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6.5.14

Nudo, e non è un bel vedere




Non si riesce a trovare mai un cristo di equilibrio in questa esistenza di merda, quando hai qualcosa in più hai sempre qualcosa in meno, sempre. 

Se un disco mi entra dentro è sempre legato a un emozione, un sentimento forte. Stavolta tocca a questo disco fare da inattesa, assolutamente inattesa, colonna sonora di una domenica abbagliante fuori ma malinconica dentro. 
Sto disco ha cominciato a infilarsi dentro con Hollow Pounds, brividini fin giù all'osso sacro; Hollow Pounds ha aperto le acque. Prima e dopo una sequenza di pezzi e di groppo in gola che cresce. "Ma cristo santo, mi viene il magone con Albarn?!", roba da togliersi le cuffie, essere costretti ad ascoltare le stronzate della gente, perchè il magone dalla gola era sceso allo stomaco. Di solito tolgo un disco perchè mi scassa i coglioni, non perchè è troppo.
Di sicuro questo disco amplifica qualcosa che avevo dentro. E come capita spesso "eiaculo" gocce di sfogo dagli occhi su un treno, simbolo di trasporto, di movimento, di fuga.
Sempre in movimento, sempre in fuga, errante e migrante, non sempre fisicamente, molto più spesso mentalmente.
Ogni tanto comprare un disco significa dare sostanza fisica ai propri sentimenti. Di solito sono sentimenti positivi, stavolta bisognava dare concretezza alle proprie malinconie. 
Everyday Robots lo ricorderò sempre come il disco comprato quel giorno che mi sono svegliato a mezzogiorno, l'ho attaccato a mezzogiorno e mezzo, l'ho staccato dopo quattro ore, l'ho riattaccato dopo due ore, l'ho ristaccato, e così via a intervalli di due ore fino al momento di andare a dormire. 
E mi ha accompagnato  andata-treno, salto in libreria, la discesa agli inferi che era Corso Buenos Aires la domenica pomeriggio, rifugio-stazione-ritorno-treno, una passeggiata solitaria dalle mie parti circondato da campi e qualche sporadico corridore della domenica che mi ha rimesso in sesto completamente.
Insomma una domenica dove mi sono fatto chili e chili e chili di cazzi miei fino ad abusarne, una domenica parecchio inusuale eppure la ricorderò come una domenica malinconica.

26.6.11

Pontiak, Jason e il Portogallo


Ennesimo bel disco dei Pontiak stavolta come EP di 25 minuti. Qualcuno l'ha definito drone-western e  direi che la definizione è azzeccata, soprattutto la parte 'western', magica. 
Stamattina mentre andavo in aeroporto verso Lisbona dall'Algarve, non ho ascoltato altro o quasi - il disco acustico di Jason Simon (Dead Meadow) se lo sono cagati in pochi e invece è un ottimo lavoro - guardando fuori dal finestrone del coach vedevo una campagna brulla, arida, molto simile a quella siciliana, macchia mediterranea a perdita d'occhi mista a ulivi.

23.9.09

Mi assento un altro pò, continuo nella mia missione di civilizzare quelle bestie anche se so che è una guerra persa in partenza.
Intanto, nuovo Shrinebuilder, devo ammettere che sono emozionato.

3.8.09

Polenta e doom

Baritonali e groovy, siori e siori, Eagle Twin, una vecchia conoscenza (Gentry Densley ex Iceburn Collective e Ascend) e un perfetto sconosciuto (segnalazioni eventuali all cassa please) abbracciano Melvins e OM (se avessero le bariton guitars). Supervisiona il prezzemolino Randall Dunn.
The Unkindness of Crows è un discone in tutti i sensi, se stamattina con 40 gradi a casa ha girato tre volte complete c'è un perchè.

Mentre organizzavo il perfetto trip domenicale lontano dalla calura (e in assenza di mare). Alla fine ho caricato un paio di amici rimasti momentaneamente single perchè ' la moglie in vacanza il marito in città' e via verso il fresco della Val Brembana, destinazione Cornello dei Tasso.
Soddisfatta la Kultura, soddisfatta la panza. Tappa mangereccia all'Osteria dell'Arlecchino, scrausa come il nome, l'unico posto in zona che ha accettato di farci mangiare alle due e mezzo (polentoni di merda!). Oggi sì che è il due agosto ma le tagliatelle al sugo di cervo e il coniglio con Polenta Taragna non me li ha levati nessuno. E alla fine mi sentivo fresco come una rosa. In pratica in certi posti che sia agosto o novembre si mangia sempre quello, come gli Eagle Twin.

24.6.09

Sorry, I am a little bit inchiffarated

Vado di corsa, sta settimana va a finire che passo due giorni e mezzo su sette a casa, due giorni di concerti di seguito può essere una pacchia ma si fanno sentire soprattutto al collo. Avevo postato una intensa Disposable Heroes, beh, l'altro ieri l'hanno piazzata come terza e in sei minuti abbondanti ho reso il mio collo più elastico di quello di Mr. Fantastic. E manco vedevo un cazzo, no, scapocciavo all'aria che se qualcuno di davanti faceva un passo indietro gli sfondavo la schiena. Mi diverto con poco. La scaletta.
Master of Puppets, Fight fire with fire e Trapped under ice hanno finito il lavoro, e il resto è stato un concerto con alti e bassi. Forse quando torno un resoconto lo fo soprattutto per bestemmiare sulla scelta di mettere i Mastodon ad aprire con un suono di merda e un set di mezz'ora. Scaletta.
I Lamb of god che lo dico a fare, mi hanno fatto cagare a spruzzo. E niente scaletta.

E per la serie 'stavolta mia moglie mi fa il culo' la tripletta Kylesa-Torche-Coalesce me la sono sparata. Bella storia, bella gente, bell'atmosfera ma il minimo comun denominatore era un suono di merda.

Domani si parte per il solito splendido posto sperduto nella verde terra d'Albione, West Sussex per la precisione, per il Company Away Day. Dicono che la crisi si sente, st'anno si campeggia (facoltativo) e io che per ridurmi abbestia ce l'ho nel DNA campeggio. Male che vada caracollerò ubriaco sopra la tenda e sverrò.

2.4.09

Back imbottited

Senza dare preavviso me ne sono andato affanculo come mi capita ogni tanto, stavolta cum famigghia. Il trio delle meraviglie ha messo le tende vicino Figline Valdarno nel cuore del Chianti. Abbiamo fatto le cose in grande e stavolta abbiamo scelto una super villa su una collina in mezzo alla campagna chiamata altezzosamente 'Villa La Borghetta resort'. Quattro giorni tra gli uccelli di giorno e le cicale di notte, uno spettacolo. Peccato per il tempo molto variabile ma sembra ci sia andata bene visto la pioggia che ci ha accolto al ritorno dopo Bologna e non ci ha ancora lasciato. 

Io, la mujeria e il piccolo Cucù ne abbiamo approfittato per ingrassare un pò, per sudare altrettanto dentro il bagno turco, per fare un pisolino al caldo di una vasca Jacuzzi, per farci mettere le mani addosso con i massaggi e per fare anche un pò di Kultura tra Siena, Arezzo e Città di Castello. 

Poi spararsi i Mastodon in cuffia in accappatoio e ciabatte steso su una poltrona di vimini della sala relax è stato (quasi) come aver fatto una pompa da Jenna Jameson. 

Oltre ad essermi rimpinzato di cinghiale, (pappardelle con/in umido), di aver scoperto i fagioli zolfini e la ribollita, di essermi cosparso di finocchiona e pecorino, di essermi ingozzato di quasi un chilo di fiorentina,  lo special one è stato il patè di fegato di pollo, una prelibatezza. Poi ho riscoperto il piacere di entrare in una salumeria, anche nel pieno centro di Siena ( un autentico gioiello di posto), ed essere servito di un panino conzato alias imbottito di tutto quello che volevo io, finocchiona/salame di chianina in primis. Cose che da quando ho cambiato domicilio nonchè residenza avevo dimenticato l'esistenza e la gentilezza dei salumieri.

Le destinazioni Kulturali sono state raggiunte sì in macchina ma rigorosamente percorrendo strade statali e provinciali, un sali-scendi tra i colli con una gran varietà di paesaggi, persone, mezzi e animali al pascolo. E anche il cielo pur se grigio non era quella cappa di lamiera che si trova a milano e dintorni, sorpresa, aveva tante sfumature. Penso proprio che voi ve la siate passata molto più di merda. 

21.9.08

Un tranquillo weekend di panza

Senza cazzi, è stato un weekend indaffarato. Di quelli che piacciono a me e che ovviamente implicano, sagre, magnate, sbevazzi e rutto semi libero.

Dunque, sabato in gruppetto di sei più nutrica di nemmeno un anno ma che sa già il fatto suo ci si lancia alla volta della Franciacorta in provincia di Brescia, precisamente Adro. Durante questo fine settimana si svolge il Festival della Franciacorta ma saputi i prezzi di ingresso e quello che si doveva spendere per accedere alle altre attività abbiamo scelto di andare a fare un giro della cantina Contadi Castaldi, produttrice di ottimi vini bianchi e di 'bollicine' come dicono loro (la guida, anzi il padrone di casa, un ricchione al 100% evitava di nominare la parola spumante..peggio della peste) che tra Brut, Satèn e Soul hanno produzioni di tutto rispetto e di gran qualità. Nel finale degustazione a go go cum formaggi, noci e miele. Sublime.

Prima del tour siamo andati ad adagiare le nostre regali chiappe lì vicino, a Rovato, all'azienda agricola Boschi. Tre menù fissi con quintalate di roba e ci abbiamo mangiato in sei. Niente male davvero. Tra i primi, superbi gli gnocchi con non ricordo più cosa e i Casonsei burro e salvia.

Oggi invece era il grande giorno della Sagra nazionale del Gorgonzola a Gorgonzola, e dove? Nelle sagre ormai mi muovo con buona agilità usando le armi delle spallate perchè vale sempre il detto ' ti voglio bene, ti voglio amare però la minchia non me la devi scassare'. Oggi però era il caos, mai stato ad una sagra tanto affollata e ovviamente tanto grande. Gorgonzola ovunque e comunque, pure sbattuto al muro. Riso, gnocchi, lasagne, panzerotti, arancine, patatine, polenta, tortino, gelato, tutto al gorgonzola. Una delizia. Ottimi anche i fuori programma come pane e porchetta o salamella e pizzoccheri perchè questa nostra terra di Lombardia è sempre generosa.

Tutto il centro di Gorgonzola era un formicaio di bancarelle con le peggiori cianfrusaglie, bande musicali, birra e vino a fiumi, baretti con sequencer, tastiera e grezzi che cantavano, ammaestratori di animali e ci mancavano nani e ballerine e mi sarei sentito in Parlamento. Il tasso di acidità del Gorgonzola misto al miscuglio di vino e birra ha portato la mia agorafobia a livelli spaziali. Ad un certo punto vedevo un punto fisso nel cielo accanto al sole, c'era una scritta luminosa che mi diceva: FUGGI.

Tra le quattro pareti di casa l'ossigeno è ricominciato a circolare nel cervello, mi rilasso con qualcosa di più familiare tipo Pleasure To Kill.

12.8.08

Lo svacco

Se uno va è logico che prima o poi torna. Stavolta però guardandomi attorno dai finestrini del taxi che mi portava a casa i dintorni di Vanzaghen mi suonavano familiari. Sono stato colpito dalla sindrome tipo 'Questa è la mia terra?', non direi, più di una volta guardandomi attorno stavolta lungo la Costiera Amalfitana dalla terra e dal mare non sapete quante volte mi è balenato per la testa di abbandonare baracca e burattini lombardi e cambiare vita, ancora una volta, su un progetto Bed & Breakfast. Tanto la casa c'è, ben tre appartamenti, che vanno forte nonostante l'organizzazione venga gestita a lunga distanza e un paio di emissari ormai ultra sessantenni in loco.
Ma siccome io cambio idea dal giorno alla notte potrei abbandonarmi ai baccanali vagando nudo per i boschi del Cilento e vivere di bacche e piccoli arbusti. Con L'Ipod nelle orecchie. E le sagre mi seguono, meno di 24 ore sono stato qui
che la sera si chiudeva la Settimana Prignanese con una super sagra a base di cavatielli al pomodoro, peperoni, melanzane, Aglianico a fiumi e fichi bianchi.

Poca musica è girata in verità, poca la necessità di isolarmi tranne in un paio di occasioni. Sul battello di ritorno da Capri, sole in faccia, occhiali da sole e panama tarocco sulla testa niente come i Fu Manchu poteva accompagnare lo sguardo sulle rocce verdi e imperiose che calavano a strapiombo sul mare.
La seconda volta la macchina ha scelto per me, funzione 'Album of the day' --> 'Nola' dei Down e mai scelta casuale fu più felice.

Manco torno e ci sono grosse novità.
Si comincia a parlare del Roadburn 2009 con un grossissimo evento nell'evento, il Beyond the Pale festival organizzato dai Neurosis in USA potrebbe sbarcare in Europa per la prima volta nella giornata di sabato 25 aprile. Piena autonomia organizzativa a Von Till e compagni con tanta gente di casa Neurot, Neurosis in testa ovviamente.More info qui.

La notizia che i Wolfmother si spattano, almeno nella formazione trio finora conosciuta mi spiace non poco. Pochi cazzi, i ragazzi spaccano, il primo disco è bellissimo, dal vivo sono molto bravi. Stavolta come purista dell'underground mi mando affanculo da solo.
Chi mi sembra invece in buona forma e con ottime chance sono gli ASG, quartetto americano con tre dischi all'attivo che si divide tra un rock roccioso e a tratti stoneroso e tentazioni melodiche alla Torche. I pezzi su MySpace sono ottimi, il nuovo Win Over Us andrebbe preso solo solo per la copertina.

Che gentaglia! Chi ruberebbe la strumentazione degli Stooges?!? Chi ne avrebbe l'occasione. O' Malley pubblica l'appello. Il 4 agosto scorso fuori da un hotel a Montreal i furfanti hanno messo le mani su un armamentario totale con chitarre e bassi SG, Flying V ed Epiphone, ampli Marshall cum cabinet 4X12, un assortimento di pedali ed effetti di spessore, drum kit, piatti con custodie, atrezzaglia digitale varia. Teniamo d'occhio e-bay va!

Tornano a girare in UK ed Europa i Nebula. In Italia il 22 ottobre al Bloom di Mezzago. Ottobre si prospetta sempre più un mese di fuoco, in molti sensi.

26.7.08

Relax

Anche st'anno io me stesso e me medesimo ce ne andiamo a quel paese per un pò, giusto un paio di settimane.
Una settimana dedicata più alla famigghia, più quella di mia moglie che la mia in verità, a Palermo e una settimana di turismo 'esotico' in Costiera Amalfitana, qui, vicino Maiori, perchè io amo l'Italia ma non volo Alitalia.
Minchia scherzando e babbiando manco da Palermo da un anno. Non ho aspettative di grandi cambiamenti, stringi stringi non cambia mai un cazzo, solo i sensi delle strade.

St'anno ci portiamo appresso il suocerame, giusto perchè sono ancora capaci di camminare e autonomamente vanno a pisciare. Un giorno sarà troppo tardi e noi il nostro l'abbiamo fatto.
Mi aspetta una vacanza che non è che ci sarà da spaccarsi, una vacanza tranquilla, sole-mare-turismo gastronomico che tanto i miei momenti di spacco me li faccio da solo e non mi sono mancati, mi mancano o mi mancheranno, anche nel futuro più prossimo.

Ah, la casa è mia e si affitta, se ne vogliamo parlare..

13.6.08

Ci si vede

Domani si fa un saltino a Londra di tre giorni con un pò di cose da fare. Il Company Away Day della mia company appunto il venerdì: c'è crisi, voi lo sapete, noi lo sappiamo e si sente, stavolta ci tocca Londra nella super villona magnaccia del Gran Capo con tanto di barbecue (per forza!) e paintball (ah i giochi aziendali!! sempre una gran cagata!) ma saremo a limite orario partita per cui prevedo un imboscamento generale della combriccola rosso-bianco-verde.

Sabato siamo già a piede libero e scatta la consueta incursione a Camden Town per i cd usati e qualsiasi scrausa libreria per un paio di libri di livello, The Blood Reign of Slayer di Joel McIver ( quello della bio sui Metallica) e magari magari True Norvegian Black Metal di Peter Beste.
Insomma Kultura e croci rovesciate.
Domenica è giorno del Signore e anche noi ci adeguiamo.

25.3.08

A pasquetta, io e un pazzo

Nella doppietta pasquale non mi sono sbutriato a dovere.
Il pranzo pasquale si è trasformato in cena perchè "alla una" non c'era più un buco a prezzi decenti. Per aprirci l'appetito il pomeriggio è stato kulturale, prima una puntata alla Certosa di Pavia (qui delle foto della giornata) che è effettivamente un bel posticino e poi un giro a Vigevano che merita pure. Quindi dritti a Cascina Guardia, un posto a metà tra agriturismo e zoo. Se vi capita di andarci, lungo il viale di ingresso andate più piano del previsto, potreste incontrare un lama in mezzo ai cojoni..o potreste intripparvi con delle lepri della patagonia, immobili tipo camaleonti.
Per arrivare a Vigevano scegliete strade alternative in mezzo alle risaie, costeggiate da boschetti dove io sogno di correre nudo e vergogne libere al vento..eh si, la nostra terra lombarda ci offre paesaggi suggestivi, non scherzo affatto, anche se alla fine un pò monotoni, basta uscire da Milano e la campagna è regina.

A Cascina Guardia sono riusciti a soddisfare l'esercito di dodici persone che eravamo, con antipasto a base di salumi, un primo di riso chè lì è zona seria e uno di tortelli fatti in casa. Secondo di agnellone e litri di buon Bonarda.

A pasquetta mi è toccato alzare il PIL del paese e prestare il mio culo al padrone. Nove e un quarto del mattino già in ufficio, solo io al primo piano e un Tecnologico a quello sopra.
La mattina in via Olona eravamo io e un pazzo. Un pazzo vero. Uno che mi camminava avanti di tre passi, ad un certo punto nel deserto si gira verso di me e si comincia ad agitare schiaffeggiandosi la faccia. La botta di adrenalina era quello che ci voleva per svegliarmi, la bestemmia di pasquetta era quello che ci voleva per riconciliarmi con Signore dopo una pasqua arida di bestemmie. Con tutto chiuso il pranzo era segnato al digiuno ma il kebabbaro cinghalese senza religione e tutto votato al profitto ci ha salvato lo stomaco.
Giornata abbastanza di merda quindi ma giuro che la giornata lavorativa extra guadagnata me la vado a bere tutta il prossimo mese.

18.2.08

A spasso con zia Mimidda


Capita che il senso delle cose che fai malvolentieri arrivi piano piano senza che te ne accorgi. Anche una banalità che ti fa girare i coglioni e muoverti controvoglia, nello specifico andare a Venezia per tre ore sobbarcandosi seicento km e sei ore di viaggio per un inatteso salto di vitalità di tuo suocero in libera uscita nel continente.
Minchia mi giravano a elica lunedì scorso. Capita spesso che mi girano quando tentano di sradicare il naturale freno a mano che inserisco quando non lavoro. In sintesi, a lavoro posso anche essere una scheggia ma fuori non voglio cacata la minchia.
Avìa sto disio Mr. Gambino e se l'è tolto.
Venezia è effettivamente un "bel flash" ma il meglio sta dietro i super palazzi nobili. Un susseguirsi di palazzi bassi, due, tre piano massimo, decadenti, alcuni di sicuro abbandonati, con i muri scrostati, le persiane vacillanti e un'aria di assoluta indigenza. E ovviamente acqua che rosica TUTTO.

Ah, mi sentivo quasi a casa, sembravano le vie del centro malandato di Palermo.
E' che non ci sei più abituato se vivi a Milano, se percorri il centro di Milano. E ti sorprendi come un deficiente che mette il naso fuori per la prima volta dopo anni. E invece il fottuto centro deve essere così, malandato, arripizzato, covo di drogati e prostitute. Vabbè dai esagero..
Il percorso migliore che puoi fare sulla terra ferma a Venezia è a piedi, da piazza San Marco a piazzale Roma per esempio. Segui le indicazioni per il piazzale e passi attraverso questa meraviglia. Ho detto Palermo ma Napoli poteva pure essere. E finalmente di nuovo un pò di panni stesi ad asciugare cristo! Con la piccola variante che se sbagli non finiscono dalla signora del piano di sotto ma in acqua.
E' effettivamente un bel flash.
Una galleria di Venezia rotting è postata qui.

E comunque Mr. Gambino non era solo ma in buona compagnia, a parte la moglie, la special guest era la zia Mimidda. In sessant'anni era la prima volta che prendeva l'aereo, al massimo si era spinta da Torretta con la corriera verso i "paesi del Sud" tipo Carini, Cinisi, Capaci. Si parla della provincia di Palermo signori a una trentina di km dalla capitale del regno delle due Sicilie.
L'aveva minacciato la zia Mimidda di portarsi la farina da casa sua per fare i maccarruna a casa mia ma io l'avevo minacciata pure di non farla entrare al grido "fuori i terroni dall'Italia!".
Lei la farina se l'è portata lo stesso e fosse solo quello.
In cinque persone più tre valigie l'ascensore di casa mia non poteva reggere il peso. E ti credo, per tre giorni in mezzo a mutandoni e due vestiti rigorosamente neri ha uscito, in ordine sparso:

- una vastedda a.k.a. caciotta
- la farina in peso 2kg
- un chilo di mandarini dell'orto
- un chilo di limoni sempre dell'orto
- due chili di pane ("eh picchi me cugnata mi risse ca a Mmilano u pani un lu sanni fari")
- due chili di biscotti assortiti
- due panetti di lievito
- un chilo di olive nere
- un chilo di olive verdi
- un bidoncino di 5 litri di olio passato al metal detector grazie ad aumma aumma..

e poi giusto per dare un tocco internazionale, del caffè Lavazza, delle foglie di alloro, due pacchi di farina di ceci, tre bottiglie di Corvo chè si sa qua al Nord c'è il razionamento dei viveri e da che mondo è mondo è il Sud che da da mangiare al Nord.
Cristo una cosa che odio è la sindrome dell'emigrante. Avrei fatto entrare solo la vastedda a casa mia, il resto poteva anche andarsene a fanculo, sì anche l'olio.

Quindi tre giorni di libera uscita per loro sono stati tre giorni di tour de force per me. Abbiamo macinato km da ovest a est, da Orta San Giulio a Venezia passando ovviamente per Milano (Duomo, Castello Sforzesco, vasche in galleria V. Emanuele). E se ne deve essere tornata con un bel torcicollo la zia Mimidda perchè è stata sempre con il naso per aria. La vedevo contenta "mii trooppo bbello", quando dismetteva i panni di zia cyborg, attivissima nelle faccende di casa (mia). E anche da questo punto di vista in tre giorni mi ha lasciato a bocca aperta ma al quarto sarei fuggito io.

E che soddisfazione che mi sono preso, tre giorni, tre giornate di sole meraviglioso, ottima temperatura. Il bello che sbarcata a Malpensa che era già sera si mette in macchina e dopo un pò chiede della nebbia, dice che era venuta anche per vedere la nebbia. Cristo una delle cose per cui stramaledire il cristo in croce è la nebbia. Niente "negghia" a sto giro, in compenso a Torretta pioveva e faceva un tempo di merda. E' vero che non ci sono più le mezze stagioni, eh zì Mimì?

17.1.08

2/ Nella Terra dei Puzzoni

La mattina cosa si decide? Ma di prendere la macchina. Ne ho pieni i coglioni, voglio andare a zonzo, camminare per km e guardare in alto e attorno a me tanto da farmi venire il torcicollo, starmene anche un pò solo perchè no ma questa piccola comitiva per adesso non si può sciogliere.

visto che si ha la macchina e gli amici domani partono si decide di sfruttarla al massimo e fare una capatina a Bratislava che dista 40 km. L'idea alla fine mi alletta, è un fuori programma, mi giro un pò un'altra città, un altro paese, altro tipo di autostrade, altro tipo di cartelli, altro tipo di caratteri, ormai ragiono così. Si va.

La strada è un pò ghiacciata e pioviggina, si decide di non avere fretta e si arriva lì per ora di pranzo. Ottimo, mi sono svegliato da un paio d'ore e già mi metto a tavola, questa è vacanza!

Prima però ci si perde un paio di volte, si fanno giri ad cazzum e ci si guarda intorno. Sarà la giornata grigia ma la sensazione che siamo in un paese ex comunista è fortissima.

Si seguono le indicazioni per il Centrum, sembra che la Slovacchia ci sia più vicina almeno linguisticamente evitando di omologarsi al Zentrum austro-ungarico. Posteggiamo con circospezione, ci vuole poco a posteggiare in un posto vietato, grazie al cazzo, con sti cartelli non ci si capisce una mazza.
Appena scesi dalla macchina ci vuole poco che qualcuno si rompe l'osso del collo, i marciapiedi sono ghiacciati. Il ghiaccio cola anche dai cartelloni pubblicitari davanti a un teatro sotto forma di stalattiti, ci avviciniamo ad una cartina della città che ha due dita spesse di ghiaccio. Fa freddo dolcezza ma non c'è umidità, eppure gli indigeni si muovono con totale disinvoltura e non hanno manco scarponi chiodati ai piedi, passeggiano spensierati. Ci sentiamo un pò come Totò e Peppino.

Guadagnamo il Centrum e ci imbuchiamo per la stradina dell'osteria. Ambiente caldo, non molti posti, menù anche in inglese, ci facciamo due conti con la corona slovacca a 0.033 euro. Alla fine il conto verrà in migliaia di corone, una cifra da infarto se solo non fosse per il cambio ma risultano circa 25 euro a persona per mangiare come dei sani porci roba assortita come zuppe, piatti a base di carne di maiale, agnello e manzo, birra e vino, dolce in quantità e caffè.

Serve una passeggiata per smaltire, continuiamo verso una piazza. I palazzi ricordano una nobiltà decadente che si difende bene dal passare degli anni, le chiese hanno reminescenze di barocco ma senza strafare, le strade del centro sono disseminate di statue in bronzo dalle pose buffe. E' normale spararsi le pose dietro il napoleone alla pecorina, facciamo i ragazzacci, non c'è quasi nessuno in giro ma qualche signorotta si sofferma a guardare le nostre pose plastiche al napoleone e ha più di un dubbio.
Tò c'è una Konfeterei. Dai, si entra per vedere che hanno. C'è una fontana a diversi piani che sgorga cioccolato. Chiediamo subito di avere una tazza di cioccolato proprio da là ma ci deludono spiegandoci che è solo a scopo dimostrativo. Intanto però una foto con la lingua di fuori davanti alla fontana non ce la leva nessuno.

Bene, hanno diversi tipi di cioccolata calda e assaggiamo anche dei pasticcini. Mica in piedi, ci sediamo un'altra volta.

Ok, dai, ora basta, rotoliamo verso un'altra strada, vogliamo arrivare al castello. Passiamo dalla chiesa di S. Martino, uno dei rarissimi esempi di questo viaggio in cui la chiesa è gotica fuori e gotica dentro. Perchè va detto, la maggior parte delle chiese visitate dentro mi hanno spesso deluso, il barocco là fuori ha fatto scempi, le commistioni tra radici medievali/gotici e successivi rimaneggiamenti barocchi sono stati frequentissimi, soprattutto nella zona degli altari, maggiore e minori, appesantendo un'architettura che invece è nata maestosa e semplice e che lascia senza fiato.


La strada per castello e in salita ovviamente e con la zavorra del passeggino di Flavietto non è facile, la strada è ghiacciata ai lati ma al centro ha ancora nevischio fresco e le scarpe hanno presa. Fino a due metri dall'entrata. Poi il ghiaccio è in ogni dove e Cristian allippa, ogni passo in avanti lo porta indietro, il corrimano è lontano ma bisogna appoggiarsi. Si mettono i freni al passeggino e si guadagna la presa solida del corrimano. Siamo 4 adulti attaccati al ferro e il passeggino in mezzo alla stradina fermo. Surreale.
Non si va più avanti e si decide di tornare indietro. Qua ti voglio. Cristian scende spingendo il passeggino obliquo e frenato e noi cerchiamo di appoggiarci a qualsiasi cosa ferma. Il castello s'affumò.

15.1.08

1/ Nella Terra dei Puzzoni

Di ritorno dalla terra dei Puzzoni. E i Puzzoni mi hanno contaggiato. Non scherzo, è il viaggio in cui, a mia memoria, ho avuto più aereofagia in assoluto. E' così. Dopo non essere riuscito ad andare di corpo per tre giorni, sarà il cambio di clima, il freddo spesso sotto zero, l'aria diversa, l'aria di vacanza, i litri di birra bevuti o la costante presenza di carne nei miei pasti, insomma andavo di scorregge che è stata una bellezza. E di corpo un paio di volte al giorno.
Se soffrite di stitichezza andate in Austria, lo consiglio.

Si parte sabato 5 con comodo verso le 9, si passa dal Tamoil di Cinisello Balsamo, quello di fronte l'Auchan per intenderci, a fare il pieno di super a 1.31 euro chè il centesimo in viaggi in macchina è fondamentale, e poi ci si lancia sulla Milano-Venezia. Tempo di merda, acqua sempre ma si va a 110 massimo che ci si vuole godere anche il paesaggio e la strada è lunga. Ci si ferma a mangiare ad un autogrill dopo Venezia. Si cerca di capire che cazzo di strada ci vuole far fare il navigatore - dritti fino a trieste/gorizia, passaggio in Slovenia e poi dritti per l'Austria - ma è una strada troppo lunga, si da una veloce occhiata alla cartina e si sceglie direzione Udine- Passo del Tarvisio che si è direttamente in Austria.


Ero partito con un paio di pensieri in testa, dove recuperare la famosa Vignette, il bollino autostradale austriaco che ti permette di scorazzare per le autostrade austriache che sono senza pedaggio, e la fottuta cassetta di pronto soccorso, anch'essa obbligatoria assieme a catene da neve, triangolo e giubbotto catarifrangente.
Un paio di autogrill prima del Tarvisio mi danno picche. Sudo freddo. L'ultima stazione di benzina prima della super galleria ce li ha entrambi. Compro la vignette per dieci giorni a 7 euro e sessanta - e ho detto tutto, con quella cifra forse ci faccio andata e ritorno da Como - e la cassetta a 12 euro, una minchia di scatoletta bianca dal peso di un grammo.
L'acqua continua a scrosciare, il freddo c'è e il paesaggio è già spettacolare, dentro, più dentro tra le montagne innevate. La C3 si comporta alla grandissima, stabile e sicura.

Si passa la frontiera deserta e dall'altra parte del fronte la pioggia finisce, spunta un timidissimo sole. Che sei passato dall'altra parte te ne accorgi per i cartelli autostradali che sembrano quelli polacchi di quanto sono poveri, internazionali ma poveri e dal manto stradale che è una merda.
Sì, le nostre autostrade sono signore strade in quanto a manto e segnalazioni, quelle austriache sono un pò tristi, agli svincoli ad esempio non ti trovi davanti il bel guardarail che ti fascia la carreggiata, no, ti trovi un segnale catarifrangente che ti indica la spartizione della carreggiata. Però hanno un fottìo di piazzole di sosta, tutte con cesso padronale. Per dire, non mi sarebbe più capitato come mi è capitato di dovermi fermare sulla Genova-Ventimiglia in coda da due ore in un piazzola di sosta a lato autostrada per pisciare con le macchine ferme e dei mocciosi dai camper che ammiravano il mio piscio controvento. Ma questa è un'altra storia.

E sarà anche la latitudine o il tempo di merda, sempre e comunque, nuvole con o senza pioggia, ma alle 5 del pomeriggio era già buio e in effetti guidare tre ore come fossero le due di notte non ti passa più. Strada di qualità variabile, grossi pezzi rettilinei alternati a bei pezzi con belle curve che almeno ti tengono sveglio. E poi dopo un pò che sorpassi o ti fai sorpassare sempre dalle stesse macchine le riconosci anche al buio. Come quella Opel Kadett bordò zeppa di zingari e dal portapacchi affossato che pensavi fosse diretta in Bulgaria e invece te la ritrovi sulla strada per Vienna. Si, dai, si va tutti a Vienna!
O quell'altra macchina con la portiera di tutt'altro colore o quei due camper lentissimi in salita e lanciati a folle velocità in discesa. Sembrava una bella carovana di amici vacanzieri.
Le ultime due ore di viaggio sono state pesantissime, la stanchezza si faceva sentire, si era in macchina dalle 9 e l'orologio segnava le sei del pomeriggio, mancano ancora quasi duecento chilometri. Si rinuncia per forza alla radio e la C3 balla a suon di Primus e Dinosaur Jr. Santa donna la mia, perfetto navigatore, operosissima crocerossina che accende e spegne sigarette, seleziona dischi dal lettore mp3, imbocca chewing gum e caramelle e apre bottiglie di acqua.

In tutto questo, pur con la cartina in mano, il navigatore continua la sua rotta verso Vienna. Rotta personalizzata con Google Maps che più di uno scienziato in rete ha apprezzato come ultima frontiera del GPS fai da te. E' stato panico quando arrivati a Vienna e usciti dall'autostrada correttamente, secondo la rotta personalizzata, l'albergo stava dopo duecento metri. Sì, la strada c'era ma non era quella corretta. Bestemmionen in craustriaco, si sfoggia la centenaria arte del chiedere a un giovincello dal buon inglese che era in macchina e che dopo avermi dato un paio di dritte si mette davanti lui e mi fa da cicerone per un bel pezzo.
La nostra destinazione era il Geblergasse Hotel, su una via del famoso e fottuto Gurtel (andrebbe la u con la dieresi, manco a dirlo). Il Gurtel di Vienna è una strada circolare, una specie di tangenziale intermedia tra i quartieri che stanno dentro il Gurtel (centro storico e quartieri resindenziali) e quelli che stanno oltre che sono più periferici. E attenzione stiamo parlando di Vienna al di qua del Danubio. Al di là si estende per un altro bel pezzo.
Con un pò di fortuna e un pò di culo arriviamo all'hotel.
Mi vengono chieste le classiche informazioni personali ma anche di pagare, subito, in anticipo. Guardo mia moglie con sospetto ed estraggo la carta di credito. E' la prima volta che mi viene chiesto di pagare in anticipo.
Ero abbastanza sicuro che non fosse un hotel di merda perchè è da una settimana che ci alloggiano una coppia di amici nostri con bambino, se lo fosse stato loro avrebbero cambiato già e ci avrebbero avvertiti.
La stanza si presenta molto piccola ma è pulita. E' un tre stelle ma costa un cazzo, 44 euro a notte senza colazione.
C'è anche il parcheggio loro a pagamento, nove euro a notte, la colazione costa 5 ma non la faremo mai nei 4 giorni di permanenza. C'è la connessione gratis in tutte le stanze, ci sono due pc giù alla reception. La zona non è il massimo dello chic ma ha la metro a due passi, l'albergo si presenta abbastanza bene dentro e fuori, spartano, per fare qualche giorno va bene. La camera l'avremmo potuta anche cambiare due giorni dopo ma la botta di lagnusìa la fa da padrone e non ci muoviamo più da là.
Il parcheggio invece è importante, alle otto di sera non hanno più posto, mi tocca lasciarla fuori, c'è già un freddo porco, la notte fa brinare tutto ma non c'è soluzione.

Con gli amichetti si guarda la cartina della Lonely Planet e si sceglie quella più affollata di forchette e coltelli. E si riprende la macchina (sigh!). Spuntiamo in Floriangasse nel quartiere di Josefstadt. Ci infiliamo nel Tunnel Vienna Live, un locale a due piani pieno di ggiovani e per ggente ggiovane.
Appena entro mi sento nostalgico, sento odore di sigaretta. Si! I puzzoni fumano ancora liberamente nei locali che comunque hanno spesso anche una sala non fumatori. Quella del Tunnel era un bel gabiotto in legno e vetro con tre tavolini. Praticamente il contrario di quello che succede in Italia (se il locale ha una sala non fumatori..). Ci infiliamo nel gabiotto e consumiamo la nostra cena a base di schnitzel, patate, insalata e porcile vario, tutto in un unico piatto. Con una birra da mezzo litro vengono circa quindici euro a testa. Esco pieno come un porco sentendomi già a casa, intuisco che questo è un paese dove si mangia bene e si spende poco. E avrò ragione.

Di ritorno dalla terra dei Puzzoni

Non sono solo loro i Puzzoni ma Puzzone lo sono diventato pure io.
Per il momento le foto fatte con qualche commento, se mi smuovo dalla lagnusìa anche un racconto giorno per giorno forse verrà.
Foto

5.1.08

Puzzoni, arrivo!

Ci siamo, domani mattina si parte per l'Austria, destinazione Wien per tre giorni e poi altri tre a Salzburg. Si parte in macchina, circa otto ore per Wien passando per il traforo del Tarvisio.
Domani mi peso, vediamo quanti chili riesco a mettere su a forza di wurstel e birra e cioccolata.
Mi sbronzerei volentieri con El Cochino degli ex Pungent Stench che a Wien sono di casa. Già i Puzzoni si sono mandati affanculo a vincenda ad agosto ma lo scopro solo ora. A sentire Rector Stench, El Cochino però è uno stronzo, uno che si siede e aspetta che le cose accadano. Magari anche che io vada alla cassa a pagare.


19.6.07

A sud

In questi giorni mi sono mosso verso sud. Lo scorso weekend verso il sud della Francia, tra Nizza e Cannes, a Opio En Provence, un nome assolutamente drogastico.
A fare il magnaccione al Club Med del luogo per il Company Away Day di StatPro.

Piscina,all inclusive, chili di carne, bazooka ad acqua, dormite pomeridiane totali, infradito violenti, occhiali a specchio, petto villoso e panzonello in grande spolvero. E qualche inglesina mia collega da più di un prurito..
Bello svacco.

Domani invece si parte per la Trinacria ama-odiata. Ci si ribecca domenica, non senza un paio di hint:
gli ottimi Fuzz: stonerosi, sciolti, solari, favella spagnola arrapante

Puscifer: progetto di Maynard Keenan dei Tool, psicotico, claustrofobico, eccessivo, anche inutile.