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5.5.07

Clouds - Legendary Demo

Messi in naftalina i Cave In tre membri su quattro si sono buttati nuovamente a capofitto nei loro progetti paralleli. Stephen Brodsky con gli Octave Museum, Caleb Scofield con i Zozobra, e Adam McGrath con i Clouds. McGrath è accompagnato da tali Jim Carroll con un passato nell'hardcore act The Suicide File e The Hope Conspiracy, Jay Cannava dei 27 e il misterioso Q alla batteria.
Dimenticate cosa fanno i Cave In, i Clouds sono molto diversi. Sembra siano caduti nel fantomatico pentolone di Obelix e ne siano usciti fuori totalmente ubriachi di Blue Cheer, Grand Funk Railroad e hardcore, entrambi proposti in modo selvaggio e furioso.
Immaginate dunque dei Wolfmother più sinceri e soprattutto con l'attitudine perdente, che si giocano il tutto per tutto ora e subito senza grosse aspettative o manie da rockstar. I tre si mettono agli strumenti e tirano fuori energia lungo gli otto brani che compongono questo primo album dal titolo pretenzioso come Legendary Demo.
Al rock più selvaggio, qua e là inevitabilmente influenzato anche dal blues, i Nostri dedicano diversi episodi, da New Amnesia a Pressure a Mountain Jim dove un'ottima coesione ritmicae esalta composizioni semplici e spontanee ma dai riff corposi.

Live for It Now invece urla hardcore-punk classico, roba fatta secondo le regole tanto classiche da apparire come l'ennesimo ingrediente obbligatorio per rendere quanto più eterogenea la proposta di questo disco.
Quello che invece è molto interessante è l'onda lunga che parte da Magic Heater e sfocia nel dub di Quartulli Dub. I due brani si reggono sullo stesso riff contagioso. Su Magic Heater i Clouds partono lanciatissimi per i primi quattro minuti, poi una brevissima pausa, farfugliano qualcosa tra di loro e un riffone grasso e grosso domina la scena per il resto del pezzo. Lo stesso riff rallenta, si sfilaccia e regge Quartulli Dub, un dub appunto di quasi venti minuti arricchito da sax schizofrenici e chitarre free.
Proposta dunque molto buona quella dei Clouds, da prendere così come viene. Al momento appare più una deviazione per divertimento che un progetto con una indentità ben precisa.

1.12.05

Aridatece i Cave In!

...perchè quelli di "Perfect Pitch Black" non sono quelli che conoscevamo e che apprezzavamo. Ok, ad alcuni "Antenna" ha fatto schifo, sacrosanto giudizio anche se non condiviso perchè "Antenna" è diverso da "Jupiter" ed è gradevolissimo, anche più " Jupiter" che ha bisogno di maggiore attenzione. Ma "Perfect..." è abbastanza insipido e non regge il confronto. Per me, il più brutto che hanno fatto. Ne parlo un pò di più qui.
E sto disco non farà nè bene a loro nè alla Hydrahead che li ha ri-accolti dopo la parentesi major su RCA/BMG. La Hydrahead ha reputazione da vendere ma ha appena pubblicato il disco più leggero della sua intera discografia.
L'avevo pensato allora "questi qui non durano molto su major" anche se avevano fatto con "Antenna" un disco che una major intelligente poteva sfruttare abbastanza e invece mi sembra sia passato abbastanza inosservato pure lui.
Per l'occasione i Cave In hanno creato un sito apposito su cui è possibile ascoltare il disco in streaming. Sul loro sito sono invece disponibili i due video realizzati per il precedente album più qualche altra chicca multimediale.

Unica data in italia:
CAVE IN
PELICAN
17.2.2006 BOLOGNA, Officina Estragon (ore 21.30)

Pelican site

In coincidenza con il concerto di Cathedral-Electric wizard-Grand Magus a Milano. Bella sola.