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16.11.09

Blip Bang Zorch!

Il social network per me è una cagata pazzesca. Cancellato Facebook da qualche mese perchè totalmente inutile per me, resisto su myspace perchè è una fonte inesauribile di roba interessante.
Non cerco nessuno, poche amicizie, spesso band da tenere d'occhio, ogni tanto do uno sguardo al mio blog center in cerca di notiziole succose e mi passo il tempo a vagliare chi chiede la mia di amicizia. Se mi fai cagare col cazzo che ti aggiungo, mi passo in rassegna i tuoi pezzi, resisto fino al secondo, se fai cagare ti mando affanculo, se invece sei interessante una chance te la do.

Ai Zorch non ho dato una chance, gli ho regalato un pezzo di cervello. Di Austin, duo batteria-keyboards scherza poco con l'elettronica e va di prog a manetta. Magari loro non lo vogliono neanche ma è prog, è Soft Machine, è jazz-rock disidratato, ci sento dentro anche gli Stereolab, le soundtracks dei poliziotteschi italiani, i Zorch vanno di moog, Wurlitzer e Omnicord a manetta! E poi scopro che i Zorch erano anche una misconosciuta band inglese dei '70 pioniera dell'elettronica dei lightshow.
Scaricate il demo e sentiteci qualcosa anche voi! Pezzi preferiti Gimme the Axe e Zut Alore!

E poi scopro che i Zorch erano anche una misconosciuta band inglese dei '70 pioniera dell'elettronica dei lightshow.
Turdo mannaggia la maiala li devi sentire!

30.5.09

So did they

Non accade granchè da queste parti, stanchezza, sonno, caldo e sbattimenti vari mi sfiancano. Ho un paio di band sott'occhio, i Kongh e gli Averse Sefira. Questi ultimi black-metallers americani di lungo corso. La scena USBM va approfondita, qualche suggerimento/percorso?

Intanto ieri il mio amico Furte, unico detentore di una tag a suo nome, Songs for Turdo, quale onore, è convolato a nozze e anche lui si consumò. Non potendo presenziare al matrimonio per una serie di coincidenze astrali non avvenute quando sento Isis e Neurosis penso sempre a lui e allora alziamo i calici e inneggiamo a Satana che protegga questa unione infernale.

19.4.09

La libertà ha un prezzo per le orecchie

Il silenzio in casa si riempie così. I The Psychic Paramount sono un trio newyorkese nato dalle ceneri dei Laddio Bolocko, un nome del cazzo per una band minore ma importante nel math-rock dei '90, che gioca sulla ripetitività frastornante di chitarra, basso e batteria per mettere su un muro del suono che impressiona davvero alternato a momenti più rarefatti.

Niente di strano che i colori vanno dal rosso fuoco di un 747 esploso al nero pece, in ogni caso non proprio roba da happy song. Il tutto, strumentale. Ora, ho già scaricato l'album da due fonti differenti e ritrovo sempre la stessa esagerata distorsione che mi fa andare in pappa le ventose delle mie super-cuffie. Mp3 di qualità merdosa di sicuro ma questi ci mettono il carico da novanta. Io godo di brutto. For fans dei Lightning Bolt.

19.11.08

Tutto dentro Natasha


Natasha EP dei Pig Destroyer, roba che mi serve in sto momento, capita a fagiuolo. EP ripubblicato di recente su Relapse, in origine uscito come dvd audio 5.1 con Terrifyer. 36 minuti e 40 di doom, drone, grind. Leggo che sono un gran nome, ecco quello che mi serviva per incuriosirmi. Natasha è ben diverso dalla loro solita zuppa ma il pesce ha abboccato.

Anche i Meshuggah qualche anno fa pubblicarono un ep di un solo pezzo 'I', bellissimo e disponibilissimo. Altra solfa, altre note ma il concetto di pezzo unico, fluido e liquido mi garba. Altri consigli di ascolto su dischi con pezzi unici?

26.10.08

I due lati oscuri della luna

roba fresca, roba opposta.

Justin 'Dave' Hawkins, ex mastermind dei The Darkness torna con una nuova band Hot Leg che sembra la continuazione della prima, una mano sugli AC/DC e una sul culo, stessa attitudine cazzona e festaiola. 

Album in dirittura d'arrivo per i Morkobot dal titolo MoRtO ( o l'ordine tra maiuscole e minuscole è il contrario, poco importa). Casco spaziale allacciato e luci accese anche di giorno (cit.) che là sotto è sempre buio.

7.9.08

C'è vita dopo gli Hypnos 69

Si ce n'è. I Dolmen Tree sono la nuova band di  Steve Houtmeyers, chitarra e voce degli Hypnos 69 in compagnia del batterista degli Hypnos e di un altro tizio al basso.

La band nata per dare sfogo ai momenti di stallo degli Hypnos 69, dentro cui sembra siano caduti ancora una volta, ha registrato un 'demo' serio nel 2007, 'Megalithes to infinity' scaricabile dal loro sito alla voce 'sounds',  e sta facendo la preproduzione del nuovo disco 'The Orion Destiny' in uscita forse a ottobre. Si parla anche di un EP. 

I pezzi del demo ricordano più i primi Hypnos, hard rock seventies con spruzzate di psichedelìa, roba di fattura di livello sempre alto.

Insomma Steve che per inciso è la copia sputata del Monterozzo di dieci anni fa (ma questa è un'altra storia..) ci da e ci sta sempre dentro. 

6.9.08

Quest'anno non ricordo debutti tanto interessanti come Neptun in fire degli Ancestors (Wikipedia), ma la memoria può farmi benissimo brutti scherzi.

Due pezzi, oltre 16 minuti il primo e quasi 22 il secondo, un concentrato intenso di sano stoner kyussiano e psichedelìa di Pink Floyd fino al quasi immobilismo degli Earth, tantissima bravura strumentale e padronanza della materia tale da far chiudere un occhio sulle pesanti influenze e giudicare Neptun in fire come un album davvero bello. 

Dentro i pezzi si agitano in cinque, il classico trio più un paio di soggetti addetti a organo e synth vari. Anche la voce sguiscia tra lo stile stoner aggressivo (mi ricorda più le voci delle stoner rock band scandinave che il padrino Garcia) e i Neurosis. Ci hanno visto lungo Tony Presedo della Tee Pee Records e Dave Sweetapple della Wabana Records, ad accasarseli per la nuova etichetta North Atlantic Studio. Perchè non dargli la soddisfazione di ascoltarsi il disco?

31.8.08

Look onto the rays of the new stoner sun rising

Un 'passaggio' chiave come l'intervista di Scott Kelly (Neurosis) al Al Cisneros (ora Om, prima voce e basso degli Sleep) innesca salti tra passato e presente forti come un cavo d'acciaio del ponte di brooklyn. Al parla del presente, con l'abbandono del batterista che ha fatto saltare alla band il set all'ultimo Roadburn e le intenzioni di far uscire il nuovo album verso agosto-settembre del 2009, e del passato con gli Sleep.

Infognarsi regolarmente con gli Sleep è una cosa frequente, un pò come con i Neurosis, sai quando entri ma non vedi la luce del tunnel. Stavolta supportato da un approfondimento anche sui testi.

Tra Vol.1, puro psych-doom grezzissimo e Dopesmoker, due tracce di cui la prima di oltre un'ora, ci sta il capolavoro Holy Mountain (HM). Inutile stare a dire il perchè e il percome della storia, recuperatelo se ancora non lo conoscete e buon viaggio.  Basta anche essere consapevoli di quanto visionari fossero non solo i testi di questo album ma anche le singole strofe. Quasi degli slogan. Tipo 'The Druid sleeps in meditation' da The Druid, 'Stoner caravan from deep space arrives' da From Beyond, e l'inarrivabile 'Look onto the rays of the new stoner sun rising' da Holy Mountain. 

Penso che Al Cisneros abbia ripreso con gli OM dove gli Sleep si erano fermati con Holy Mountain a livello di linee vocali mantra e cantilenanti, un degno figlioccio di Ozzy, e abbia continuato nella tradizione di brani fumosi e drogati lunga mille mila minuti.

Freschissimo di questi giorni un 7" che gli OM hanno pubblicato per Sub Pop e che è andato già esaurito. Due i pezzi, due versioni di Gebel Barkal (la Montagna Pura, oggi nel Sudan, rappresentava la massima penetrazione egizia nei territori a sud dell'Egitto) praticamente della stessa durata ma la seconda versione è arricchita da un hammond da messa nera,  entrambe fortemente debitrici dei Pink Floyd. con il nuovo batterista Emil dei The Grails (casa Neurot).

Sul fronte Sleep, cercavo documenti video oltre al già stravisto video di Dragonaut, e ho trovato un live di 80 minuti del '94. Ripresa amatoriale ma audio molto buono.

22.8.08

Songs for Turdo

Inauguro un nuovo tag e ci faccio un post. Songs for Turdo raccoglierà tutta la roba che avrei piacere che Turdo ascoltasse ma che non ho la possibilità di sottoporgli (perchè gli bombarderei la mail) neanche via msn. Anzi se sei su msn passa il contatto!

Chi è Turdo? Turdo è Turdo, memorizzato sul mio cellulare come Furte ma questa è un'altra storia, la stessa per cui io sono Finch dopo una metamorfosi tra Fenst, Fist, Funst e altro ancora.
E mannaggia all'animaccia che domani non ci sei, ti penserò quando faranno Locust Star. Turdo è anche quello, tra l'altro, che mi ha fatto riascoltare un disco come Through silver in blood che era a casa mia ma che avevo accantonato dopo i primi due pezzi. Pesantissimo, in senso negativo, per me, allora. Oggi invece me lo sono sparato pure sotto la doccia, pensa te.
Ieri mi ha dato l'ennesima soddisfazione, lui e la sua picciotta sono in trip da Hypnos 69, pensa te, una coppia sguinzagliata alla ricerca di una misconosciuta band belga totalmente dedita al retro-rock, una coppia che si scambia impressioni estasiate su chessò Isis o King Crimson, cristo, dio quando li accoppia a volte ci inserta!
E Songs for Turdo inizia con i Minsk. Turdo, porcaccia l'animaccia, dici di leggermi, allora ascolta!


Ieri sono rimasto fulminato dall'ascolto del loro primo album Burning uscita per la fantomatica Liza Falzone recordings. Burning contiene tutti gli elementi di post-doom e post-metal che i Minsk andranno a sviluppare nei due album successivi. Nessuno è così vicino all'universo sonoro Neurosis come i Minsk e tuttavia hanno una fortissima personalità. Di quell'universo sonoro i Minsk riprendono il sound tribale, l'uso eccentrico e parsimonioso di strumenti come violini e cornamuse e cori femminili.
Burning non ha ancora la produzione mastodontica di veri album come Out of a Center Which Is Neither Dead nor Alive o ancor di più di The Ritual Fires of Abandonment ma rimane un gioiellino che in pochi sembrano conoscere.
Turdo, perchè non entri nel club? Ma sì, mettiamoci anche un link da cui scaricarlo aggratis, i Minsk ci ringrazieranno.