Il nuovo disco dei Pearl Jam non è malvagio, le prime cinque/sei tracce si lasciano ascoltare molto volentieri - e mai avrei pensato che Sirens è una delle più belle canzoni del disco nonchè ballad meravigliosa - il resto, boh, cala verso il limbo. Meglio di Backspacer di sicuro e già è un risultato.
Questo però non mi distoglie dal mio obiettivo 2014.
Tornano in pista i Pearl Jam e mi ricadono gli occhi sul disco omonimo dei Temple of the Dog.
Lightining Bolt bello che messo da parte più al volo del solito.
Non ho grandi osservazioni da fare, è uscito nel '91, hai voglia di trovare analisi che spaccano il capello in quattro.
Io sono rimasto semplicemente immobilizzato dalla voce di Cornell e da quanto queste canzoni riescono ad arrivarmi dritte al cuore. Questo è un disco dove il rock mostra la sua anima più sofferta e struggente. E guarda un pò che ce l'ho avuto tante volte sotto gli occhi nei negozi di dischi ma non l'ho mai preso neanche sbattuto in faccia a cinque euro. Mah.
E' in heavy rotation soprattutto nelle prime ore della giornata dove il mio risveglio diesel ha bisogno di essere ancora coccolato, dopo i due caffè, i due biscotti, una sigaretta e la cagata di rito.
Mah.
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27.10.13
30.7.13
La regola di tirare pacchi a se stesso
Essendo il più grande tiratore di pacchi di me stesso devo stare attento a farmi le promesse..prendi per esempio i Black Crowes, calati per l'ennesima volta in zona i primi di Luglio: mollati per questione di pecunia, 46 euro erano un pò troppini; prendi i Blur domenica scorsa, idem per la stessa cifra..
Oggi riflettevo che non ho mai seguito le prossime mosse live di una band come sto facendo con i Pearl Jam.
Dunque, hanno appena finito delle date in Sud America, a Ottobre/Novembre/Dicembre saranno impegnati negli Usa, il 15 Ottobre esce pure il disco, a Gennaio sono in Australia e quindi l'Europa dovrebbero farsela in inverno/primavera sperando che non allunghino troppo per i festival estivi chè li voglio vedere al chiuso porcocazzo. Con la sfiga che mi ritrovo saranno in Italia ad Aprile in periodo Roadburn..
Quindi obiettivi del prossimo anno, pensandoci così su due piedi, sono Ulver e Pearl Jam..
i Norvegesi mi hanno fatto viaggiare spesso con The Norwegian National Opera durante la settimana maiorchina, spalmata sulla poltrona della hall al fresco Ipad e cuffie e allora mi sono chiesto come devono essere dal vivo, magari all'estero, in un teatro o in una venue giusta, fatta apposta per la musica..
i Pearl Jam beh, negli ultimi anni li sto riascoltando intensamente come durante i primi Novanta - produzione fino a Vitalogy a manetta - e allora è anche giunta l'ora di mettere questa altra crocetta 'live' ad un'altra band cardine, prima che scoppi io o scoppino loro.
Domenica pomeriggio passata incollato ai video dei recenti live canadesi e americani, li ho visti in assoluta forma e soprattutto ho sentito Vedder in forma.. a Chicago hanno aperto con Release e a me, comodamente a casa, in cuffia, davanti a un video di YouTube sono venuti i brividi, figurarsi a stare lì..
Poi si passa alle fascinazioni più totali. E' regolare che se ascolti e stra-ascolti un disco ti venga una bella scimmia per vedere la band dal vivo.
Prendi The Circle and the Blue Door dei Purson, disco splendido, una fascinazione forte per l'estetica musicale - e occhio che parlo di estetica e non propriamente di musica fatta di riff, strofe e ritornelli - di certa musica dei primi Seventies, una immersione nelle atmosfere dei Coven, dei Jethro Tull, di certo prog-folk.
Ma senza scimmiottare troppo, senza essere spudoratamente vintage anzi al contrario con la spacconeria di risultare a volte talmente pop da suonare assolutamente attuali.
Un disco vincente per atmosfere e arrangiamenti e altro rarissimo esempio - insieme ai Blue Pills - di band con voce femminile che si stacca nettamente dalla marmaglia di band recenti che hanno scelto la formula delle female vocals.
Oggi riflettevo che non ho mai seguito le prossime mosse live di una band come sto facendo con i Pearl Jam.
Dunque, hanno appena finito delle date in Sud America, a Ottobre/Novembre/Dicembre saranno impegnati negli Usa, il 15 Ottobre esce pure il disco, a Gennaio sono in Australia e quindi l'Europa dovrebbero farsela in inverno/primavera sperando che non allunghino troppo per i festival estivi chè li voglio vedere al chiuso porcocazzo. Con la sfiga che mi ritrovo saranno in Italia ad Aprile in periodo Roadburn..
Quindi obiettivi del prossimo anno, pensandoci così su due piedi, sono Ulver e Pearl Jam..
i Norvegesi mi hanno fatto viaggiare spesso con The Norwegian National Opera durante la settimana maiorchina, spalmata sulla poltrona della hall al fresco Ipad e cuffie e allora mi sono chiesto come devono essere dal vivo, magari all'estero, in un teatro o in una venue giusta, fatta apposta per la musica..
Domenica pomeriggio passata incollato ai video dei recenti live canadesi e americani, li ho visti in assoluta forma e soprattutto ho sentito Vedder in forma.. a Chicago hanno aperto con Release e a me, comodamente a casa, in cuffia, davanti a un video di YouTube sono venuti i brividi, figurarsi a stare lì..
Poi si passa alle fascinazioni più totali. E' regolare che se ascolti e stra-ascolti un disco ti venga una bella scimmia per vedere la band dal vivo.
Prendi The Circle and the Blue Door dei Purson, disco splendido, una fascinazione forte per l'estetica musicale - e occhio che parlo di estetica e non propriamente di musica fatta di riff, strofe e ritornelli - di certa musica dei primi Seventies, una immersione nelle atmosfere dei Coven, dei Jethro Tull, di certo prog-folk.
Ma senza scimmiottare troppo, senza essere spudoratamente vintage anzi al contrario con la spacconeria di risultare a volte talmente pop da suonare assolutamente attuali.
Un disco vincente per atmosfere e arrangiamenti e altro rarissimo esempio - insieme ai Blue Pills - di band con voce femminile che si stacca nettamente dalla marmaglia di band recenti che hanno scelto la formula delle female vocals.
30.10.11
Pear Jam 'Twenty'
Ho visto in giro il cd del soundtrack di 'PJ Twenty' ma non me ne può fottere di meno, c'è già il preorder del DVD qui, su Itunes si trova già ma con un pò di sbattimento l'ho trovato su Filestube.
Dovrebbe essere la versione 'core' senza extra e bonus.
Twenty è un eccellente documento sui venti anni dei Pearl Jam con la regia di Cameron Crowe, due ore piacevolissime in cui l'effetto romanzato del racconto fa il suo effetto, avvicinarti a loro anche se non sei mai stato un loro fan accanito, catapultarti indietro di venti anni quanto tu ne avevi sedici - e poter dire 'Io c'ero!' - e tra le cover che si facevano per affiatare il gruppo c'era Alive...
Negli anni 2000 me li sono cagati pochissimo e anche nei Novanta a parte i primi tre sono asciutto, l'ultimo poi mi ha lasciato abbastanza indifferente..
In effetti un pò di tempo fa riflettevo sul fatto che sembrava non se li cagasse più nessuno, facevano uscire dischi su dischi, studio e bootleg live, senza gran hype, la rete e i forum sono un toccasana per stimolare l'ascolto ma poco bla-bla-bla sui Pearl Jam.. subissati come si è di musica pronta e disponibile subito gli stimoli sono migliaia quindi o li assecondi subito o passi ad altro come la più cinica delle puttane..
Guardando Twenty ho capito perchè, ne parlano loro stessi, desiderio di eclissarsi e tornare per quanto possibile con i piedi per terra, la guerra a Ticketmaster, i vaffanculo a MTV in diretta sulla stessa, aver sputato su un Grammy, di roba scomoda ne han fatta. Quando avevano già raggiunto il tetto del mondo.
Non conoscevo bene neanche la storia di Ed Wood e i Mother Love Bone, le connessioni con Pearl Jam e Soundgarden, gli albori della scena di Seattle pur essendo ai tempi già ampiamente sintonizzato, Eddie Vedder e la sua storia familiare perfettamente espressa su 'Alive'..
Vedder l'ho trovato molto sincero ma la palma del cornadure va a Jeff Ament, personaggio super genuino e con i piedi per terra.
Ecco, la storia dei cambi di batterista l'hanno sorvolata in un paio di minuti scarsi con una macchietta in finto stile muto. Ok per Krusen e Chamberlain che non sono arrivati al primo disco ma almeno interpellare Abruzzese per il racconto dei primi anni..
Mi è venuta voglia di mettere Ten e mentre scorre Garden un pò di nerdness sui file da scaricare.
Sono in formato .mkv e VLC lo legge senza problemi, una volta scaricati i 4 file rar, la decompressione del primo si tira pure gli altri.
Ci sono anche i subs in un pacco di lingue tra cui italiano.
Consiglio di mettere i file mkv, subs e idx in un unico folder, sulle preferenze di VLC indicare il file di sottotitoli, il file video e via di play. Se si ha un Mac, schiacciare S sulla tastiera finchè non compaiono i sottotitoli nella lingua che si preferisce; se si ha windows cercate in rete..
Cuffie, poltrona padronale e buona visione.
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