chiusura affidata a tre grandissimi classici è stata la ciliegina sulla torta. Setlist qui e le belle foto di Paolo Bianco qui.
E' successo anche di passare un paio d'ore davanti allo stesso posto quattro giorni dopo con la speranza di prendere un biglietto per i Black Keys, soldout da novembre, e spuntare pure un buon prezzo dai bagarini. No way out. Affanculo, ci siamo andati a sbronzare con un quarto del prezzo.
Succede anche che 'black metal ist krieg' più che mai, i miei ascolti da tempo sono abbastanza concentrati su queste sonorità, poi vuoi mettere la meraviglia di avere tutto imbiancato attorno per i due giorni di neve continua che ha fatto.
E allora mi viene super naturale inforcare le cuffie e gli scarponi e lanciare i Dodecahedron. Spettacolo di disco che apre personali scenari avantgarde black metal molto interessanti.
Nel giro super atrofizzato del southern-stoner, l' ep 'Split Tongue, Cloven Hoof' dei XII Boar è stata una bella sorpresa. Li seguivo dal demo dello scorso anno ma qui sfoderano una grandissima marcia in più in senso stoner-metal, un sound che non mi dava belle sensazioni da moltissimo tempo.
Sti inglesi raggiungono una qualità del suono di alto livello, strizzano l'occhio al metallo anni Ottanta rispolverato da Priestess e Saviours, ci mettono il colore e calore del southern e alla fin fine scrivono bei pezzi.
E poi i Fine Before You Came con il nuovo Ormai in download gratuito.
Scrivo mentre va il precedente Sfortuna che non mi era piaciuto due anni fa e continua a non convincermi, tranne 'Sfortuna' che è un pezzo clamoroso.
Anzi ho fatto progressi. Allora la voce di jacopo me li aveva fatti mettere da parte dopo due pezzi, ora li ascolto d'un fiato. Ormai è di un'altra pasta, un sound che vive del contrasto tra un sound caldo e avvolgente e una voce portata allo stremo dello screamo che comunica emozioni fredde e paranoia a mille.
Poi si dice che siano i testi a fare la differenza, mi spiace non soffro piu' di crisi d'amore adolescenziale anzi sto sviluppando una preoccupante misoginia.
E non è colpa del black metal.
Concerto di Red Fang e Mastodon da applauso, finalmente cazzo, ha interrotto un digiuno troppo lungo, il loro per location (Alcatraz) e bill finalmente all'altezza, il mio per l'astinenza 'da sotto palco'.
Red Fang idoli, dopo il secondo pezzo rompono il ghiaccio con un 'ora vi rompiamo il culo'. Simpatia in due secondi, e il culo l'hanno spaccato, sono la copia della copia della copia di High On Fire e primi Mastodon ma sono simpatici.
I Mastodon erano in serata e un'acustica decente e suoni che sono migliorati via via che il concerto andava avanti hanno mostrato che cazzo di macchine sono sti tizi di Atlanta.
Precisissimi, affiatati come le dita di una a mano chiusa a maglio, non hanno sbagliato un colpo, sempre a mille. E i molti che li aspettavano al varco per sentire come sarebbero state le prestazioni vocali non penso siano rimasti delusi, almeno io no, non del tutto.
Continuo a pensare che dal vivo la voce digrignante del roscio Brent Hinds non dia il massimo della resa e che dovrebbe cantare solo Troy Sanders che invece è un grande musicista, entertainer e cantante.
Ventitre pezzi in 105 minuti, tanta roba presa dal passato per la gioia di tutti ma non sempre resa come si deve soprattutto all'inizio, diciamo tra 'I am Ahab' e 'Colony of Birchmen', non per colpa loro ma per un suono non bilanciato per bene. Un peccato non essere riuscito a cogliere per bene le trame complesse e fottutamente metal di una 'Capillar Crest' o 'Megalodon'.
La prima parte del concerto è stata una fucilata ad altissima intensità e con qualche mio personale calo di attenzione, avrei preferito più pezzi dal nuovo album o magari un mix maggiore tra pezzi dei vecchi e nuovi album e invece l'aver privilegiato troppo il vecchio materiale mi ha fatto calare un pò l'attenzione. Ho preso le prime note di 'Ghost of Karelia' come una boccata d'aria fresca e da lì personalmente il concerto è davvero decollato.
Dal vivo i pezzi del nuovo disco e di Crack the skye sono stati eccezionali, si è sentita la differenza abissale con le versioni live degli album vecchi. Non mi aspettavo 'Spectrelight' che è il mio pezzo preferito di The Hunter e ho goduto fortissimo.
Quindi la chiusura affidata a tre grandissimi classici è stata la ciliegina sulla torta. Setlist qui e le belle foto di Paolo Bianco qui.
E' successo anche di passare un paio d'ore davanti allo stesso posto quattro giorni dopo con la speranza di prendere un biglietto per i Black Keys, soldout da novembre, e spuntare pure un buon prezzo dai bagarini. No way out. Affanculo, ci siamo andati a sbronzare con un quarto del prezzo.
Succede anche che 'black metal ist krieg' più che mai, i miei ascolti da tempo sono abbastanza concentrati su queste sonorità, poi vuoi mettere la meraviglia di avere tutto imbiancato attorno per i due giorni di neve continua che ha fatto.
E allora mi viene super naturale inforcare le cuffie e gli scarponi e lanciare i Dodecahedron. Spettacolo di disco che apre personali scenari avantgarde black metal molto interessanti.
Nel giro super atrofizzato del southern-stoner, l' ep 'Split Tongue, Cloven Hoof' dei XII Boar è stata una bella sorpresa. Li seguivo dal demo dello scorso anno ma qui sfoderano una grandissima marcia in più in senso stoner-metal, un sound che non mi dava belle sensazioni da moltissimo tempo.
Sti inglesi raggiungono una qualità del suono di alto livello, strizzano l'occhio al metallo anni Ottanta rispolverato da Priestess e Saviours, ci mettono il colore e calore del southern e alla fin fine scrivono bei pezzi.
E poi i Fine Before You Came con il nuovo Ormai in download gratuito.
Scrivo mentre va il precedente Sfortuna che non mi era piaciuto due anni fa e continua a non convincermi, tranne 'Sfortuna' che è un pezzo clamoroso.
Anzi ho fatto progressi. Allora la voce di jacopo me li aveva fatti mettere da parte dopo due pezzi, ora li ascolto d'un fiato. Ormai è di un'altra pasta, un sound che vive del contrasto tra un sound caldo e avvolgente e una voce portata allo stremo dello screamo che comunica emozioni fredde e paranoia a mille.
Poi si dice che siano i testi a fare la differenza, mi spiace non soffro piu' di crisi d'amore adolescenziale anzi sto sviluppando una preoccupante misoginia.
E non è colpa del black metal.
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