19.8.10

La bestia del 2010

La bestia del 2010 si chiama Summit.
Il terzo giro è stato completo, il primo a metà, il secondo a tre quarti ( e con nausea addosso, i Thou apprezzerebbero), e con la mezza idea che difficilmente l'avrei rimesso su.
Summit va scrostato. La prima patina è durissima, rimani spiazzato dalla combo di una voce straziante e rasposa e il molock strumentale che ci gira intorno. Non hai punti di riferimenti iniziali, non è puro sludge eppure il senso di disperazione lo senti subito, non è post-core nonostante il senso di coralità e "orchestrazione" che si respira, non è drone ma ci sono degli arpeggi alla Earth che spediscono nello spazio del profondo Io. E scopri che certi fraseggi di chitarra su "By endurance we conquer" ti straziano il cuore. Che è vero, i Thou ti conquistano per resistenza.
Sicuramente è roba impregnata di doom fino in fondo ma in un mondo che personalmente non avevo mai sentito.

A leggere in giro è la roba più organica che i Thou abbiano mai fatto, ed è assolutamente vero. Ripeto, tolta la prima e seconda scorza della voce e della complessità interiore dell'opera, Summit si gode che è una bellezza, se si supera indenni (e senza vomitare) lo scoglio di undici minuti di "Prometheus" è fatta, che poi è il voler ascoltare sta traccia nell'insieme della track list che mi tiene sveglio fino all' una a scrivere ste stronzate.
Il resto scivola come l'acqua, una traccia strumentale di un paio di minuti che ti fa riprendere fiato e i dieci minuti di "Voices in the wilderness", la traccia più "canzone" dell'intero disco, gettare la spugna e perderla sarebbe un delitto.

Molto interessante l'articolo di Invisible Oranges, solo a margine parla del disco, in realtà è uno scritto su cosa sono i Thou, una perfetta punk doom band.

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