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16.1.14
Blind, dead and dumb
File under: già so cosa ho perso nel 2013. A parte la fregola classificatoria che me ne sbatte un cazzo - trovo Alta Fedeltà uno dei libri più sopravvalutati della storia - è un periodo di grossi alti e bassi emotivi, sto tentando disperatamente di cambiare lavoro, ambiente, aria, anche Paese e quindi certe cose mi esaltano a mille o mi buttano giù alla grande quindi è un paio di giorni che la sera in treno ho recuperato The Clearing dei Locrian che già anni fa avevo apprezzato ma penso mai come adesso.
Disco che mi sciroppo super volentieri in un giro completo e mezzo, il tempo della strada, leggendo un libro leggero - una banda di idioti, sono agli inizi, non ho ancora capito se l'idiota sono io che continuo a leggerlo ma lo stile è leggero, scorrevole, le situazioni sono surreali e parecchio cazzone quindi si fa leggere e mi incuriosisce capire dove andrà a parare - quindi il giusto equilibrio per adesso è musica parecchio emotiva e lettura leggera.
E' ancora presto per esprimersi su Return to annihilation, è di sicuro una bestia più poliforme che ti ammalia con i primi pezzi e ti spezza l'animo man mano che prosegue ma ha una delle copertine più belle che abbia mai visto in vita mia. Confrontando le prime volte di ascolto di entrambi The Clearing mi lasciò ben più spiazzato e mi lascia ancora così mentre questo disco nuovo mi ha lasciato qualche perplessità a fine ascolto ma è solo questione di tempo.
Il nulla fatto fotografia. Un carrello della spesa lasciato solo in un parcheggio vuoto immerso nella nebbia, un capolavoro concettuale di una semplicità sconvolgente e di una forza espressiva che mi lascia sempre a bocca aperta. E sono curioso di saperne di più dell'artwork ma non trovo nulla in rete. Motivo in più per comprarne una copia fisica.
8.12.13
Baratto presenza con bel concerto
Bachi da Pietra è un nome che mi ronzava in testa sin da gennaio, quando uscì il disco, un amico me ne parlò bene, si fantasticava di andare a vederli dal vivo qualche giorno dopo ma tra cazzi e mazzi non se ne fece più niente. Dopo, il blackout. Andare al MiAmi solo per loro ( e qualcun altro) era pura bestemmia.
Qualche giorno fa, per associazioni mentali che neanche io ricordo adesso, cercati e trovati su Spotify, primo pezzo avviato ed entro in questo mondo di rock scuro, scarno, a tratti blues, potente e morboso. Questo è metal, è il metal che piace a me.
I Bachi da Pietra sono un duo ma già su disco hanno un suono da mascella caduta, dal vivo mi dicono che sono anche meglio (e rimangono sempre in due).
Per esempio i Zolle su disco mi fanno cagare, mi ammorbano, mi fanno cascare la uallara, i pezzi sembrano tutti uguali, ma una settimana fa al Leoncavallo mi hanno spettinato, 15 minuti incollato proprio davanti a loro in prima fila, ipnotizzato dalla bestialità di Stefano alla batteria, e sempre, continuamente, col sorriso a trentadue denti stampato in faccia. E i pezzi erano gli stessi del disco ma diomio che trattori! Chiusa parentesi.
Quintale invece già su disco è un gioiellino. L'ho scritto altrove, di duo potenti ce n'è ma nessuno, così a caldo non ne ricordo, ha una voce calda, rabbiosa ma non arrabbiata, scura ma non cattiva, come quella di Succi. E ancora meno sono le band che hanno la padronanza e la classe di scrivere testi in italiano che non risultino banali già al ritornello. Su due piedi: Marnero e Il Pan del Diavolo..
Testi che anzi segui con assoluta attenzione, quasi tralasciando la musica, segui come segui qualcuno che ti sta raccontando una storia, con quell'interesse di capire dove vuole andare a parare, come va a finire. Ascoltare Tahiti, Coleotteri, Mari Lontani... è come ascoltare la propria coscienza.
Infatuazione da primo ascolto? Può essere, mi capita spesso..
Qualche giorno fa, per associazioni mentali che neanche io ricordo adesso, cercati e trovati su Spotify, primo pezzo avviato ed entro in questo mondo di rock scuro, scarno, a tratti blues, potente e morboso. Questo è metal, è il metal che piace a me.
I Bachi da Pietra sono un duo ma già su disco hanno un suono da mascella caduta, dal vivo mi dicono che sono anche meglio (e rimangono sempre in due).
Per esempio i Zolle su disco mi fanno cagare, mi ammorbano, mi fanno cascare la uallara, i pezzi sembrano tutti uguali, ma una settimana fa al Leoncavallo mi hanno spettinato, 15 minuti incollato proprio davanti a loro in prima fila, ipnotizzato dalla bestialità di Stefano alla batteria, e sempre, continuamente, col sorriso a trentadue denti stampato in faccia. E i pezzi erano gli stessi del disco ma diomio che trattori! Chiusa parentesi.
Quintale invece già su disco è un gioiellino. L'ho scritto altrove, di duo potenti ce n'è ma nessuno, così a caldo non ne ricordo, ha una voce calda, rabbiosa ma non arrabbiata, scura ma non cattiva, come quella di Succi. E ancora meno sono le band che hanno la padronanza e la classe di scrivere testi in italiano che non risultino banali già al ritornello. Su due piedi: Marnero e Il Pan del Diavolo..
Testi che anzi segui con assoluta attenzione, quasi tralasciando la musica, segui come segui qualcuno che ti sta raccontando una storia, con quell'interesse di capire dove vuole andare a parare, come va a finire. Ascoltare Tahiti, Coleotteri, Mari Lontani... è come ascoltare la propria coscienza.
Infatuazione da primo ascolto? Può essere, mi capita spesso..
E pure un pezzo ai primi ascolti banale come Enigma ti massacra così tanto la spalla da costringerti ad ascoltarla con la dovuta attenzione, persino se immerso profondamentamente nella lettura di Traditori di Tutti di Scerbanenco..
E questa pappardella me la portavo avanti da qualche mese, sempre salvata nelle Bozze, senza mai riuscire a trovare il definitivo bandolo della matassa..forse ci voleva qualcos'altro.. e quel qualcos'altro è arrivato sotto forma di secret show a La Sauna recordings dove Quintale è stato registrato.
Pubblicizzato quasi zero se non con un breve post sul profilo Facebook dei Bachi, io l'avevo letto di straforo da qualche altra parte, capienza limitata, evento aumma aumma, ho scritto subito e preso un posto.
Quindi il 6 dicembre mi imbarco da solo per Vedano Borghi, provincia di Varese, sul lago, mi faccio un paio di giri attorno a dove il navigatore mi diceva essere la mia destinazione ma ovviamente zero cartelli, tutte case e villette private, potevo solo mettermi a suonare ai campanelli..
Poi, Satana mi viene in aiuto, fermo una coppia di cui uno è il batterista dei Fuoco Fatuo, mi dicono che sono praticamente davanti a La Sauna quindi posteggio ed entro.
Una bella villetta vista lago e i Bachi suonano dentro una grande stanza piena di ampli e tappeti, poster ai muri, una stanza di una casa privata, la batteria di Bruno montata, la chitarra di Giovanni pronta...siamo in pochi, sicuramente meno di cento che era la capienza massima che avevo letto..il bar è in cucina, il frigo è un frigo di casa..i Bachi cazzeggiano in giro, atmosfera molto intima e rilassata...
Il set inizia da Baratto@bachidapietra.com, giusto per mettere le cose in chiaro..e lì penso " in un certo senso io ho pagato per ascoltarli su Spotify" ( poi alla fine del concerto con un certo imbarazzo glielo confesserò guadagnando un bel "ci sta!") quindi si sparano tutto Quintale e sento subito che la grana grossa del loro sound, la ruvidezza noir, i testi taglienti e il ghigno vocale di Giovanni sono perfetti anche dal vivo, occhi puntati su Giovanni e orecchie ai testi che sono ancora più sparati in faccia dal vivo adesso che sono accompagnati anche dalla mimica facciale. Penso che se questo si incazza fa paura.
Sparo due cazzate con loro post concerto, sono un pò imbarazzato, ho paura di esprimere i concetti a cazzo di cane, Giovanni è ironico e tagliente anche sotto il palco, prendo Quintale in cd, me lo sparo due volte in macchina al ritorno, viaggio di nuovo, dentro il booklet leggo che il disco è stato realizzato su nastro per essere ascoltato su vinile. Il piatto arriva, arriva...
27.11.13
Se hai suoni di merda sei hype
Ecco perchè non avevo ancora buttato giù nessuna impressione su Regnum Saturni dei Fell Voices, ecco perchè non avevo comprato il cd al banchetto..
Flesh from bone, il primo pezzo, è inascoltabile, 17 minuti di caos senza capo nè coda, registrato una merda, ok il black metal ma anche vaffanculo..
Dopo i primi cinque minuti del primo pezzo giro l'ho mollato nel dimenticatoio.
Poi poco fa, girando per la rete ho trovato l'ennesima recensione positiva - daje e daje è diventato obbligatorio parlar bene dei Fell Voices - e mi sono ricordato di averlo sentito e del perchè me ne ero dimenticato.
Io continuo a dire che sto disco è una merda perchè ha dei suoni di merda, perchè se neanche i Mayhem o i Darkthrone avevano suoni così di merda non capisco perchè tu, gruppetto di nicchia, ti senta autorizzato a fare di peggio. Recuperare lo spirito originario del black metal non serve, lo spirito originario del black metal lo recupero nei dischi storici, te devi andare avanti non indietro.
Per il resto, non mi sembra che Regnum Saturni abbia qualcosa in più rispetto a Untitled del 2001, mischioni di black metal ultra raw-ultra kvlt e momenti drone. Va a finire che il pezzo migliore è anche quello più lungo, Dawn, quello che ci mette un pò di succo, quello dove il minestrone post-tutto segue un momento logico appena più vivo dell'encefalogramma di uno zombie, quello dove il black caotico si fonde/confonde alla perfezione con il drone cancellando completamente i confini.
I Fell Voices per me rimarranno sempre il gruppo con il batterista più fuori di testa che abbia mai visto dal vivo, l'unico che ogni tanto urlava cose senza senso e senza un microfono, un forsennato, un pazzo, un vero e proprio trattore che tira tutto il resto.
7.11.13
Ape Skull
Gi Ape Skull rinverdiscono la tradizione del power trio alla Cream e tirano fuori un debutto da pelle d'oca. Chi se ne fotte se si tratta del 'solito' rock tra '68 e '71 (ad avercene oggi come oggi cazzo..) , questo è fatto fottutamente bene. A questo disco non manca niente, belle canzoni, belle canzoni con grande groove, belle canzoni con grande groove e riff micidiali.
Batterista/cantante con tanto di Ludwig è la ciliegina sulla torta...
No, seriamente, io sballo per certe cose. Lo senti che c'è passione che gronda da ogni nota, amore per questi suoni.
E sì, mi ricordano i Josiah, leggere la recensione di perkele.it mi ha dato un inconscio riferimento contemporaneo.
'Ape Skull' esce per la Heavy Psych Sounds, niente bandcamp, niente Spotify, la generazione digitale è un pò mortificata ma solleticatevi i baffi con un pò di video sul Tubo e poi correte a vederli se capitano dalle vostre parti. Comprare il disco verrà in automatico.
18.10.13
Oathbreaker
Se i Converge buttassero fuori Bannon e prendessero invece una tipa alla voce forse suonerebbero come gli Oathbreaker, belgi, due dischi finadesso, uno più bello dell'altro perchè non si assomigliano per niente. Non a caso esce per la Deathwish e produce Ballou.
Eros|Anteros è il perfetto disco 'post' di questi anni, dentro ci trovi e ci senti tutte le cose che gradisci del mondo 'formalmente estremo'. Furia cieca, spruzzatine di melodia, atmosfere gotiche e scure (Clair Obscur è un capolavoro), un' anima hardcore che pulsa forte, e una cantante che urla, urla, urla...
Eros|Anteros è figlio di questi tempi in perfetta dicotomia tra il revival bieco e cieco e il mischione 'tutto con tutto'. I belgi stanno su quest'ultima sponda e la cosa vera e bella è che ci stanno bene. Poi ognuno attacca l'etichetta che vuole.
Per me uno dei dischi più belli dell'anno, un lavoro che si scopre ad ogni ascolto e che a ogni ascolto è piacevole ascoltare.
E' la seconda band notevole che quest'anno viene dal Belgio, prima i Black Heart Rebellion - ecco, il loro Har Nevo è un vero disco estremo, una massa compatta che ti prende allo stomaco - e adesso gli Oathbreaker, pezzo del collettivo Church of Ra, lanciati in performance condivise dentro location parecchio suggestive. Ennesimo modo di vivere l'estremo.
3.10.13
Fuori tempo massimo
Il disco dell'estate ora che l'estate si è definitivamente tolta dai coglioni. Appiccicosissimo al cervello come una vera e seria lollypop nonchè 'disco divertente dell'anno'.
Lo sto consumando, perfetto per i lunedì mattina quando la depressione è ai livelli massimi.
Il medico mi ha detto che la devo smettere di ascoltare doom il lunedì, è vero che ci vuole una partenza lenta il primo giorno della settimana ma che non sia maniacale-suicida.
Lo sto consumando, perfetto per i lunedì mattina quando la depressione è ai livelli massimi.
Il medico mi ha detto che la devo smettere di ascoltare doom il lunedì, è vero che ci vuole una partenza lenta il primo giorno della settimana ma che non sia maniacale-suicida.
15.9.13
Che cazzo di titolo do a sto Post?
Che questo video sia la cosa migliore del nuovo disco degli Alice in Chains?
Non bisogna essere così cattivi ma di sicuro sto video mi ha bloccato con tale interesse e curiosità che il disco non riesce a fare...
'The devil..' non è un brutto disco eppure, a giorni alterni, mi sa tanto di minestra riscaldata, lo ascolto volentieri se sono semi-distratto (faccio il letto, mi faccio la barba, sono in macchina..) ma ad ascoltarlo in cuffia, davanti al pc, mentre leggo, mi risulta pesantissimo, già a metà disco dopo la title track mi sono già stracciato i coglioni...
Stilisticamente è un perfetto disco degli AIC, possiede quelle mille tonnellate di indolenza tipiche, a volte si trascina stanco e gira il coltello nel tuo cervello lentamente e tu godi perchè solo un grande masochista può godere con gli AIC (e io godo tanto), ha quei riff sabbathiani lavati con la meth (mi raccomando, che le pillole siano blue, Mr. White!!!), la voce è una buona copia del Junkie più famoso degli ultimi trent'anni.
Se volessi tirarmela un pò direi che manca di Poesia..
Però boh.. ognuno fa i conti con la propria storia che, essendo propria è stra-fottutamente-individuale, e ogni tanto faccio il Vecchio della situazione e dico che rimango affezionato ai veri AIC, che questi sono una buona band, che fa buone canzoni, ma gli AIC per me non hanno fatto semplicemente buone canzoni, gli AIC per me hanno fatto dischi della Vita.
Altri tempi, altre vite, altre combinazioni astrali che non potranno più riallinearsi.
Poi a leggere in giro è piaciuto a molti...quindi continuerò ad ascoltarlo se sono semi-distratto (faccio il letto, mi faccio la barba, sono in macchina..) su Spotify, giusto per dargli quei due spicci che potrebbero investire nuovamente in droghe e sperare di avere un prossimo disco un pelino più interessante..
30.7.13
La regola di tirare pacchi a se stesso
Essendo il più grande tiratore di pacchi di me stesso devo stare attento a farmi le promesse..prendi per esempio i Black Crowes, calati per l'ennesima volta in zona i primi di Luglio: mollati per questione di pecunia, 46 euro erano un pò troppini; prendi i Blur domenica scorsa, idem per la stessa cifra..
Oggi riflettevo che non ho mai seguito le prossime mosse live di una band come sto facendo con i Pearl Jam.
Dunque, hanno appena finito delle date in Sud America, a Ottobre/Novembre/Dicembre saranno impegnati negli Usa, il 15 Ottobre esce pure il disco, a Gennaio sono in Australia e quindi l'Europa dovrebbero farsela in inverno/primavera sperando che non allunghino troppo per i festival estivi chè li voglio vedere al chiuso porcocazzo. Con la sfiga che mi ritrovo saranno in Italia ad Aprile in periodo Roadburn..
Quindi obiettivi del prossimo anno, pensandoci così su due piedi, sono Ulver e Pearl Jam..
i Norvegesi mi hanno fatto viaggiare spesso con The Norwegian National Opera durante la settimana maiorchina, spalmata sulla poltrona della hall al fresco Ipad e cuffie e allora mi sono chiesto come devono essere dal vivo, magari all'estero, in un teatro o in una venue giusta, fatta apposta per la musica..
i Pearl Jam beh, negli ultimi anni li sto riascoltando intensamente come durante i primi Novanta - produzione fino a Vitalogy a manetta - e allora è anche giunta l'ora di mettere questa altra crocetta 'live' ad un'altra band cardine, prima che scoppi io o scoppino loro.
Domenica pomeriggio passata incollato ai video dei recenti live canadesi e americani, li ho visti in assoluta forma e soprattutto ho sentito Vedder in forma.. a Chicago hanno aperto con Release e a me, comodamente a casa, in cuffia, davanti a un video di YouTube sono venuti i brividi, figurarsi a stare lì..
Poi si passa alle fascinazioni più totali. E' regolare che se ascolti e stra-ascolti un disco ti venga una bella scimmia per vedere la band dal vivo.
Prendi The Circle and the Blue Door dei Purson, disco splendido, una fascinazione forte per l'estetica musicale - e occhio che parlo di estetica e non propriamente di musica fatta di riff, strofe e ritornelli - di certa musica dei primi Seventies, una immersione nelle atmosfere dei Coven, dei Jethro Tull, di certo prog-folk.
Ma senza scimmiottare troppo, senza essere spudoratamente vintage anzi al contrario con la spacconeria di risultare a volte talmente pop da suonare assolutamente attuali.
Un disco vincente per atmosfere e arrangiamenti e altro rarissimo esempio - insieme ai Blue Pills - di band con voce femminile che si stacca nettamente dalla marmaglia di band recenti che hanno scelto la formula delle female vocals.
Oggi riflettevo che non ho mai seguito le prossime mosse live di una band come sto facendo con i Pearl Jam.
Dunque, hanno appena finito delle date in Sud America, a Ottobre/Novembre/Dicembre saranno impegnati negli Usa, il 15 Ottobre esce pure il disco, a Gennaio sono in Australia e quindi l'Europa dovrebbero farsela in inverno/primavera sperando che non allunghino troppo per i festival estivi chè li voglio vedere al chiuso porcocazzo. Con la sfiga che mi ritrovo saranno in Italia ad Aprile in periodo Roadburn..
Quindi obiettivi del prossimo anno, pensandoci così su due piedi, sono Ulver e Pearl Jam..
i Norvegesi mi hanno fatto viaggiare spesso con The Norwegian National Opera durante la settimana maiorchina, spalmata sulla poltrona della hall al fresco Ipad e cuffie e allora mi sono chiesto come devono essere dal vivo, magari all'estero, in un teatro o in una venue giusta, fatta apposta per la musica..
Domenica pomeriggio passata incollato ai video dei recenti live canadesi e americani, li ho visti in assoluta forma e soprattutto ho sentito Vedder in forma.. a Chicago hanno aperto con Release e a me, comodamente a casa, in cuffia, davanti a un video di YouTube sono venuti i brividi, figurarsi a stare lì..
Poi si passa alle fascinazioni più totali. E' regolare che se ascolti e stra-ascolti un disco ti venga una bella scimmia per vedere la band dal vivo.
Prendi The Circle and the Blue Door dei Purson, disco splendido, una fascinazione forte per l'estetica musicale - e occhio che parlo di estetica e non propriamente di musica fatta di riff, strofe e ritornelli - di certa musica dei primi Seventies, una immersione nelle atmosfere dei Coven, dei Jethro Tull, di certo prog-folk.
Ma senza scimmiottare troppo, senza essere spudoratamente vintage anzi al contrario con la spacconeria di risultare a volte talmente pop da suonare assolutamente attuali.
Un disco vincente per atmosfere e arrangiamenti e altro rarissimo esempio - insieme ai Blue Pills - di band con voce femminile che si stacca nettamente dalla marmaglia di band recenti che hanno scelto la formula delle female vocals.
29.6.13
Solo chi è fermo non sente le catene
Ogni tanto ci si illude di vivere di folgorazioni, di lampi che illuminano la propria esistenza e aprono varchi spazio-mentali prima chiusi e sconosciuti.
Le folgorazioni 'via riff' capitano con una certa frequenza, è sempre una meraviglia, una goduria, bla bla bla.
Quelle via testo sono molto più rare.
Non sono solito leggere o dare molta importanza ai testi quindi certe folgorazioni capitano di rado ma quando arrivano sotto forma di testi in italiano per giunta è una botta per davvero.
Penso all'ep e a Sono all'Osso de Il Pan del Diavolo, penso a Legna dei Gazebo Penguins, testi che ho imparato a memoria al volo, come se avessi ancora la memoria fresca di un adolescente, che ho cantato a squarciagola ai loro concerti, testi che ogni tanto sciorino in altre situazioni guadagnando lo sguardo molto interrogativo di chi mi ascolta, e poi una gran bella risata.
I testi de Il Sopravvissuto dei Marnero sono di ben altra pasta, non sono per nulla immediati, difficili da mandare a memoria al volo (anche perchè la musica non aiuta) come è difficile entrare dentro la loro burrascosa musica.
Il Sopravvissuto è il secondo disco di una trilogia, segue Il Diluvio Universale e pur non avendo letto i testi di Diluvio mi sono fatto un'idea del file rouge che lega i due dischi, il tormento di trovarsi in mezzo al nulla e per giunta nemmeno al centro ma sempre un pò defilato, mai in equilibrio neppure nel caos del nulla attorno. Una condizione esistenziale di perenne disagio tra il Possibile e l'Irrealizzabile. Il tutto sotto forma di prosa da diario di bordo, come l'ultima testimonianza di qualcuno che è forse sopravvissuto al Diluvio Universale ma non è per niente certo che sopravviverà a sè stesso.
Roba 'pesa' sullo stretto confine tra pippa e minchiata ma con un pò di immaginazione e una certa predisposizione per lo svolazzo intellettuale tutto quello che si legge suona di una profondità irresistibile.
E contando che i ragazzi in questione non penso abbiano superato i, sparo alto, 35 anni non fa altro che aumentare il fascino e la stima.
NON SONO PIU' IL GHEPARDO DI UNA VOLTA
E quindi tutto bene, dai, a parte la vita... E a parte che persevero a riaprirmi la ferita
con la falce arrugginita, insomma, mi sa che sbaglio, a guardare il panorama ci si perde ogni dettaglio
(a guardare ogni dettaglio ci si perde il panorama).
Tipo la mappa su cui sono, che mi ha un po' disorientato, che mi ruota sotto i piedi e mi dà il Nord sbagliato
e mi manda in direzione dell'Oceano del Passato, (ma io non sono più il ghepardo di una volta che non sono mai stato).
Ma Orfeo, se vuoi voltarti, puoi girarti quando vuoi, lascia il comando della nave a Capitan SennodiPoi,
e nel frattempo gli avvoltoi mi continuano a mangiare quelle briciole di pane che ho lasciato galleggiare sopra il mare.
Ma in fondo è meglio: mi fanno ricordare che il mio di tempo perduto non lo posso ricercare...
Un granello di sabbia nella clessidra che continua a girare.
Nel cerchio di mezzo la Luna Nera, è un abbaglio o al buio le cose si vedono meglio?
Lo so mi sbaglio se mi incaglio nelle rocce ormai sommerse,
nell'assenza di radici o in tutte le altre cose perse, nell'esilio dagli amici,
nei miei vortici a spirale che trascinano anche me nel gorgo della solitudine stellare.
E non avendo un focolare mi succede che non so dove tornare,
quindi adesso barra a dritta, si procede, che dietro ormai la costa non si vede.
E avere fede in qualche stella non lo so se mi conviene che il vero volto delle cose è al buio che si vede bene.
Dito medio alle Sirene che mi hanno paralizzato cantando l'Irrealizzato del ghepardo che non sono mai stato.
Ho un veliero senza vele che mi porterà nel centro del caos in mezzo ad ogni possibilità
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
Seguo il flusso delle onde verso il nulla all'orizzonte.
Da ascoltare tutto di un fiato, a ripetizione. Da scaricare aggratis. Da comprare i dischi. Da leggere con i testi. Da andarli a vedere dal vivo chè sono una valanga.
Le folgorazioni 'via riff' capitano con una certa frequenza, è sempre una meraviglia, una goduria, bla bla bla.
Quelle via testo sono molto più rare.
Non sono solito leggere o dare molta importanza ai testi quindi certe folgorazioni capitano di rado ma quando arrivano sotto forma di testi in italiano per giunta è una botta per davvero.
Penso all'ep e a Sono all'Osso de Il Pan del Diavolo, penso a Legna dei Gazebo Penguins, testi che ho imparato a memoria al volo, come se avessi ancora la memoria fresca di un adolescente, che ho cantato a squarciagola ai loro concerti, testi che ogni tanto sciorino in altre situazioni guadagnando lo sguardo molto interrogativo di chi mi ascolta, e poi una gran bella risata.
I testi de Il Sopravvissuto dei Marnero sono di ben altra pasta, non sono per nulla immediati, difficili da mandare a memoria al volo (anche perchè la musica non aiuta) come è difficile entrare dentro la loro burrascosa musica.
Il Sopravvissuto è il secondo disco di una trilogia, segue Il Diluvio Universale e pur non avendo letto i testi di Diluvio mi sono fatto un'idea del file rouge che lega i due dischi, il tormento di trovarsi in mezzo al nulla e per giunta nemmeno al centro ma sempre un pò defilato, mai in equilibrio neppure nel caos del nulla attorno. Una condizione esistenziale di perenne disagio tra il Possibile e l'Irrealizzabile. Il tutto sotto forma di prosa da diario di bordo, come l'ultima testimonianza di qualcuno che è forse sopravvissuto al Diluvio Universale ma non è per niente certo che sopravviverà a sè stesso.
Roba 'pesa' sullo stretto confine tra pippa e minchiata ma con un pò di immaginazione e una certa predisposizione per lo svolazzo intellettuale tutto quello che si legge suona di una profondità irresistibile.
E contando che i ragazzi in questione non penso abbiano superato i, sparo alto, 35 anni non fa altro che aumentare il fascino e la stima.
NON SONO PIU' IL GHEPARDO DI UNA VOLTA
E quindi tutto bene, dai, a parte la vita... E a parte che persevero a riaprirmi la ferita
con la falce arrugginita, insomma, mi sa che sbaglio, a guardare il panorama ci si perde ogni dettaglio
(a guardare ogni dettaglio ci si perde il panorama).
Tipo la mappa su cui sono, che mi ha un po' disorientato, che mi ruota sotto i piedi e mi dà il Nord sbagliato
e mi manda in direzione dell'Oceano del Passato, (ma io non sono più il ghepardo di una volta che non sono mai stato).
Ma Orfeo, se vuoi voltarti, puoi girarti quando vuoi, lascia il comando della nave a Capitan SennodiPoi,
e nel frattempo gli avvoltoi mi continuano a mangiare quelle briciole di pane che ho lasciato galleggiare sopra il mare.
Ma in fondo è meglio: mi fanno ricordare che il mio di tempo perduto non lo posso ricercare...
Un granello di sabbia nella clessidra che continua a girare.
Nel cerchio di mezzo la Luna Nera, è un abbaglio o al buio le cose si vedono meglio?
Lo so mi sbaglio se mi incaglio nelle rocce ormai sommerse,
nell'assenza di radici o in tutte le altre cose perse, nell'esilio dagli amici,
nei miei vortici a spirale che trascinano anche me nel gorgo della solitudine stellare.
E non avendo un focolare mi succede che non so dove tornare,
quindi adesso barra a dritta, si procede, che dietro ormai la costa non si vede.
E avere fede in qualche stella non lo so se mi conviene che il vero volto delle cose è al buio che si vede bene.
Dito medio alle Sirene che mi hanno paralizzato cantando l'Irrealizzato del ghepardo che non sono mai stato.
Ho un veliero senza vele che mi porterà nel centro del caos in mezzo ad ogni possibilità
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
Seguo il flusso delle onde verso il nulla all'orizzonte.
Da ascoltare tutto di un fiato, a ripetizione. Da scaricare aggratis. Da comprare i dischi. Da leggere con i testi. Da andarli a vedere dal vivo chè sono una valanga.
16.5.13
Verde Maria
Telegrafico dopo l'ascolto dei primi due pezzi: gli Ufomammut hanno fatto scuola e rimangono comunque dei maestri.
Mi fa strano pensarlo perchè i Toner Low agli inizi avevano tutte le carte in regola per essere una delle band di punta dello psych-doom, il primo Omonimo del lontano 2004 rimane una pietra miliare, poi per cazzi/mazzi, la pochissima costanza di essere band vera e propria, fare dischi ogni boh quattro anni e anche più, poca attività live e zero 'prezzemolinesimo' continuano a essere una band super underground.
I 'Mammut ( e i Mammut sono i primi che mi vengono in mente..) sorpassano a destra, a sinistra, di lato, davanti e dietro in fatto di songwriting.
E sì che i Mammut sono sempre molto Mammut nelle evoluzioni della loro discografia....
Sui suoni e sulla produzione invece III brilla, ha tutto quello che può piacere a chi cerca una produzione grassissima e stracolma di bassi, e non ha nulla da invidiare a nessuno. Said that, il disco è in perfetto stil psych-doom, i 17 minuti della finale Phase Nine sono la cappotta definitiva e sarà ancora più belli rivederli ancora dal vivo, l'ultima volta mi spettinarono.
6.5.13
Datemi una sigaretta, un whiskaccio e lasciatemi solo con le mie lacrime
Succede sempre quando ascolti qualcosa che ti colpisce nel profondo del cuore, e non hai bisogno di ascoltarla una seconda volta, lo senti subito, io lo sento subito, mentre il pezzo va, è una questione di pochi secondi.
Prendi per esempio sto pezzo dei The Drones, l'ultimo del nuovo disco I See Seaweed. Messo nella playlist delle nuove aggiunte sul mio Ipod, è il primo pezzo. Un tuffo al cuore, " chi cazzo sono questi che mi 'parlano' così sparati al cuore", ho pensato stamattina mentre ero sul treno, rigorosamente in piedi nel mio angolino preferito (ogni carrozza ha il mio angolino preferito).
Un giro di piano che introduce e accenna la melodia, poi entra la voce confidenziale di Gareth Liddiard, uno stupendo incrocio tra Waits e Waters, uno che biascica alcoolico, mezzo crooner e mezzo chansonnier che ti sussurra all'orecchio chissà cosa e starei ore ed ore ed ore ad ascoltare come quella melodia appena accennata all'inizio si evolve, si alza, si gonfia, si arrampica ed esplode per poi ripetersi e risolversi in una specie di ninna nanna con tanto di voce femminile a fare da coro.
Così ti immagini orchestre intere che ripetono all'infinito il tema, sostenuto da archi prima delicati e poi sempre più poderosi, più wagneriani.
Ti immagini cosa sarebbe sto pezzo con, chesso, l'orchestrazione di In the NIghtside Eclipse degli Emperor!
Sempre gli Emperor in mezzo. Gli Emperor mi hanno segnato, loro non lo sanno, io non lo sapevo ma ormai ragiono in termini di Emperor-o-metro, spesso, quando sento roba poderosa, 'grossa', cavalcosa, grande..
Gli Emperor ce li infilo sempre.
Il resto del disco rimane sempre su alti livelli, ancora ai primi giri acerbi per poterlo definitivamente decriptare..ma mi piace, mi piace un botto, mi apre orizzonti e praterie come Sage degli Across Tundras, ho la sensazione che i The Drones mi possono far viaggiare parecchio nello spazio-tempo..
e il giorno che avrò bel digerito il disco mi romperà i coglioni tornare sul pezzo..quindi rileggerò ste righe..le considererò incompiute come sempre e mi rimarrà l'amaro in bocca per non essere riuscito a fissare a futura memoria certe sensazioni che l'ascolto e il tempo avrà pian piano sedimentato. Capita sempre così.19.4.13
Ash Kadavar, Borer Voices
C'è il nuovo Motorpsycho ma ora come ora non me ne fotte una minchia. Preferisco crogiolarmi con altra roba.
Tipo Abra Kadavar dei Kadavar che hanno tirato fuori un discone con i contro cazzi finalmente, godibile dall'inizio alla fine, che gira coerente e costante a ritmi qualitativi elevati dall'inizio alla fine. Si fa tranquillamente perdonare il gusto smaccatamente retrò perchè i pezzi stavolta ci sono, non l'avrei mai detto dopo un debutto 'davvero buono a metà' con una prima parte discreta e una seconda molto migliore li davo per nati già morti.
Tipo roba nostalgica come Where You Been dei Dinosaur Jr., roba da lucciconi ora et semper; tipo l'inascoltabile Regnum Saturni dei Fell Voices, un suono così di merda non lo sentivo da anni, molto meglio dal vivo, un treno in corsa, un muro di suono, un blastbeat continuo e imperterrito, non solo veloce ma anche incredibilmente potente.
Batterista idolo della poca folla accorsa al Blue Rose Saloon di Bresso un lunedì del cazzo di questa settimana. Batterista leader e frontman, urlava testi (?!) senza microfono.
L'atmosfera era così infernale che per un pò ho avuto la sensazione di sentire odore di zolfo nell'aria, in realtà era una delle spie sul palco che stava friggendo e l'odore di plastica bruciata era insopportabile e acre. I Fell Voices riescono comunque a finire il set con il chitarrista sceso sotto il palco a urlare pure lui senza microfono. Secondo me si cagava in mano che scoppiava tutto l'impianto.
Era una data imperdibile, Fell Voices in apertura agli Ash Borer, unico appuntamento italiano del tour europeo che li porta pure al Roadburn.
Dato che niente 'Burn quest'anno non potevo perderli.
Ash Borer di gran livello ma secondo me il set è stato tre peli sotto quello dei FV, forse i pezzi troppo complessi, le due chitarre e un suono che non era eccezionale e alla lunga monocorde mi ha fatto scappare più di uno sbadiglio. Un pò un peccato perchè il lungo intro di tastiere lasciava pensare ad uno show liturgico e mesmerizzante.
Tipo Abra Kadavar dei Kadavar che hanno tirato fuori un discone con i contro cazzi finalmente, godibile dall'inizio alla fine, che gira coerente e costante a ritmi qualitativi elevati dall'inizio alla fine. Si fa tranquillamente perdonare il gusto smaccatamente retrò perchè i pezzi stavolta ci sono, non l'avrei mai detto dopo un debutto 'davvero buono a metà' con una prima parte discreta e una seconda molto migliore li davo per nati già morti.
Tipo roba nostalgica come Where You Been dei Dinosaur Jr., roba da lucciconi ora et semper; tipo l'inascoltabile Regnum Saturni dei Fell Voices, un suono così di merda non lo sentivo da anni, molto meglio dal vivo, un treno in corsa, un muro di suono, un blastbeat continuo e imperterrito, non solo veloce ma anche incredibilmente potente.
Batterista idolo della poca folla accorsa al Blue Rose Saloon di Bresso un lunedì del cazzo di questa settimana. Batterista leader e frontman, urlava testi (?!) senza microfono.
L'atmosfera era così infernale che per un pò ho avuto la sensazione di sentire odore di zolfo nell'aria, in realtà era una delle spie sul palco che stava friggendo e l'odore di plastica bruciata era insopportabile e acre. I Fell Voices riescono comunque a finire il set con il chitarrista sceso sotto il palco a urlare pure lui senza microfono. Secondo me si cagava in mano che scoppiava tutto l'impianto.
Era una data imperdibile, Fell Voices in apertura agli Ash Borer, unico appuntamento italiano del tour europeo che li porta pure al Roadburn.
Dato che niente 'Burn quest'anno non potevo perderli.
Ash Borer di gran livello ma secondo me il set è stato tre peli sotto quello dei FV, forse i pezzi troppo complessi, le due chitarre e un suono che non era eccezionale e alla lunga monocorde mi ha fatto scappare più di uno sbadiglio. Un pò un peccato perchè il lungo intro di tastiere lasciava pensare ad uno show liturgico e mesmerizzante.
14.3.13
Per non farsi mancare niente
Sopravvivo a stento alla mia 'lagnusia', il blog è uno zombie e continuerà così.
Sono finalmente emerso da un paio di cose che erano partite come piacevoli e si sono rivelate il solito lavoraccio.
A giugno vado all'Hellfest - con una line up del genere impallidisce pure il buon vecchio caro Roadburn - quindi mi sono sbarazzato del biglietto del Roadburn mio e quello di un amico, ho preso il volo per Nantes e bloccato la camera dove dormire, manca ancora il biglietto del festival ma è il male minore; vacanze cum familia finalmente fissate a metà luglio, una settimana al mare come dio comanda, in "power trio" come piace a me. E' stata una faticaccia ma almeno abbiamo prenotato l'albergo e trovarne uno, tra le centinaia di sistemazioni che offre Maiorca, che in foto apparisse decente è stata un'impresa titanica. Anzi già solo scegliere Maiorca è stata un'impresa, dopo aver girato mezzo mediterraneo cercando di trovare la quadra tra voli, spostamenti, sistemazioni e relativi costi. Ci abbiamo impiegato due settimane piene tra improvvise illuminazioni, depressioni profonde e ideone logisticamente impossibili.
Non siamo contenti al 1000% della sistemazione ma almeno abbiamo questa bellissima spiaggia a due passi e passa tutta la malattia.
Nel frattempo mi sono fatto una malattia con Sequoia Seeds dei Pater Nembrot, ascoltato tantissimo in queste settimane. Disco del 2011 che avevo scoperto lo scorso anno con grande sorpresa ma mai effettivamente approfondito, finalmente mi ci sono buttato dentro ed è uno dei dischi italiani più belli e più ascoltati degli ultimi anni.
I ragazzi sono della provincia di Cesena e su quel disco si muovono tra Colour Haze, un tocco di Dead Meadow e del bel grunge, quindi situazioni dilatate ma senza perdere di vista la canzone. Mi ha stregato.
L'ultima cosa uscito nel 2012 è l'ep Extended Pyramid, per quel poco che l'ho ascoltato è ancora più dilatato e a presa meno immediata.
Visti dal vivo lo scorso venerdì dentro l'evento itinerante Heavy Union Trip, mi hanno convinto abbastanza e non totalmente come mi aspettavo. Delusione massima per aver sentito solo un pezzo da Sequoia Seeds ma i pezzi dell'ep dal vivo rendono molto bene, i ragazzi hanno basso e batteria con i controcazzi che portano avanti tutta la baracca e permettono alla chitarra di acidificarsi fino alla saturazione massima.
Ci vuole uno spazio a parte per Earth Rocker dei Clutch, una sola parola intanto: capolavoro. Mentre lo ascolto mi viene duro così tanto al pensiero che sarò in mezzo alla bolgia dell'Hellfest durante il loro set. Solamente questo vale il prezzo molto alto che pagherò per questa impresa..
E poi c'è questa chicca che è Har Nevo dei belgi The Black Heart Rebellion che sto ascoltando da un paio di giorni infognandomi sempre di più. Finalmente un disco 'impegnativo' che mi godo dall'inizio alla fine.
Una sorta di bignami Swans misto a folk apocalittico, una spruzzatina di Neurosis senza però mai esplodere, a tratti mi ricordano anche gli Across Tundras.
Sono finalmente emerso da un paio di cose che erano partite come piacevoli e si sono rivelate il solito lavoraccio.
A giugno vado all'Hellfest - con una line up del genere impallidisce pure il buon vecchio caro Roadburn - quindi mi sono sbarazzato del biglietto del Roadburn mio e quello di un amico, ho preso il volo per Nantes e bloccato la camera dove dormire, manca ancora il biglietto del festival ma è il male minore; vacanze cum familia finalmente fissate a metà luglio, una settimana al mare come dio comanda, in "power trio" come piace a me. E' stata una faticaccia ma almeno abbiamo prenotato l'albergo e trovarne uno, tra le centinaia di sistemazioni che offre Maiorca, che in foto apparisse decente è stata un'impresa titanica. Anzi già solo scegliere Maiorca è stata un'impresa, dopo aver girato mezzo mediterraneo cercando di trovare la quadra tra voli, spostamenti, sistemazioni e relativi costi. Ci abbiamo impiegato due settimane piene tra improvvise illuminazioni, depressioni profonde e ideone logisticamente impossibili.
Non siamo contenti al 1000% della sistemazione ma almeno abbiamo questa bellissima spiaggia a due passi e passa tutta la malattia.
Nel frattempo mi sono fatto una malattia con Sequoia Seeds dei Pater Nembrot, ascoltato tantissimo in queste settimane. Disco del 2011 che avevo scoperto lo scorso anno con grande sorpresa ma mai effettivamente approfondito, finalmente mi ci sono buttato dentro ed è uno dei dischi italiani più belli e più ascoltati degli ultimi anni.
I ragazzi sono della provincia di Cesena e su quel disco si muovono tra Colour Haze, un tocco di Dead Meadow e del bel grunge, quindi situazioni dilatate ma senza perdere di vista la canzone. Mi ha stregato.
L'ultima cosa uscito nel 2012 è l'ep Extended Pyramid, per quel poco che l'ho ascoltato è ancora più dilatato e a presa meno immediata.
Visti dal vivo lo scorso venerdì dentro l'evento itinerante Heavy Union Trip, mi hanno convinto abbastanza e non totalmente come mi aspettavo. Delusione massima per aver sentito solo un pezzo da Sequoia Seeds ma i pezzi dell'ep dal vivo rendono molto bene, i ragazzi hanno basso e batteria con i controcazzi che portano avanti tutta la baracca e permettono alla chitarra di acidificarsi fino alla saturazione massima.
Ci vuole uno spazio a parte per Earth Rocker dei Clutch, una sola parola intanto: capolavoro. Mentre lo ascolto mi viene duro così tanto al pensiero che sarò in mezzo alla bolgia dell'Hellfest durante il loro set. Solamente questo vale il prezzo molto alto che pagherò per questa impresa..
E poi c'è questa chicca che è Har Nevo dei belgi The Black Heart Rebellion che sto ascoltando da un paio di giorni infognandomi sempre di più. Finalmente un disco 'impegnativo' che mi godo dall'inizio alla fine.
Una sorta di bignami Swans misto a folk apocalittico, una spruzzatina di Neurosis senza però mai esplodere, a tratti mi ricordano anche gli Across Tundras.
17.2.13
Here we go now!
E' vero, a volte sono troppo indulgente verso band e uscite che in qualche modo sono per me di casa, vuoi perchè seguo la band da anni, l'ho vista sui palchi nelle varie fasi di crescita e maturazione, sono diventanto un vero fan e 'sostengo la scena' andando ai concerti, comprando merchandise e cd.
Di tutte queste spiegazioni probabilmente la più vera è 'seguo la band da anni', mi sono affezionato, conosco i componenti, li trovo gente super onesta e alla mano quindi il fatto che facciano musica che mi piace è solo la ciliegina sulla torta di un bel rapporto umano.
E con i Midryasi il discorso non si sposta di una virgola. Ho condiviso con alcuni di loro frequentazioni virtuali sul forum di perkele.it e fisiche con partenze al Roadburn, passaggi in macchina, etc.
Quindi se leggi che il loro nuovo disco Black, Blue & Violet è fantastico prendilo con le pinze ma non andare più sotto di ' è un gran bel disco'. Anche perchè, lo dico subito, come suonano (nell'insieme) i Mydriasi non l'ho mai sentito da nessuna parte nel panorama odierno ma sono pronto a ricredermi se mi date due dritte, c'è sempre da imparare.
Black, Blue and Violet è già uscito in cd per la My Graveyard Productions e uscirà molto presto in vinile per la neonata Rockwolf records, la cui nascita è un evento che sento un pò anche mio e che per cazzi e mazzi non ho quagliato al momento giusto.
Fuori da ogni specifico calderone doom, occult rock, retro rock, vintage rock o salcazzo che altra stupida classificazione tireranno fuori domani, i Midryasi hanno qualcosina di tutto questo ma lo rielaborano in maniera molto personale; i pezzi del disco suonano oscuri e psych - nel senso di psicopatici, ascoltatevi Diagonal e ditemi se a sentire la voce e le tastiere non vi immaginate un grosso unico occhio spiritato che veglia sopra di voi - ma rocciosi e pieni di spunti da scoprire con gli ascolti, spesso nascosti tra le pieghe dei pezzi quando invece non sono proprio evidenti come la parte finale della title track o la bellissima Hole of the saturday night, carica di svolazzi di hammond e di un efficace rallentamento molto Sleep a metà pezzo.
Personalmente spesso ci sento anche un sapore di dark wave anni Ottanta sotto traccia e diversi omaggi stilistici a Roger Waters nel modo di cantare di Convulsion.
Ma il primo e fondamentale aspetto del nuovo disco è che sono tutte canzoni. Possono metterci tutti gli spunti che volete ma i Midryasi fanno canzoni in piena regola e per giunta belle, il chè oggi è una merce molto molto rara.
In pieno stile 'dissociativo' e fuori tempo, i Midryasi hanno una pagina bandcamp ferma al vecchio disco del 2009, men che meno il disco si trova in giro da scaricare, io me lo sono comprato, tiè.
Di tutte queste spiegazioni probabilmente la più vera è 'seguo la band da anni', mi sono affezionato, conosco i componenti, li trovo gente super onesta e alla mano quindi il fatto che facciano musica che mi piace è solo la ciliegina sulla torta di un bel rapporto umano.
E con i Midryasi il discorso non si sposta di una virgola. Ho condiviso con alcuni di loro frequentazioni virtuali sul forum di perkele.it e fisiche con partenze al Roadburn, passaggi in macchina, etc.
Quindi se leggi che il loro nuovo disco Black, Blue & Violet è fantastico prendilo con le pinze ma non andare più sotto di ' è un gran bel disco'. Anche perchè, lo dico subito, come suonano (nell'insieme) i Mydriasi non l'ho mai sentito da nessuna parte nel panorama odierno ma sono pronto a ricredermi se mi date due dritte, c'è sempre da imparare.
Black, Blue and Violet è già uscito in cd per la My Graveyard Productions e uscirà molto presto in vinile per la neonata Rockwolf records, la cui nascita è un evento che sento un pò anche mio e che per cazzi e mazzi non ho quagliato al momento giusto.
Fuori da ogni specifico calderone doom, occult rock, retro rock, vintage rock o salcazzo che altra stupida classificazione tireranno fuori domani, i Midryasi hanno qualcosina di tutto questo ma lo rielaborano in maniera molto personale; i pezzi del disco suonano oscuri e psych - nel senso di psicopatici, ascoltatevi Diagonal e ditemi se a sentire la voce e le tastiere non vi immaginate un grosso unico occhio spiritato che veglia sopra di voi - ma rocciosi e pieni di spunti da scoprire con gli ascolti, spesso nascosti tra le pieghe dei pezzi quando invece non sono proprio evidenti come la parte finale della title track o la bellissima Hole of the saturday night, carica di svolazzi di hammond e di un efficace rallentamento molto Sleep a metà pezzo.
Personalmente spesso ci sento anche un sapore di dark wave anni Ottanta sotto traccia e diversi omaggi stilistici a Roger Waters nel modo di cantare di Convulsion.
Ma il primo e fondamentale aspetto del nuovo disco è che sono tutte canzoni. Possono metterci tutti gli spunti che volete ma i Midryasi fanno canzoni in piena regola e per giunta belle, il chè oggi è una merce molto molto rara.
In pieno stile 'dissociativo' e fuori tempo, i Midryasi hanno una pagina bandcamp ferma al vecchio disco del 2009, men che meno il disco si trova in giro da scaricare, io me lo sono comprato, tiè.
15.1.13
'Target Earth' dei Voivod in streaming
'Target Earth' dei Voivod in streaming. Difficilmente mi scompongo a tal punto per uno streaming. Per i Voivod questo e altro. A metà ascolto mi sembra un disco clamoroso, 100% Voivod, sullo stile di Nothingface ma molto meno folle.. Sapevo che non potevano sbagliare.
13.1.13
Il bipolarismo del coccodrillo
Dicevo di Vertikal dei Cult of luna…ora, per me sto disco è una boccata d'aria fresca in un genere per me immobile e che non seguo più con costanza.
Ora (2), non ascoltavo un disco dei Cult of luna da tanto tanto tempo, forse anche un paio di anni, però ho ricordi precisi di come suonino i Cult of luna e che suoni abbiano quindi direi che Vertikal è un perfetto disco dei Cult of luna.
Se li conoscete, se li apprezzate allora questo disco è un disco che vi piacerà. Non so entrare nei dettagli per dire 'com'è-come non è' rispetto agli altri dischi ma dal punto di vista compositivo non porta grandi rivoluzioni ma piuttosto dei gran bei pezzi che sanno di già sentito altrove nella loro discografia ma che è sempre un piacere sentire. Secondo me Vertikal è un grandissimo disco, come direbbe una mia amica di Brescia 'tanta roba'.
Forse solo un pezzo come Synchronicity si smarca totalmente da quello che ho sentito in questi anni, un sapore industrial
Ora(3) mi viene la bava alla bocca alla sola idea di che suoni avranno nel main stage del Roadburn e il 23 aprile al Bloom di Mezzago che è un altro bel posticino spacca-orecchie.
Vertikal dovrebbe uscire il 29 gennaio ma si trova già in giro. Per il 29 gennaio l'avrò ascoltato così tanto che forse l'avrò messo già da parte, fino al 29 gennaio andrò nei negozi di dischi e vorrò comprare Vertikal, vorrò comprare fortissimamente Vertikal, ma Vertikal non sarà ancora uscito..non dico che uscirò dal negozio a mani vuote ma sicuramente non uscirò con il disco che vorrò sentire 'ora subito adesso'.
Ecco, questo è l'aspetto più merdoso della musica illegale oggi PER ME nonostante io sia il primo a non trattenermi se un disco che cerco è disponibile, vivo spesso questo 'bipolarismo' consumista e fan-atico con i dischi che mi piacciono: ascolto a manetta da download illegale ma poi scatta la voglia quasi immediata di metterci le mani sopra, voglia che se non è soddisfatta mi lascia una sensazione così tanto di merda che al confronto un coitus interruptus è come toccare il cielo con un dito.
Ora (2), non ascoltavo un disco dei Cult of luna da tanto tanto tempo, forse anche un paio di anni, però ho ricordi precisi di come suonino i Cult of luna e che suoni abbiano quindi direi che Vertikal è un perfetto disco dei Cult of luna.
Se li conoscete, se li apprezzate allora questo disco è un disco che vi piacerà. Non so entrare nei dettagli per dire 'com'è-come non è' rispetto agli altri dischi ma dal punto di vista compositivo non porta grandi rivoluzioni ma piuttosto dei gran bei pezzi che sanno di già sentito altrove nella loro discografia ma che è sempre un piacere sentire. Secondo me Vertikal è un grandissimo disco, come direbbe una mia amica di Brescia 'tanta roba'.
Forse solo un pezzo come Synchronicity si smarca totalmente da quello che ho sentito in questi anni, un sapore industrial
Ora(3) mi viene la bava alla bocca alla sola idea di che suoni avranno nel main stage del Roadburn e il 23 aprile al Bloom di Mezzago che è un altro bel posticino spacca-orecchie.
Vertikal dovrebbe uscire il 29 gennaio ma si trova già in giro. Per il 29 gennaio l'avrò ascoltato così tanto che forse l'avrò messo già da parte, fino al 29 gennaio andrò nei negozi di dischi e vorrò comprare Vertikal, vorrò comprare fortissimamente Vertikal, ma Vertikal non sarà ancora uscito..non dico che uscirò dal negozio a mani vuote ma sicuramente non uscirò con il disco che vorrò sentire 'ora subito adesso'.
Ecco, questo è l'aspetto più merdoso della musica illegale oggi PER ME nonostante io sia il primo a non trattenermi se un disco che cerco è disponibile, vivo spesso questo 'bipolarismo' consumista e fan-atico con i dischi che mi piacciono: ascolto a manetta da download illegale ma poi scatta la voglia quasi immediata di metterci le mani sopra, voglia che se non è soddisfatta mi lascia una sensazione così tanto di merda che al confronto un coitus interruptus è come toccare il cielo con un dito.
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