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8.12.12

Louder Than Love

Continuo a strisciare nei bassifondi di Detroit.. Ancora lezioni sulla storia del rock









Un documentario che sbavo per vedere è Louder Than Love, sulla ascesa e distruzione del Grande Ballroom di Detroit, uno dei tempi del rock degli anni d'oro chiuso dal '72 e ridotto peggio che una merda.. Pensare che in quella sala, su quel palco gli MC5 suonarono in due serate tutto Kick Out the Jams mi piglia malissimo..

Louder Than Love


25.11.12

Chicche da Detroit


Ogni volta che mi capita di pescare nell'enorme calderone della roba uscita dal Michigan negli ultimissimi Sessanta-primi Settanta rimango sempre colpito da quanta aggressività ci fosse in quelle band, quanta mancanza di mediazione, quanti vaffanculo sottintesi..
E sia benedetto Julian Cope per questo sampler sulla scena di Detroit di quel periodo, ce n'è da scavare..cominciate a scaricare..A parte i classici MC5 e The Stooges, per vie traverse qualche settimana fa mi sono imbattuto sui The New Order, una delle band di Ron Asheton nel post Stooges,  recuperatevi Declaration of War qua, qualità della registrazione bassissima ma se riuscirete a concentrarvi  sui riff noterete subito la gran qualità, la scuola MC5 & The Stooges accompagnata dai fiati..considero i The New Order una perla perduta del Detroit Sound, qui qualche dettaglio in più sulla band e sulle registrazioni.

Mi sono appena accostato alla sterminata produzione di Ted Nugent, solista e con gli Amboy Dukes, quindi giudizi complessivi non sono in grado di darne ma mi è bastato qualche pezzo sul Tubo per capire che per esempio un disco come The Call of the wild, a nome Ted Nugent and the Amboy Dukes, uscito nel '73 potesse interessarmi.
Centro pieno. 
E' chiaro che in quanto a urgenza espressiva Detroit e dintorni partorivano anche nel '73 ben altri animali ma avendo dato un ascolto fugace ai primi dischi della band, parecchio invischiati in un sound pop sixties, trovare i Dukes finalmente alle prese con l'hard-rock è stato un piacere..

Anche ascoltato oggi il disco aggiunge un paletto fondamentale allo sviluppo del hard-rock settantiano con i suoi echi di arena rock, qualche inserto di piano boogie ogni tanto, un flauto traverso random… ma per il resto è  rock senza grandi fronzoli guidato dai riff vulcanici di Ted.
Sono rimasto a bocca su pezzi come Pony Express, praticamente quello che hanno sempre fatto i Five Horse Johnson, e Renegade, come si possono concentrare in tre minuti e cocci gli ultimi Atomic Bitchwax, una jam infuocata..



Basta poi sentire il boogie violento che riescono a fare dentro i poco meno di cinque minuti di Ain't the truth, pazzesco..
Ma in generale Call of the wild è un bellissimo disco di rock Settantiano fiammante che non cade mai nel banale, persino quando si tratta di infilarsi in una jam psichedelica sui generis come Below the belt, Ted Nugent & co. fanno quel che sanno fare meglio, rumore..


25.1.09

Scusa cara, ho fatto tardi..a casa mia

Il post MC5 passa necessariamente per la Sonic's Rendezvous Band di Fred 'Sonic' Smith e  Scott Asheton, ex Stooges. Altra folgorazione resa ancora più forte dal fattore 'ricerca' non facilissima anche in era Internet. Questi 4 disperati hanno fatto in tempo a registrare solo un 45 giri ufficiale, City Slang, stesso pezzo su entrambi i lati, lato A mono, lato B stereo,  per il resto la loro discografia è stata ferma là. Circolano diversi bootleg, compilation uscite nei '90 quando li si è cominciati a riscoprire  finchè la Easy Action nel 2006 pubblica un cofanetto di ben sei cd con tutto il materiale esistente ufficiale e non. 

Grazie all'immensa risorsa che sono i blog ho trovato due live di buona qualità, Sweet Nothing e City Slang, il primo molto più in palla del secondo per feeling e se non era possibile replicare l'attacco e l'intensità che gli MC5 portavano dal vivo, i SRB sono solo un pelino sotto, roba da far accapponare la pelle, roba del '78 che spazzava via tutto il (finto) punk che in quegli anni era mainstream. La ricetta è sempre la stessa, hard-rock fortemente blues sparato a volumi alti, violento pure per quei tempi, roba assolutamente attuale e fondamentale per chi vive come il sottoscritto in costante macchina del tempo tra passato e presente cercando gli innumerevoli fili rossi che legano gli ultimi due decenni rock ai due decenni Sessanta-Settanta. 

Ieri sera, dopo una cena finita a cicchetti di whisky (dopo un pranzo finito a cicchetti di Cognac) ho passato in rassegna tutti i video più interessanti di Lou Reed su YouTube e siccome sto consumando Berlin in macchina, che è perfetto con mujera e picciriddo in macchina nonchè la sera prima di andare ad un concerto, ho beccato questa toccante versione di Berlin di Lou e John Cale al Bataclan di Parigi del '72.

Versione non uguale all'originale ma ipotizzo sia alla fine quella che doveva finire su disco che doveva essere doppio, idea cassata dalla RCA, per cui Lou e il produttore Bob Ezrin hanno dovuto lavorare di cesello.