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17.2.14
8.12.13
Baratto presenza con bel concerto
Bachi da Pietra è un nome che mi ronzava in testa sin da gennaio, quando uscì il disco, un amico me ne parlò bene, si fantasticava di andare a vederli dal vivo qualche giorno dopo ma tra cazzi e mazzi non se ne fece più niente. Dopo, il blackout. Andare al MiAmi solo per loro ( e qualcun altro) era pura bestemmia.
Qualche giorno fa, per associazioni mentali che neanche io ricordo adesso, cercati e trovati su Spotify, primo pezzo avviato ed entro in questo mondo di rock scuro, scarno, a tratti blues, potente e morboso. Questo è metal, è il metal che piace a me.
I Bachi da Pietra sono un duo ma già su disco hanno un suono da mascella caduta, dal vivo mi dicono che sono anche meglio (e rimangono sempre in due).
Per esempio i Zolle su disco mi fanno cagare, mi ammorbano, mi fanno cascare la uallara, i pezzi sembrano tutti uguali, ma una settimana fa al Leoncavallo mi hanno spettinato, 15 minuti incollato proprio davanti a loro in prima fila, ipnotizzato dalla bestialità di Stefano alla batteria, e sempre, continuamente, col sorriso a trentadue denti stampato in faccia. E i pezzi erano gli stessi del disco ma diomio che trattori! Chiusa parentesi.
Quintale invece già su disco è un gioiellino. L'ho scritto altrove, di duo potenti ce n'è ma nessuno, così a caldo non ne ricordo, ha una voce calda, rabbiosa ma non arrabbiata, scura ma non cattiva, come quella di Succi. E ancora meno sono le band che hanno la padronanza e la classe di scrivere testi in italiano che non risultino banali già al ritornello. Su due piedi: Marnero e Il Pan del Diavolo..
Testi che anzi segui con assoluta attenzione, quasi tralasciando la musica, segui come segui qualcuno che ti sta raccontando una storia, con quell'interesse di capire dove vuole andare a parare, come va a finire. Ascoltare Tahiti, Coleotteri, Mari Lontani... è come ascoltare la propria coscienza.
Infatuazione da primo ascolto? Può essere, mi capita spesso..
Qualche giorno fa, per associazioni mentali che neanche io ricordo adesso, cercati e trovati su Spotify, primo pezzo avviato ed entro in questo mondo di rock scuro, scarno, a tratti blues, potente e morboso. Questo è metal, è il metal che piace a me.
I Bachi da Pietra sono un duo ma già su disco hanno un suono da mascella caduta, dal vivo mi dicono che sono anche meglio (e rimangono sempre in due).
Per esempio i Zolle su disco mi fanno cagare, mi ammorbano, mi fanno cascare la uallara, i pezzi sembrano tutti uguali, ma una settimana fa al Leoncavallo mi hanno spettinato, 15 minuti incollato proprio davanti a loro in prima fila, ipnotizzato dalla bestialità di Stefano alla batteria, e sempre, continuamente, col sorriso a trentadue denti stampato in faccia. E i pezzi erano gli stessi del disco ma diomio che trattori! Chiusa parentesi.
Quintale invece già su disco è un gioiellino. L'ho scritto altrove, di duo potenti ce n'è ma nessuno, così a caldo non ne ricordo, ha una voce calda, rabbiosa ma non arrabbiata, scura ma non cattiva, come quella di Succi. E ancora meno sono le band che hanno la padronanza e la classe di scrivere testi in italiano che non risultino banali già al ritornello. Su due piedi: Marnero e Il Pan del Diavolo..
Testi che anzi segui con assoluta attenzione, quasi tralasciando la musica, segui come segui qualcuno che ti sta raccontando una storia, con quell'interesse di capire dove vuole andare a parare, come va a finire. Ascoltare Tahiti, Coleotteri, Mari Lontani... è come ascoltare la propria coscienza.
Infatuazione da primo ascolto? Può essere, mi capita spesso..
E pure un pezzo ai primi ascolti banale come Enigma ti massacra così tanto la spalla da costringerti ad ascoltarla con la dovuta attenzione, persino se immerso profondamentamente nella lettura di Traditori di Tutti di Scerbanenco..
E questa pappardella me la portavo avanti da qualche mese, sempre salvata nelle Bozze, senza mai riuscire a trovare il definitivo bandolo della matassa..forse ci voleva qualcos'altro.. e quel qualcos'altro è arrivato sotto forma di secret show a La Sauna recordings dove Quintale è stato registrato.
Pubblicizzato quasi zero se non con un breve post sul profilo Facebook dei Bachi, io l'avevo letto di straforo da qualche altra parte, capienza limitata, evento aumma aumma, ho scritto subito e preso un posto.
Quindi il 6 dicembre mi imbarco da solo per Vedano Borghi, provincia di Varese, sul lago, mi faccio un paio di giri attorno a dove il navigatore mi diceva essere la mia destinazione ma ovviamente zero cartelli, tutte case e villette private, potevo solo mettermi a suonare ai campanelli..
Poi, Satana mi viene in aiuto, fermo una coppia di cui uno è il batterista dei Fuoco Fatuo, mi dicono che sono praticamente davanti a La Sauna quindi posteggio ed entro.
Una bella villetta vista lago e i Bachi suonano dentro una grande stanza piena di ampli e tappeti, poster ai muri, una stanza di una casa privata, la batteria di Bruno montata, la chitarra di Giovanni pronta...siamo in pochi, sicuramente meno di cento che era la capienza massima che avevo letto..il bar è in cucina, il frigo è un frigo di casa..i Bachi cazzeggiano in giro, atmosfera molto intima e rilassata...
Il set inizia da Baratto@bachidapietra.com, giusto per mettere le cose in chiaro..e lì penso " in un certo senso io ho pagato per ascoltarli su Spotify" ( poi alla fine del concerto con un certo imbarazzo glielo confesserò guadagnando un bel "ci sta!") quindi si sparano tutto Quintale e sento subito che la grana grossa del loro sound, la ruvidezza noir, i testi taglienti e il ghigno vocale di Giovanni sono perfetti anche dal vivo, occhi puntati su Giovanni e orecchie ai testi che sono ancora più sparati in faccia dal vivo adesso che sono accompagnati anche dalla mimica facciale. Penso che se questo si incazza fa paura.
Sparo due cazzate con loro post concerto, sono un pò imbarazzato, ho paura di esprimere i concetti a cazzo di cane, Giovanni è ironico e tagliente anche sotto il palco, prendo Quintale in cd, me lo sparo due volte in macchina al ritorno, viaggio di nuovo, dentro il booklet leggo che il disco è stato realizzato su nastro per essere ascoltato su vinile. Il piatto arriva, arriva...
5.4.13
Focu Ranni
...Una cricca ben assortita di pazzi furiosi monomaniaci musicali mi sta facendo scoprire un pò di cose interessanti, ultima della serie i Beasts of Bourbon, australiani, pionieri dell'aussie swamp rock ( a quanto leggo), una via australiana al blues rock degenerato che è iniziato dagli Stones, passato per gli Stooges e approdato ai Birthday Party.
'The Axeman's Jazz' , primo disco dell'84, è davvero un gran bel disco come si legge/dice in giro, è bello perché è grezzo e li prende al meglio cioè dal vivo.
Però a un certo punto ho sentito l'esigenza di dare una bella botta alla serata con i Fuoco Fatuo, la prima cosa marcia che mi è capitata davanti nelle Aggiunte Recenti di Itunes.
Con i FF vai sul sicuro se ti piace il death metal sludgioso con testi in italiano (!!) . Ma in mezzo a tutto quel latrare dubito che a un primo ascolto si capisca che cantano in italiano..
Tre volte che li ho visti dal vivo, l'ultima dieci giorni fa con i Rorcal, e tre volte che non mi decido mai di prendere qualcosa al loro banchetto che, vado a memoria, ha i due ep separati "33 colpi..." e "Fuoco Fatuo EP", i due ep insieme in un cd cartonato e nerissimo che mi è sembrato lussurioso e lo split 12" in vinile con i Black Temple Below.
E daje e daje, prima un giro poi un altro ho preso Heliogabalus dei Rorcal in doppio cd con tanto di 'Prelude to Heliogabalus' e confezione cartonata lussuoserrima (+ un cd aggratis) e niente Fuoco Fatuo.
Dal vivo il set mi è sembrato ancora più catacombale del solito, un bel misto tra death old school, sludge e funeral, pugni continui nello stomaco e pece nera che continuava a colare dal soffitto. Sono in tre, sono giovani, sono nerissimi.
Quindi torno a casa mi fiondo sul loro bandcamp mi faccio un giro di ascolti degli ep e mollo 3 euro per 33 Colpi di Schizofrenia Astrale, tre pezzi slabbrati e volgari con qualche accenno di synth e organo -troppo poco, ne voglio di più! - di Adamennon da cui hanno registrato sulle colline parmensi.
Acquisto compulsivo sedato con grande soddisfazione, la prossima volta mi appropinquo al banchetto con le idee chiare nonostante i fumi dell'alcool.
'The Axeman's Jazz' , primo disco dell'84, è davvero un gran bel disco come si legge/dice in giro, è bello perché è grezzo e li prende al meglio cioè dal vivo.
Però a un certo punto ho sentito l'esigenza di dare una bella botta alla serata con i Fuoco Fatuo, la prima cosa marcia che mi è capitata davanti nelle Aggiunte Recenti di Itunes.
Con i FF vai sul sicuro se ti piace il death metal sludgioso con testi in italiano (!!) . Ma in mezzo a tutto quel latrare dubito che a un primo ascolto si capisca che cantano in italiano..
Tre volte che li ho visti dal vivo, l'ultima dieci giorni fa con i Rorcal, e tre volte che non mi decido mai di prendere qualcosa al loro banchetto che, vado a memoria, ha i due ep separati "33 colpi..." e "Fuoco Fatuo EP", i due ep insieme in un cd cartonato e nerissimo che mi è sembrato lussurioso e lo split 12" in vinile con i Black Temple Below.
E daje e daje, prima un giro poi un altro ho preso Heliogabalus dei Rorcal in doppio cd con tanto di 'Prelude to Heliogabalus' e confezione cartonata lussuoserrima (+ un cd aggratis) e niente Fuoco Fatuo.
Dal vivo il set mi è sembrato ancora più catacombale del solito, un bel misto tra death old school, sludge e funeral, pugni continui nello stomaco e pece nera che continuava a colare dal soffitto. Sono in tre, sono giovani, sono nerissimi.
Quindi torno a casa mi fiondo sul loro bandcamp mi faccio un giro di ascolti degli ep e mollo 3 euro per 33 Colpi di Schizofrenia Astrale, tre pezzi slabbrati e volgari con qualche accenno di synth e organo -troppo poco, ne voglio di più! - di Adamennon da cui hanno registrato sulle colline parmensi.
Acquisto compulsivo sedato con grande soddisfazione, la prossima volta mi appropinquo al banchetto con le idee chiare nonostante i fumi dell'alcool.
Adamennon... che è un altro con la misantropia cavalcante
21.7.12
Grime
Paccato Red Fang e Weedeater a Lodi per ragioni di forza maggiore. Gli Eyehategod non si possono perdere e non c'è band 'cugina' che tenga.
Sludge = Eyehategod e io amo lo Sludge. Poi, il terzetto è completato da Fuoco Fatuo e Grime quindi è una seratona marcissima e io ci sguazzo.
Curiosità a mille quindi anche per le due band di apertura.
Fuoco Fatuo visti qualche domenica fa allo SGA, Grime mai visti ma il disco omonimo è putridume allo stato puro, disperazione alla Grief con un tocco di groove che non guasta, una sana voglia di macinarti il cervello, i coglioni, tutto e farne polpette.
(Sado)Masochismo per le mie orecchie ma il mio sistema nervoso ringrazia e apprezza.
Arrivare alla fine degli otto minuti di 'Chasm' è stato come scalare lo Zoncolan ma per il resto 'Grime' è una bellissima inzuppata nella melma.
Sludge = Eyehategod e io amo lo Sludge. Poi, il terzetto è completato da Fuoco Fatuo e Grime quindi è una seratona marcissima e io ci sguazzo.
Curiosità a mille quindi anche per le due band di apertura.
Fuoco Fatuo visti qualche domenica fa allo SGA, Grime mai visti ma il disco omonimo è putridume allo stato puro, disperazione alla Grief con un tocco di groove che non guasta, una sana voglia di macinarti il cervello, i coglioni, tutto e farne polpette.
(Sado)Masochismo per le mie orecchie ma il mio sistema nervoso ringrazia e apprezza.
Arrivare alla fine degli otto minuti di 'Chasm' è stato come scalare lo Zoncolan ma per il resto 'Grime' è una bellissima inzuppata nella melma.
17.7.12
Three steps to the ocean
Telegrafico.
I Three steps to the ocean domenica mi hanno fulminato.
Già riuscire a tirare fuori dei suoni decenti allo SGA è qualcosa di impensabile ma fare addirittura un concerto di una tale intensità e botta è da extraterrestri.
E' quello che ci voleva.
Arrivo poco dopo le 20 in tempo per i Fuoco Fatuo, azzanno la prima birra a stomaco vuoto e me la svuoto tempo niente. L'attenzione è rivolta al palco ma la band suona dietro un drappo nero. Cominciamo bene. I Fuoco Fatuo mettono in campo uno sludge alla Grief molto intenso e putrescente, mi incuriosiscono molto e mi guardo (?) tutto il set.
Pausa, giro di sigarette, altro giro di birra, due tiri di joint raccattato per amicizia, iniziano gli O (provate voi a cercarvi il bandcamp io ho perso le speranze, con un nome così..) e mi fiondo dentro.
Li avevo persi al SoloMacello Fest, i due pezzi su bandcamp sono meravigliosi, sono la ragione principale per cui sono qua, voglio prendere il disco, curiosità a mille. Delusa precocemente da un 'qualcosa' proveniente dal palco che per me non aveva senso. Giuro, per lo più non li ho capiti e quel poco che ho capito non mi è piaciuto. Ok la musica violenta va bene ma deve avere (per me) un senso. Boh, rimandati. E niente disco.
Delusione massima affogata nella birra, ancora a stomaco vuoto, devo ammettere che sono bello "barzotto" come si dice da queste parti e ho bisogno di 'ascoltare positivo'.
Mai sentiti prima i Three steps, letto abbastanza, è un nome che circola parecchio su forum & co. e sui palchi ma mai riusciti a beccare tra una balla e l'altra.
Quindi arrivo nudo alla meta ed è stato amore a primo pezzo.
Musicalmente niente di nuovo, Pelican/Russian Circles è la coppia che mi viene in mente subito però lasciando stare le influenze quello a cui assisto è pregno della botta calda di cui avevo bisogno e l'alcool ci ha messo il suo…
Concerto dall'esecuzione impeccabile, suoni sparatissimi, il synth era una coltellata, occhi incollati sul batterista perchè aveva la mia stessa maglietta degli Earth.
E' un paio di giorni che macino i due dischi da bandcamp, a giorni alterni mi piace più l'ultimo 'Scents' o il penultimo 'Until today becomes yesterday'. Lavori molto validi ma dal vivo sono ben altra esperienza, il bello dei live..
Tagliata la testa al toro, comprati gli mp3 di 'Scents' e scaricato il penultimo aggratis, la prossima volta fermo il batterista gli offro una birra e così facciamo dieci euro pulite pulite, mi regala il cd e siamo pace.
I Three steps to the ocean domenica mi hanno fulminato.
Già riuscire a tirare fuori dei suoni decenti allo SGA è qualcosa di impensabile ma fare addirittura un concerto di una tale intensità e botta è da extraterrestri.
E' quello che ci voleva.
Arrivo poco dopo le 20 in tempo per i Fuoco Fatuo, azzanno la prima birra a stomaco vuoto e me la svuoto tempo niente. L'attenzione è rivolta al palco ma la band suona dietro un drappo nero. Cominciamo bene. I Fuoco Fatuo mettono in campo uno sludge alla Grief molto intenso e putrescente, mi incuriosiscono molto e mi guardo (?) tutto il set.
Li avevo persi al SoloMacello Fest, i due pezzi su bandcamp sono meravigliosi, sono la ragione principale per cui sono qua, voglio prendere il disco, curiosità a mille. Delusa precocemente da un 'qualcosa' proveniente dal palco che per me non aveva senso. Giuro, per lo più non li ho capiti e quel poco che ho capito non mi è piaciuto. Ok la musica violenta va bene ma deve avere (per me) un senso. Boh, rimandati. E niente disco.
Delusione massima affogata nella birra, ancora a stomaco vuoto, devo ammettere che sono bello "barzotto" come si dice da queste parti e ho bisogno di 'ascoltare positivo'.
Mai sentiti prima i Three steps, letto abbastanza, è un nome che circola parecchio su forum & co. e sui palchi ma mai riusciti a beccare tra una balla e l'altra.
Quindi arrivo nudo alla meta ed è stato amore a primo pezzo.
Musicalmente niente di nuovo, Pelican/Russian Circles è la coppia che mi viene in mente subito però lasciando stare le influenze quello a cui assisto è pregno della botta calda di cui avevo bisogno e l'alcool ci ha messo il suo…
Concerto dall'esecuzione impeccabile, suoni sparatissimi, il synth era una coltellata, occhi incollati sul batterista perchè aveva la mia stessa maglietta degli Earth.
E' un paio di giorni che macino i due dischi da bandcamp, a giorni alterni mi piace più l'ultimo 'Scents' o il penultimo 'Until today becomes yesterday'. Lavori molto validi ma dal vivo sono ben altra esperienza, il bello dei live..
Tagliata la testa al toro, comprati gli mp3 di 'Scents' e scaricato il penultimo aggratis, la prossima volta fermo il batterista gli offro una birra e così facciamo dieci euro pulite pulite, mi regala il cd e siamo pace.
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