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31.1.13

Aidoru

Ma a me, nel 97, chi me lo doveva dire che Aidoru era il secondo romanzo della trilogia del Ponte?
L'ho scoperto ieri.
Aquei tempi mi stavo giusto avvicinando alla rete aprendo il mio primo account hotmail, iscrivendomi alla mailing list del fan club di Bombolo (!!) e smanettando timidamente con gli ultimi vagiti di Napster. E non capendoci un cazzo se ero io l'impedito o il dial-up a 56 kbps..

Beata memoria fottuta, non ricordo se ho già letto il libro, nel 97, 98, 99 o salcazzo quando.
So solo che l'ho preso dalla libreria qualche settimana fa, pagine ingiallite, crepe su copertina e costoletta, quindi i segni dell'uso e dell'usura ci sono tutti, ma non ricordo una minchia della storia quindi è una festa, è come se l'avessi comprato ieri.
Aidoru, William Gibson, letteratura cyberpunk. Giusto per dare due coordinate se continuare a leggere oppure no.
Rileggerlo adesso è come avere davanti un trattato storiografico di questi e dei prossimi giorni, ma davvero quelli piû prossimi.

Di che parla, a grandi linee, potrei anche dirlo ma il grossissimo rischio e di banalizzare il tutto, perchè la storia in sè ( e non l'ho ancora finito) sembra essere stupidotta ma le implicazioni sociali e culturali,visionarie e reali, sono il piatto forte.
Niente navicelle spaziali, macchine volanti, dischi luminosi, nel romanzo si viaggia ancora con gli aeroplani ma invece di leggerti un libro apri una console, ti metti dei ditali e ti passi il tempo nella realtà virtuale, per dire..
Ambientato in Giappone, le ragazzine impazziscono per una boy band il cui leader vuole sposare un'altra star dello spettacolo totalmente digitale..un Aidoru appunto.
In mezzo c'è una mezza spy story con un 'data miner' come protagonista (praticamente il 50% del mio lavoro) abilissimo a scovare informazioni non sulla Rete ma dentro la Rete focalizzandosi sui 'punti nodali', crocevia digitali dove le informazioni passano, lasciano il segno, si stratificano e creano l'alter ego digitale di ciascuno di noi…




E per essere un libro di Gibson la storia non è neanche tanto complessa; è quando Gibson si sofferma sulle descrizioni che mi mette a dura prova.

Letto con 'Longing' dei Bell Witch in cuffia è la morte sua. Che sia mattina o sera - per me poco cambia, vado a letto con lo scuro e mi alzo con lo scuro anche se sono le nove del mattino -  il lentissimo e fascinosissimo doom del duo americano accompagna qualsiasi scena con la giusta indolenza e scioglie le descrizioni più intricate.

30.11.12

Take off

E' venerdì sera, è tempo di partire per il fine settimana.
Mi raccomando, domenica atterraggio morbido.




18.11.12

Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Vuoi che finisca l'anno senza che anche io abbia detto le mie due stronzate su "Yellow & Green" dei Baroness?!
Ho sentimenti contrastanti, il disco è un'opera mastodontica di diciotto pezzi ma artisticamente ha delle fortissime fondamenta nelle melodie, negli arrangiamenti, nei dettagli, ma ha dei suoni di merda, o meglio le chitarre hanno dei suoni di merda quando (le poche volte) si tratta di tirarti in faccia un riffone che non abbia troppi fronzoli. Le poche volte che le chitarre dovrebbero e vorrebbero grattuggiare non lo fanno. E, per farla breve, preferisco Yellow a Green.

Ascolto Yellow" da mesi con una certa regolarità e a ogni giro mi stupisco nel trovare qualcosa di nuovo e nel modo in cui sta dentro il resto, può essere un giro di basso, uno dei tantissimi riff stratificati.
 Le melodie, beh, le melodie sono il disco.
Mi sembra chiaro come il sole che i Baroness abbiano voluto buttarsi a capofitto sul territorio delle melodie, Yellow è un disco melodico, il più melodico della loro breve carriera, probabilmente il più melodico di tutto il catalogo Relapse, sicuramente il più melodico disco di tutta quella generazione di nuovo metal americano "progressive". Delle melodie che a me non hanno ancora stancato anzi per niente perchè sono sì "sticky" ma di una "leggerezza" e classe che solo dei fuoriclasse possono aver concepito e calato dentro brani strumentalmente molto complessi.
Ok ma come la melodia si innesta dentro i pezzi è secondo me la chiave di lettura dei due dischi.

Su Yellow la melodia è innestata dentro pezzi con un bel tiro, dinamici e arrapanti; Su Green invece atterra su pezzi molto più anonimi, mi sono trovato diverse volte ad ascoltare fino a metà disco senza accorgermene e senza che i pezzi precedenti mi avessero lasciato qualcosa.
Salvo un pezzo stravagante come Psalms Alive, qualche idea ritmica nuova per loro, qualche intro interessante, poi spesso il resto si sgretola da solo sotto i colpi di una zuccherosità melodica fine a se stessa, forzata diverse volte come Board Up the House o The Line Between; e bestemmia delle bestemmie, Mtns. (The Crown & Anchor) ha un attacco che sembra rubato ai Red Hot Chili Peppers degli ultimi quindici anni, la merda delle merde per antonomasia.

Insomma, se il nuovo disco fosse stato soltanto Yellow sarebbe stato un quasi capolavoro di pop music (perchè di questa si tratta alla fine…). Niente link per il download, sembrano tutti morti ma chi cerca bene trova facilmente

L'ippotalamo in pappa

Un tempo se leggevo Stoner Pop mi venivano in mente immediatamente i Torche, oggi i Tweak Bird. Le sette tracce di "Under Cover Crops" sono questo, basso e batteria che sfornano riff spesso robusti, anche se non manca qualche incursione più dilatata, accompagnati da una vocina sempre più Lennoniana.
I pezzi poi sono corti un paio di minuti in media, delle caramelline che vanno subito al dunque su un tappeto iper groovy, e in un batter d'occhio il disco è finito lasciandoti in bocca un bel sapore zuccherino e nel cervello quintali di dopamina.
"Under Cover Crops" è un disco che non ha gli arrangiamenti stuzzicanti che ha il precedente omonimo, è un lavoro più essenziale, sicuramente meno stimolante ma ha dalla sua il fatto di essere più diretto.
Sarebbe finalmente il momento di riconoscere ai Tweak Bird il merito di avere indovinato come suonare riff pop con suoni granitici e farli piacere anche ai più incalliti degli ortodossi stoner.
Per me sono geniali.
Saranno in Europa tra gennaio e febbraio prossimo, l'Italia è ancora 'tbc', cazzo a Morbegno in culo ai lupi della Valtellina.

January
25 - Area 51, Eindhoven (NL)
26 - SleazeFest @ Paradiso, Amsterdam (NL)
28 - La Mecanique, Ondulatoire, PARIS (FR)
29 - Rockwoche, Zurich (CH)
30 - Fri-Son, Fribourg (CH)
31 - venue tbc, Morbegno (IT)

February
02 - Postgarage, Graz (AT)
03 - Rhiz, Vienna (AT)
04 - 007, Prague (CZ)
05 - West Germany, Berlin (GER)
06 - Museumkeller, Erfurt (GER)
07 - Trix, Antwerp (B)
09 - Le Chato d'O, Blois (FR)
10 - Le Stakhanov, Nantes (FR)
11 - Le Saint Ex, Bordeaux (FR)
12 - Le Bukoski, Donosti (ES)
14 - Csa La Residencia, Valencia (ES)
15 - Nasti Club, Madrid (ES)
16 - In-Somni Festival, Barcelona (ES)
17 - Kraspek Myzic, Lyon (FR)
18 - Le Sesame, Ambrault (FR)
19 - La Peniche, Lille (FR)

4.11.12

Godo solo a metà

Un gran peccato non potersi godere i The Sword in Italia il prossimo Gennaio quando saranno in tour europeo in compagnia dei Lonely Kamel. Non passano, neanche loro.

Apocryphon non è malaccio, mi ha lasciato un pò con l'amaro in bocca, mi aspettavo grandi cose e invece ho goduto solo a metà.
Secondo me hanno cagato un pò fuori dal vaso, hanno voluto strafare  ficcando dentro una marea di riff, cambi e bridge hanno perso in immediatezza. I primi quattro pezzi mi esaltano a corrente alternata, partono bene con il riffone scassa-collo poi però perdono in spontaneità, si infilano dentro un epic metal americano rinfrescato di mezzo stoner rock e mi stracciano spesso la uallara. Già che non sono sti gran geni del songwriting, già che il cantante ha i limiti che ha, se non sei in vena li reggi mezzo minuto e tutto ti sembra uguale..
Dal quinto pezzo in poi invece risorgono come la band che conosco, concreta e cazzuta,  e sfornano un pezzo più bello dell'altro.
Leggo in giro recensioni entusiaste assieme a commenti totalmente opposti..
Ed è per questo che mi sale la scimmia che non li posso vedere dal vivo, ne ho un gran bel ricordo di una mezz'ora scarsa di supporto a Down e Metallica anni fa a Bologna, probabilmente era dopo l'uscita di Gods of the Earth - che insieme al primo è la loro migliore uscita - e fecero un set strepitoso, corto ma tiratissimo e godurioso.
Boh, fatevi un'idea.

Altra mezza delusione, il nuovo disco dei Five Horse Johnson 'The taking of Blackheart', li aspettavo come il Messia, va bene che  non è niente di nuovo  ma neanche niente di davvero godibile no!
Idee super riciclate dai dischi precedenti, riff di seconda categoria, un blando rock sudista animato solo dalla magnifica armonica di Eric Oblander..
Il disco esce a gennaio ma si trova già in giro da tempo.. Streaming sul bandcamp della Small Stone, non vale neanche la pena scaricarlo..

5.10.12

Allelujah!

Vado di fretta ma un nuovo disco dei Godspeed You Black Emperor "Allelujah! Don't Bend! Ascend!", così, a "timpulata", nessuno se lo aspettava nè loro lo hanno mai annunciato. E invece arriva a metà ottobre per Constellation e ovviamente è già leaked con tanto di video-disco sul Tubo.

A quanto pare la versione leaked è quella che stanno vendendo ai concerti, la tracklist del vinile è diversa da quella su cd, e il vinilozzo esce insieme a un 7" e 12" contenenti rispettivamente versioni più corte e più lunghe di un paio di pezzi. Insomma, follia. Il titolo mi fa pensare a una esortazione a non cedere, a non piegarsi ( a cosa e da cosa ognuno metta quello che vuole), insomma a non mettersi a novanta..
E il disco com'è? beh, GYBE! alla massima potenza, bellissimo, come qualsiasi cosa fatta da loro. Enjoy!

30.9.12

Head Down


Esattamente quello che voglio dai Down, stupidità allo stato puro. The Purple EP non è malaccio, sei pezzi in tutto di cui un paio davvero buoni e il resto 'nzomma ma fa sempre piacere sentirli ancora in attività.

Chapeau invece ai Rival Sons, "Head Down" è un altro gran signor disco allo stesso livello qualitativo di "Pressure & Time" ma l'atmosfera generale che sento è diversa, più sbarazzina e 'garage'. La voce del tizio - che mi rompe i coglioni andare a cercare come si chiama - continua a impressionare. A sto giro ho letto ancora meno recensioni di Head Down ma se hanno scritto ancora che sono la copia degli Zeps non ci hanno azzeccato neanche stavolta. Ok, sul primo pezzo ok, ma è il potere del rock, sempre uguale, sempre quello, sempre da resuscita morti.
E invece su Head Down vi dico che sento anche tanto rock che trasuda soul, qualche spruzzata di garage acido e persino le immancabili ballatone non mi stracciano le palle.
Sentitevi queste.



13.9.12

Grosso guaio a Sarezzano

Non avere un cazzo da fare la sera è passare una buona ora a cercare notizie e foto sulla SOMS "Il Progresso" di  Sarezzano, provincia di Alessandria, e non trovarne.
SOMS sta per Società di Mutuo Soccorso, Sarezzano è un paese in provincia di Alessandria.
Sì, una valanga di sticazzi, questo è scontato ma è dove gli Ufomammut hanno registrato 'Oro'.
Non ho trovato una minchia a parte che la SOMS ha un teatrino per le feste, e sarà lì che avranno registrato il disco, nell'agosto 2011.
Fuori il deserto, un porco dio di caldo e dentro l'inferno. Cristo santo.
Loro non lo ammetteranno mai ma il custode è finito a rullargli le canne sul palco e la sciura Maria gli preparava la torta Giamaica per merenda, giusto tra un riff e l'altro.

Che poi li vedi ogni tanto in giro, ci scambi due chiacchiere in assoluta tranquillità, sorrisoni e qualche goccia di timidezza mista a imbarazzo - il fanboy che è in me raggiunge livelli di nerdness imbarazzanti - e poi, come sempre da che esistono, indossi le cuffie e ti succhiano dentro il loro maelstrom. E fanno male. Con Oro stessa storia, anzi peggio/meglio.
Diviso in due dischi usciti a qualche mese di distanza, in realtà fanno parte di una opera unica e come tale va ascoltata per intero.

Opus Primum è il loro disco doom per eccellenza. Psichedelico ok tutto quello che si vuole ma è il disco più pesante che abbiano mai fatto in termini di songwriting. Ti azzanna alla gola e non ti molla un attimo, da 'Aureum' a 'Magickon', mezz'ora di buio per gli occhi e di luce per la mente, meglio se adeguatamente annebbiata. Buio cosmico, i synth come paracadute e il nulla esistenziale ti prendono a braccetto portandoti a fare un giretto nella merda più profonda che si annida dentro di te.
Meglio non si può avere, c'è gente che si rivolge a un prete e poi se lo trova nel culo. A questi prezzi..

Opus Alter che neanche scherza quanto a legnate è un tantinello più vario.
Superato ormai agevolmente la muraglia di 'Oroborus' e 'Luxon' c'è 'Sulphurdew' impostata su un tempo incalzante per una buona metà.  'Sulphurdew' è la traccia-labirinto: i Mammut ti attirano dentro,  ti ammaliano con il tema accennato su Oroborus, ti danno la sensazione di avere finalmente a che fare con qualcosa di familiare, di rassicurante; fanno qualcosa di simile con 'Aureum'-'Magickon' su Primum.
I primi tre minuti di 'Sublime', ti fanno sentire protetto dentro un cuscio siderale, al sicuro, poi parte la danza delle scimmie 'from the outer space'.
E mi torna sempre, ossessivamente, alla mente l'immagine di centinaia di scimpanzè in tuta spaziale che scapocciano all'unisono.
Come sempre, Ufomammut è omen nomen.

2.9.12

Tanto se beccamo

Mio caro Ben Chasny, prima o poi ci becchiamo, sicuro, il tour europeo che farai a ottobre-novembre con i Six Organs of Admittance mi sta facendo arrovellare il cervello.
Ti sei messo in mezzo ad un altro paio di scelte e non ci volevi ma è molto probabile che la svanghi in un posto o nell'altro.

Il mio piano di battaglia si potrebbe svolgere ad ottobre un venerdì-sabato.
Ti potrei beccare al  Supersonic festival a Birmingham, aspetto che esca il running order e i biglietti giornalieri, mi faccio un piano di azione e valuto se tra venerdì e sabato di tutta la bella roba della tre-giorni ne becco la maggior parte: te, i tuoi compagni di merende Rangda, Dylan Carlson e Carlton Melton. E curiosità a mille per KK Null, Lichens, Flower/Corsano Duo, Jarboe e la Oxbow Orchestra, più le migliaia di bollicine psichedeliche che genera il Supersonic.

O ti potrei beccare all'Amplifest che si svolge a Porto e porta nomi più grossetti ma che tra cazzi e mazzi ho già visto, anche se il bill non è ancora completo.
Potrebbe essere l'occasione per visitare Porto e tornare in Portogallo, stare in mezzo a gente mediterranea e vivere l'esperienza in un posto che sulla carta dovrebbe essere più confortevole di Birmingham.


Intanto, i miei ascolti girano parecchio dalle parti dei Six Organs. L'ultimo Ascent è un gran bel disco, c'è il solito freak-folk bollito nella psichedelìa, nel drone, nei raga, nel fingerpicking più folle ma c'è anche del sano rock che non avevo mai sentito sui tuoi dischi. E per rock intendo un cazzo di riff di tre-note-tre come su 'Waswasa'.
Ok, lo so, un paio di pezzi sono versioni elettriche di pezzi già usciti in versione acustica ma sti cazzi, è il tredicesimo disco, non ce la si fa a starti appresso..magari scopa di più..
Comunque con me vai sul  sicuro, mi piace qualsiasi cosa abbia ascoltato finadesso.
Poi su twitter (@6organs) sei stato così gentile da dirmi che ti porterai in tour due ex compagni di merende dei Comets on fire quindi, di nuovo,  questo è un altro buon motivo per beccarti da qualche parte.
Su ebay ho preso a due lire 'Shelter from the ash' che ancora devo ascoltare.
Insomma io ti sostengo di brutto, perchè non vieni a suonare presto dalle mie parti? Mortacci tua.



29.8.12

bastonate





Non sono mai impazzito per gli Hooded Menace. "Never Cross the Dead" del 2010 secondo me è un disco statico, pesantissimo nel senso peggiore del termine, non ho mai trovato spunti interessanti. Insomma penso che siano sopravvalutati.
Forse mi ricrederò con il prossimo "Effigies of Evil", tre preview su tre mi piacciono parecchio.

Con i Grave invece si va sul sicuro, soltanto dallo streaming del prossimo disco su Invisible Oranges si sente che continuano a essere dei maestri dello Swedish Death Metal vecchia scuola, eccezionali.
Il disco si trova già in giro, cercatelo e non rompere i coglioni.


21.7.12

Alla brutto dio

Dopo 'Nest of Vipers' dei Greenleaf  che sto macinando tantissimo, ancora un gran disco per Small Stone, 'Dead Rock Commandos' dei Nightstalker.
Greci, in attività dai primi anni Novanta, tra alti e bassi sono ancora in attività, è strano non averne  mai sentiti prima di adesso ma è così.
'Dead Rock Commandos' è in heavy rotation da diverse settimane e quando voglio sentire un gran bel disco di hard rock polveroso e irresistibile, fatto con i controcazzi,  non ho dubbi, o questo o Nest of Vipers.
A sentire il disco, devono parecchio ai Monster Magnet periodo 'Power Trip' e non è per niente un male sopratutto se gli originali ormai fanno cagare. In più i pezzi hanno tutto in regola, bei riff, bei ritornelli, un suono roccioso, non sono noiosi e il grado di innovazione/ sperimentazione/difficoltà nell'ascolto  è pari a zero. 'Dead Rock Commandos' è divertente e piacevole.
Un assaggio

E se ti piace qua c'è tutto

17.7.12

Three steps to the ocean

Telegrafico.
I Three steps to the ocean domenica mi hanno fulminato.
Già riuscire a tirare fuori dei suoni decenti allo SGA è qualcosa di impensabile ma fare addirittura un concerto di una tale intensità e botta è da extraterrestri.
E' quello che ci voleva.
Arrivo poco dopo le 20 in tempo per i Fuoco Fatuo, azzanno la prima birra a stomaco vuoto e me la svuoto tempo niente. L'attenzione è rivolta al palco ma la band suona dietro un drappo nero. Cominciamo bene. I Fuoco Fatuo mettono in campo uno sludge alla Grief molto intenso e putrescente, mi incuriosiscono molto e mi guardo (?) tutto il set.

Pausa, giro di sigarette, altro giro di birra, due tiri di joint raccattato per amicizia, iniziano gli O (provate voi a cercarvi il bandcamp io ho perso le speranze, con un nome così..) e mi fiondo dentro.
Li avevo persi al SoloMacello Fest, i due pezzi su bandcamp sono meravigliosi, sono la ragione principale per cui sono qua, voglio prendere il disco, curiosità a mille. Delusa precocemente da un 'qualcosa' proveniente dal palco che per me non aveva senso. Giuro, per lo più non li ho capiti e quel poco che ho capito non mi è piaciuto. Ok la musica violenta va bene ma deve avere (per me) un senso. Boh, rimandati. E niente disco.
Delusione massima affogata nella birra, ancora a stomaco vuoto, devo ammettere che sono bello "barzotto" come si dice da queste parti e ho bisogno di 'ascoltare positivo'.

Mai sentiti prima i Three steps, letto abbastanza, è un nome che circola parecchio su forum & co. e sui palchi ma mai riusciti a beccare tra una balla e l'altra.
Quindi arrivo nudo alla meta ed è stato amore a primo pezzo.
Musicalmente niente di nuovo, Pelican/Russian Circles è la coppia che mi viene in mente subito però lasciando stare le influenze quello a cui assisto è pregno della botta calda di cui avevo bisogno e l'alcool ci ha messo il suo…
Concerto dall'esecuzione impeccabile, suoni sparatissimi, il synth era una coltellata, occhi incollati sul batterista perchè aveva la mia stessa maglietta degli Earth.
E' un paio di giorni che macino i due dischi da bandcamp, a giorni alterni mi piace più l'ultimo 'Scents'  o il penultimo 'Until today becomes yesterday'.  Lavori molto validi ma dal vivo sono ben altra esperienza, il bello dei live..
 Tagliata la testa al toro, comprati gli mp3 di 'Scents' e scaricato il penultimo aggratis, la prossima volta fermo il batterista gli offro una birra e così facciamo dieci euro pulite pulite, mi regala il cd e siamo pace.

11.7.12

Distorsioni mistiche

L'ho messo ovunque e qui proprio non poteva mancare, il disco omonimo dei Sandrider lo sto macinando tantissimo, ottima sorpresa di quest'anno anche se il disco è uscito sul finire dello scorso.

Se parliamo di dischi macinati 'Kentucky' di Panopticon, di cui spero di vincere la pigrizia e parlarne più avanti perchè è un disco eccezionale, e 'Advaitic Songs' degli OM è nella top five, disco meraviglioso che non avrei mai creduto sarebbero riusciti a fare, pensavo si sarebbero infilati in un vicolo cieco totalmente auto referenziale e invece si sono smarcati alla grandissima pur rimando OM al 100%.

'Advaitic Songs' completa e innalza ai massimi livelli quello che su 'God is good' era rimasto solo accennato, finalmente un coitus pieno e strabordante ricchissimo di sfumature, arrangiato meravigliosamente a suon di archi, strumentazione orientaleggiante  al gran completo e voci femminili ammalianti. 
A volte non sembra neanche un disco OM, il basso scende in secondo piano ma è là che aspetta di risalire in tutta prepotenza, il cricetone Cisneros sta lì dietro le quinte a lavorare con le sue ditina tozze su quel meraviglioso Rickenbacker per poi legnare con i soliti giri ipnotici.
Fondamentale il contributo, finalmente mi viene da dire,  di Emil Amos e Lichens,  ho l'impressione che questo sia finalmente il disco della band OM e non tanto quello degli OM "la band di Cisneros, ex Sleep".
Era da 'Conferences of Birds' che non mi esaltavo così tanto per un disco degli OM, a babbo morto finchè rimane.

29.6.12

Old Man Gloom

La voce di Aaron Turner non mi faceva venire la pelle d'oca così dai tempi di 'Panopticon'. File under ' bellissimo balatone'.


28.6.12

Satan spawn, the caco demon

Non ricordo se possiedo 'Seasons in the abyss' in cd, faccio faticare a schiodare il culo dalla sedia e mettermi a cercare, lo farò dopo, perchè dovrei rinunciare anche a un solo minuto di 'Portal' di Alexander Tucker?? In campo 'folk psichedelico' è uno dei re, disco del 2008 che rimane ancora insuperato.

Sabato pomeriggio sono entrato alla Fnac, la mattina mi era venuta una voglia incredibile di Black Crowes, mi era venuta voglia di 'Amorica' che non sono riuscito a soddisfare perchè dei Black Crowes non ho una minchia, neanche in mp3, diciamo che sono il tipo di gruppo che non ho mai ascoltato ma so a grandi linee cosa fa e quel che fa è nelle mie corde quindi il desiderio di averlo scatta automatico.
Il subconscio mi ha chiesto di ascoltare 'Amorica' per risollevarmi moralmente dalla delusione di 'Big Moon Ritual' della Chris Robinson Brotherhood, un disco di rythm'n'blues leccato e insignificante che i soliti quattro coglioni italiani hanno incensato come ritorno a suoni e atmosfere alla Grateful Dead.
Se vuoi dargli un ascolto, le orecchie e i coglioni sono i tuoi..

'Amorica' l'ho visto miliardi di volte sbattuto in offerta e non ho mai deciso di comprarlo, adesso che lo cerco non ce l'hanno.
L'ingresso della Fnac è invaso di Caparezza in diffusione, mi sposto  verso il metal e alternative e sparano 'Dopesmoker' a manetta. Ho pensato, sono le cinque del pomeriggio, il tempo che finisco di ascoltarlo tutto e posso chiudere con l'ultima cassiera cesso.
Niente Black Crowes ma 'Heavy Metal Fruit' dei Motorpsycho si, 9.90 è una proposta che non si deve rifiutare, non è tra i miei dischi preferiti usciti di recente ma la collezione lo reclamava..
Quindi aggirandomi tra il metal c'era anche Seasons in bella mostra/offerta, e se c'è una cosa che odio è comprare i dischi due volte, è capitato un paio di volte, June of '44 e Emperor, i primi già venduti i secondi me li tengo perchè sono affezionato.



In realtà tutta sta menata è solo la fine di un pensiero/associazione di idee venuto fuori ieri mentre guardavo il set di Bologna Violenta al SoloMacello Fest, l'ex MiOdi.
Finalmente ho capito che minchia fa Nicola Manzan con questo suo progetto e quello che fa mi piace molto, mai ascoltato nulla su supporto ma dal vivo è molto interessante.
Pensate a una batteria elettronica schizzata e sparata a mille e sopra una colata di riff grind che vanno a tempo con la macchina, il tutto con dei suoni super saturi e valanghe di voci campionate/spezzoni di film o chissà altro cosa. Tantissima ironia sotto pelle che aiuta tantissimo, un violino distorto e suonato per farti davvero male alle orecchie. La sublimazione della metal machine music.
Che poi, Bologna è sì Violenta ma anche un casino sinfonica, teatrale.
Darò una possibilità in cuffia ma dal vivo devo vederlo e meglio almeno un'altra volta.
Bologna Violenta è stato personalmente un pò il set sorpresa, visto tutto, seguito tutto, piaciuto tutto.
Peccato invece aver assaggiato solo molto poco degli Ornaments, aver perso completamente gli O e non essere 'entrato completamente in partita'  con i Mombu, io e loro non ci siamo trovati granchè.


3.6.12

The Hives dixit

My dear The Hives.
Un gran peccato averli piazzati nella 'Rock in Idrho preview' il 13 giugno al Carroponte a Sesto S. Giovanni (MI) con Offspring e un'altra vagonata di band di cui non mi fotte niente. Li aspetterò per la prossima stagione invernale.

Il nuovo 'Lex Hives' è un gran bel disco, ne avevo bisogno dopo la mezza delusione di  'The Black and white album'.
E' vero che non si sono impegnati più di tanto a tirar fuori niente che non abbiano già fatto e già fatto sentire ma fotte una sega, non chiedo ai The Hives di mettere su un'opera di musica d'avanguardia ma solo di farmi divertire ogni volta che metto i loro pezzi in random mode.

Gli svedesi non hanno rinnovato il contratto con la Universal, hanno assaporato il sapore della libertà e deciso di fare di testa propria in tutto e per tutto, si sono autoprodotti il disco, messo su la Disques Hives e affidato la distribuzione a Warner.
Lo hanno detto loro stesso nelle interviste, questo è un disco 'back to the basics', è vero e si sente. Stavolta tutto è quasi sempre a mille e anche se non lo è, 'without the money' ad esempio, lascia comunque una buona impressione. Pezzi come '1000 answers' e 'Wait a minute' potevano tranquillamente su 'Tyrannosaurus Hives' mentre una come 'I want more', a sentire l'attacco, flirta con gli AC/DC.
In quattro minuti al massimo l'ABC del garage-punk è magistralmente compresso in una bolla pop sparata in testa con un armamentario di strumentazioni che oltre alle classiche chitarre-basso-batteria piazza anche dei fiati
Sgamati, hanno rubato il riff di 'Don't bring me down' degli ELO per 'Go right ahead' ma hanno dato credits e danè a Jeff Lynns:
We made the song, and we were really happy with the song. But months later we realised that it sounded a lot like ELO’s ‘Don’t Bring Me Down’, so we contacted Jeff Lynns and basically gave him a cut off the songwriting. It wasn’t intentional though. Somehow subconsciously that ELO track was probably where it came from.
 Pecunia non olet. Accomodarsi da questa parte, prego.

24.5.12

A lezione da Caino

Non c'è molto che mi entusiasmi in questo periodo.
'Giant' degli Ahab è pesantissimo come deve essere un disco di vero doom; il nuovo Mutilation Rites è una mazzata ma non mi entra sottopelle come era successo per l'ep, folgorazione al primo ascolto; l'ultimo ep ' The Ballad Of The Starchild' dei Naam è carino ma niente per cui stracciarsi le vesti.

Quindi capita che ti decidi finalmente a "dare retta" a un cd masterizzato dal mio compare - nel vero senso della parola - due mesi orsono pieno di roba made in Palermo e tra chicche de Il Pan del Diavolo e follie dei Fighting About Nervs l'amicone ci ha messo il disco dei Caino 'Exegesis'.
Amore a primo ascolto.

Se devo dare un sinonimo al concetto di hardcore il primo che mi viene in mente è sincerità e i Caino sono una band hardcore al 100%, innanzitutto musicalmente. Hardcore di base ma con suoni moderni quanto basta per far pensare al giro All Pigs Must Die-Trap Them ma senza scadere nel metalcore.
Che poi non disdegnino anche rallentamenti al limite del doom più ortodosso o svolazzi 'post' ('V' è un gioiellino) che danno un tocco di melodia non fa che aumentare stima e goduria.
Gli mp3 del compare si sentono maluccio, mi lancio alla ricerca di info e mi trovo nel paradiso di bandcamp.
Il cd si scarica 'name your price', detto fatto, mollo due euro e li prendo a 320 kbps con tanto di belle lyrics pregne di rabbia, carico sul gingillino e godo per i giorni successivi. Si sente da dio.

Entro in contatto con qualcuno di loro su Facebook, mi ringrazia per la donazione, mi dice che  il ricavato dalla vendita degli mp3 va a favore di un fondo per le spese legali della gente in carcere.
Ci rimango, avrei potuto donare di più, prometto a me stesso una cifra minima fissa per il prossimo 'name your price' di qualunque scorreggia sulla Terra.





3.5.12

Sesso debole un cazzo



Sesso debole un cazzo. Non c'è bisogno delle Mares of Thrace per accorgersene, le donne o te la danno e ti sembra il paradiso o ti spediscono all'inferno, non ci sono mezze misure.
Questo duo canadese, voce/chitarra baritona e batteria, non solo ti spediscono all'inferno ma vengono con te e finiscono il lavoro.
'Pilgrimage' sta avendo un grosso hype e a ragione, il loro mix di sludge, doom e rasoiate noise - ogni tanto ho l'impressione di sentire la versione sludge dei Made Out of Babies - è frutto di quel tipo di menti malate che ci stanno simpatiche, urticanti al primo impatto ma socievoli quando prendi confidenza e scopri in che cazzo di contorsioni ritmiche e musicali si sono infilate queste due, che cazzo di pellegrinaggio si sono fatte ma soprattutto la domanda è ' con che droghe'.
Poi la batterista rilascia un'intervista dichiarando di essere un'amante di ragni, serpenti, scarafaggi, che se li tiene in casa, che ogni tanto qualcuno scappa e se lo ritrova è nei posti più impensabili. Per il video di 'The perpetrator' non avranno fatto fatica a trovare il materiale.

Quindi fai due più due e tiri definitivamente la riga: bene, queste non stanno bene. Sono anche un pò figarelle, dai, non gli manca niente.
'Pilgrimage' è il secondo disco, esce per la Sonic Unyon Metal, il primo non l'ho ancora ascoltato, è in streaming su bandcamp, ma non riesco a staccarmene. Non è un disco perfetto, di roba da migliorare ce n'è ma quella dentro il disco è roba viva..Disco a babbo morto.

24.4.12

La testa dentro al woofer


Si mette il naso fuori, spero davanti al palco, dopo il Roadburn e lo si fa con il botto. Domani giornata lavorativa regolare e poi dritti a Mezzago in solitaria, tanto qualcuno lo becco di sicuro.
Ho sensazioni contrastanti sull'ultimo disco, ascoltato ieri per l'ennesima volta e nel frattempo buttato giù due stronzate dal tono complessivamente negativo ma arrivato alla fine, gli ho fatto fare un altro giro e le idee stavano cambiando.
Che sia un bel mattone è pacifico, che l'idea di rock opera si porta dietro una marea di pezzi filler pure e a pensarci è la cosa che non sopporto. Potevano fare un disco di cinque pezzi sulla scia di 'Little lucid moments' e sarebbe stato un capolavoro. Certo, gli arrangiamenti di orchestra - il top di questo disco - non avrebbero avuto lo stesso respiro e maestosità.
Quindi, disco gradevole che tornerò ad ascoltare per l'attacco di basso di 'Through the veil' che ogni volta mi ridisegna la cassa toracica, per 'Lethe', per l'imponente 'The hollow lands'  e per la coppia 'Mutiny! - Into the mystic' che sono tra i pezzi più belli mai scritti dai Motorpsycho. Insomma lo tornerò ad ascoltare per i pezzi veri.
Quindi sono super curioso di capire la resa del nuovo disco dal vivo, sicuro che domani dentro il Bloom sembrerà di stare dentro un sub woofer gigante.