24.1.12

Tira brutta aria

Mentre bestemmiavo per trovare le ultime puntate della terza serie di Breaking Bad -  mi è venuta una scimmia!! - da guardare con calma ho avuto l'allucinazione psionica che in mezzo a tutto sto casino di Megaupload, Megavideo e megacazzi, Google avesse segato anche sto blog del cazzo per un paio, o poco più, di link che ho postato.
Cazzo che trauma sto casino dei megacazzi.
A musica non c'è problema, vado sempre centellinato e con criterio (però se da stamattina a oggi Bunalti.com ha messo su un solo disco vuol dire che i cazzi sono davvero mega) ma sul video sono grossi kaiser. Al momento ho trovato una fonte di nicchia che ha le versioni originali con i sub ita chè è la  dimensione totale per Breaking Bad. Finchè dura.. Tutti gli altri servizi di sharing hanno battuto la ritirata, tira una brutta aria.
Altre notizie di merda? Si, i Knut sono 'on hiatus'.
Io quello che mi serve ce l'ho, Panopticon e Leviathan, black metal americano, i Red Fang con il loro tour diary europeo, i Mastodon e il loro ultimo video di merda, pronto per il concerto di giovedì 'senza un capello fuori posto' (cit.), al momento non ascolto altro.

18.1.12

Universo Lunn

Mi sono intrippato pesantemente con il mondo 'Austin L.Lunn'.
Austin Lunn è la one-man band dietro al progetto Panopticon, raw black metal band di Louisville, Kentucky; il nuovo 'Social Disservices' uscito lo scorso anno per Flenser è una bellissima staffilata black metal sul tema del fallimento delle agenzie sociali americane per il supporto e il recupero psicologico di ragazzi a rischio, mentalmente instabili e affetti dai più disparati disagi giovanili.
Lunn parla con coscienza di causa avendo lavorato per sei anni in questo ambiente.

I quattro pezzi di 'Social Disservices' - Resident, Client, Subject, Patient - sono parecchio lunghi e ben organizzati tra black metal alla Mayhem e atmosfere gelide. Niente di completamente nuovo ma, di nuovo, le tematiche canalizzate attraverso il black metal aggiungono la sensazione di una completa catarsi.
Lunn ha in cantiere un disco sul Kentucky incentrato su folk, blues, bluegrass e rural music che dovrebbe uscire quest'anno.



Giri l'angolo e ti trovi Lunn alla batteria in compagnia di altri tre ceffi nei Seidr, progetto incentrato su un death/doom alla Katatonia e primi My Dying Bride con qualche inserto folk e post-rock, giusto per non perdere il contatto con l'ambiente impervio del Kentucky. 'For winter fire' uscito nel 2011 è un disco bellissimo.
E poi ci sono i Falls of Rauros in cui Lunn offre ancora i servigi dietro le pelli. La band del Maine è ancora da esplorare per bene ma a quel che ho sentito si inseriscono sulla scia degli Agalloch, algidità e ferocia ben in vista ma con una visione 'progressive' e dark della materia.

15.1.12

Strings of stroop

Il 6 febbraio dovrebbe uscire il nuovo molok dei Motorpsycho ' The Death Defying Unicorn', 2CD/2LP, (copertina qui) una collaborazione con la Trondheim Jazz Orchestra. Le anticipazioni parlano di prog e psychedelia a manetta, tredici pezzi.
Molto probabilmente comprerò i pezzi su Itunes perchè quasi sicuramente non ci sarà nessun leak prima della data di uscita e non ho intenzione di aspettare.
Nel frattempo 'Strings of stroop' è passato inosservato. Si tratta di un vinile venduto in 500 copie durante il concerto che i MP hanno fatto al Effenaar di Eindhoven per festeggiare i 40 anni di attività del locale. I 5 pezzi sono tutti dal vivo e presi da altrettanti live set fatti negli anni nel locale olandese.
Una super chicca che viaggia a centinaia di dollari su Ebay e che nessuno psychonaut ha pensato di sharare con il mondo.
Da Discogs:
Tracklist
  Side A: De Geile Makelaar
A1 Psychonaut
A2 Go To California
  Side B: Gerommel Aan De Dommel
B1 Whole Lotta Diana
B2 Come On In
B3 Sheer Heart Attack

Notes

Record to celebrate 40 years of Effenaar.
Contains 5 live recordings of Motorpsycho at Effenaar, Eindhoven, the Netherlands.
Track A1: May 7, 1999, track A2: April 21, 2000, tracks B1 and B2: May 23, 2010.
B3 not credited on cover (May 4, 2006; Queen cover).
Limited to 500 copies on 180 grams vinyl only available at the Oct 15th 2011 show.




Io li ho presi da Soundcloud, estratto gli mp3 in un cagoso 128 kps con  SoundCloud Downloader e messi su Mediafire. Niente potrà mai sostituire ascoltarseli in vinile ma noi poveri cristi saziamo la nostra curiosità. Se il link è rotto fate un fischio.

10.1.12

Reunion e retromanie

Nello stesso giorno in cui Refused e At The Drive In annunciano le reunion, la lettura di Retromania di Simon Reynolds è più che mai necessaria.
Strano eh, un libro che parla a grandi linee dell'enorme 'effetto nostalgia' che la musica pop e rock, per non parlare di certo underground a me caro,  sta attraversando da più di venti anni  ogni giorno diventa un testo sempre più attuale.
Sono ancora ai primi capitoli di riscaldamento e mi sembra di aver capito il suo punto di vista ma è presto per tirare le somme.

P.S: ATDI reunion dell'anno.

5.1.12

Year Pool 2011

Siamo stra-sazi di classifiche di fine anno di tutti i generi e salse quindi una più una meno non fa male a nessuno.
Il senso del 'disco dell'anno' per me è quello che ti apre nuove porte musicali, sonore, anche percettive, nuovi paesaggi e suggestioni arricchite quest'anno, quasi casualmente, dalla lettura di 'Sutree' di McCarthy di cui 'Sage' degli Across Tundras secondo me è la perfetta colonna sonora.
Ovviamente poi è quello che ascolti con più frequenza e più piacere e ad ogni ascolto ci scopri qualcosa di nuovo.
Stava passando quasi inosservato quando una sera d'estate tra le mille minchiate sparate davanti all'ennesima birra un amico ne parlò come un disco dalle grandissime suggestioni, e mai ha azzeccato meglio.

Ricordo che il primo colpo di fulmine dell'anno è stato 'Hisingen Blues' dei Graveyard, un disco che è già un classico del revival settantiano grazie a un modo di scrivere canzoni che non puzza di vintage pur avendo certe chiare influenze. Un disco insomma che resisterà bene nel tempo.
'Pressure and time' dei Rival Sons possiede le stesse qualità - e una produzione scintillante - pur muovendosi su un lato diverso del cosmo hard-rock; e rimanendo in tema, i Gentleman Pistols hanno sì fatto un bel disco ma con il difetto di essere troppo autoreferenziale nei suoi continui richiami al seventies rock.
I Radio Moscow di 'The great escape..' - copertina dell'anno tra l'altro - secondo me si sono proprio tolti da questa palude facendo un disco buttato per lo più in jam, libero e sciolto, settantiano o meglio hendrixiano fino al midollo ma scapestrato e giovane come l'età media del trio dell'Iowa.
'Blood Lust' degli Uncle Acid invece è un disco che mi ha divertito e mi diverte ancora molto ascoltare. Finalmente del rock settantiano intriso di 'occulto' che non solo non si prende troppo sul serio ma fa anche dei gran bei pezzi.
Gli Yob rimangono una garanzia di psych-doom di altissima qualità, il loro sound è ormai un marchio, e neanche tanto imitato, e 'Atma' si caratterizza soprattutto per essere un disco davvero oscuro e cattivo, quasi una prosecuzione di 'Illusion of Motion' del 2004.

In ambito doom nel 2011 le due uscite come 'In the chapel of..' di The Wounded Kings e 'No help for..' dei Subrosa sono quelle che mi hanno lasciato qualcosa di profondo.
Parlando di doom classico, il disco di The Wounded Kings secondo me è il disco dell'anno: doom con tutte le 'o' che volete e arricchito da una voce femminile con i controcoglioni, da pelle d'oca proprio perchè non rimane nell'orticello della voce femminile classica ma diventa voce doom a tutti gli effetti.
I Subrosa invece sono  una bella bastarderìa doom e post-metal con tanto di violini e voci femminili pulite pur possedendo un'ossatura rocciosa e a volte sludge. Roba così io non ne ho mai sentita.
Altra menzione d'onore per l'immarcescibile Wino che con i Premonition 13 ha tirato fuori un disco cazzutissimo come non ne sentivo dai tempi di 'Mother, Teacher, Destroyer' degli Hidden Hand.

E ancora, c'è tutto il versante psych-folk che è stato il mio filo di Arianna di questo 2011, seguito con molta distrazione, sicuramente da approfondire sia sulle uscite recenti che sui grandi classici di fine Sessanta.
L'ep 'Comecrudos' dei Pontiak, 'Dawnbearer' degli Hexvessel e 'The Gathering' degli Arbouretum sono le pochissime uscite del 2011 ascoltate in questo ambito. Sono bastate però ad ammaliarmi aprendomi le orecchie a qualcosa che non pensavo fosse così interessante, sarà che mi hanno conciliato benissimo l'ascolto serale e alleviato la stanchezza della giornata lavorativa.
Folk 'ma non solo' è Chelsea Wolfe, una cantautrice inserita tra le nuove leve del cantautorato 'dark folk' e considerata come la meno mainstream. Due dischi pubblicati tra il 2010 e 2011 che ho gradito parecchio, Chelsea non si limita solamente a seguire il verbo folk pedissequamente ma mischia le carte con l'elettronica (pochissima e non invadente) emulando vocalmente Bjork, questa la mia impressione.
Sul versante settantiano più legato al prog e alla psichedelìa,  Orne e Spirits of the dead hanno sfornato due capolavori del genere.
The tree of life mi è rimasto impresso per gli arrangiamenti, curatissimi e capaci di far piombare le orecchie dentro il giardino dell'Eden, alternando momenti hard rock ad altri molto compassati  di grande respiro strumentale e musicale.
'The Great God Pan' ha più l'aria di un ep di sei pezzi ma dura poco meno di 45 minuti e  rappresenta la vena istrionica della coppia, come se i King Crimson andassero  davvero a braccetto con i Genesis e i Pink Floyd, genio e sregolatezza, molto meglio che sul disco omonimo d'esordio dove suonavano un buon seventies hard-rock ma senza grandi spunti interessanti.
Last but not least, breve menzione per i The Black Keys che sono sempre una garanzia, Monstro che mi hanno fatto rivivere i Torche che non esistono più, e per i Dixie Witch che sono tornati con un buon disco dal suono meno diretto del precedente - dal vivo fortunatamente rimangono tutto un altro mondo - ma sempre con la bandiera del southern rock ben piantata in mano.

Sul versante metal, i Wolves in the throne room continuano a sfornare un disco più bello dell'altro ma le grandi sorprese personali sono stati Liturgy, Trap Them e Oranssi Pazuzu. Tre modi di intendere l'extreme metal in modo autentico e anche innovativo (Liturgy).

Quello di approfondire la scena italiana era uno dei buoni propositi del 2011 e sono stato fedele; il disco rivelazione è quello dei Pater Nembrot, una band nostra che sta al pari di tante band simili che all'estero sono molto più osannate, girano tanto e sono sulla bocca di tutto l'underground.
Grande passo avanti per i Zippo di 'Maktub', disco e band con i controcoglioni, felice scoperta degli Obake ma il disco divertente per antonomasia che non mi stanco mai di ascoltare è 'Legna' dei Gazebo Penguins, già visti due volte dal vivo, sono sempre una garanzia di divertimento, sono pronto pure per una loro maglietta del cazzo e sarò un fan al 100%.

Dulcis in fundo, i Live, quella faccia dell'intera medaglia per cui spendo più soldi, più tempo 'sociale', più energie e da cui ottengo a volte immense soddisfazioni e divertimento. Se c'è una cosa che mi ricorderò del 2011 sono proprio i concerti.
La lista sotto non è in ordine di stretto gradimento perchè non si può dire chi abbia suonato meglio in assoluto tra Lupi, Metallica, Neurosis, Yob e Motorhead.
Quindi al solito i due live fisicamente più impegnativi sono stati quelli di Kyuss Lives e Metallica perchè ne sono uscito stremato; quelli mentalmente e psicologicamente  impegnativi sono stati Neurosis, Wolves in the throne room e Earth, tre live set che mi hanno scavato dentro - con Neurosis e Earth già so che è così, i Lupi sono stati una rivelazione trascendentale, non pensavo di poter avvicinarmi ad un'esperienza psichedelica senza aver fatto neanche una mezza canna e con il black metal.
Tre live di viaggio introspettivo di cui. 1) gli Earth mi hanno fatto prendere una decisione e vedere un aspetto di una 'faccenda' che non avevo considerato e li ringrazio per quella esperienza psichedelica a tutti gli effetti; 2) i Neurosis mi hanno fatto capire che posso andare ai concerti anche da solo, che posso farmi tanti km in macchina in solitudine e apprezzare l'esperienza al 100%, che quando sei davanti al palco non hai bisogno di niente altro e che la compagnia può essere di disturbo. Un passo avanti nella mia misantropia galloppante, il prossimo passo sarà andare all'estero da solo.


Top 15 Hard rock/psych/doom
Across Tundras - Sage
Yob - Atma
The Wounded Kings - In the Chapel of the Black Hand
Graveyard - Hisingen Blues
Radio Moscow - The Great Escape of Leslie Magnafuzz
Orne - the tree of life
Subrosa - No Help For The Mighty Ones
Rival Sons - Pressure and time
The Black Keys - El Camino
Uncle Acid and the deadbeats - Blood Lust
Gentleman Pistols  - At Her Majesty's Pleasure
Premonition 13 -13
Spirits of the Dead - The Great God Pan
Arbouretum - The Gathering
Hexvessel - Dawnbearer
Orthodox - Baal
Chelsea Wolfe - The Grime and The Glow
MonstrO - S/T 
Dixie Witch -  Let It Roll
Belzebong - Sonic Scapes & Weedy Grooves



Top 10 metal
Wolves In The Throne Room - Celestial Lineage
Oranssi Pazuzu - Kosmonument
Liturgy - Aesthethica
Trap Them - Darker Handcraft
Mastodon - The Hunter
Hull - Beyond the Lightless Sky
All Pigs Must Die - God is War
Exhumed - All guts, no glory
Panopticon - Social Disservices
Machine Head - Unto the locust



Top 7 Italia
Pater Nembrot - Sequoia Seeds
Gazebo Penguins - Legna
Obake - S/T
Zippo - Maktub
Dead Elephant - Thanatology
Infarto - Sul Fondo, Insieme a Tutti Gli Altri Sassi
The Death of Anna Karina - Lacrima/Pantera


Disco rivelazione 2011
Uncle Acid and the deadbeats - Blood Lust



Disco Delusione 2011
Karma to Burn - V


Meglio tardi che mai
Moon Duo - Escape
Six Organs of Admittance - Luminous night
Stone Axe - II


Disco speranza
Minsk, Neurosis, Pontiak



Miglior concerto del 2011
Kyuss Live @Trezzo
Wolves in the throne room@ Leoncavallo
Metallica @ Big Four
Yob @Lo-Fi
Motorhead @ Hammersmith Apollo
Neurosis@ Spazio 211  
Earth@ Roadburn 2011



propositi per il 2012: meno band con voci femminili, più psych-folk nella mia vita

Blues Pills



Blues Pills ovvero la band del bassista Zach Anderson dei Radio Moscow e dell'ex batterista Keith Rich. Musicalmente la sostanza non cambia, hard-rock bollente e fatto con i controcazzi ma alla voce c'è Elin Larsson - da non confondere con l'omonima sassofonista svedese, una bella biondina dalla voce corposa.
I due pezzi sul Tubo sono quelli dell'ep uscito in cinquanta copie nel 2011, nell'attesa di sentire i nuovi la curiosità è a mille.