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24.7.13

Cosey Mo

Non so se riuscirò a resistere fino al 17 Settembre e non scaricarlo prima - con Spotify ho anche riassaporato il gusto moooolto retrò di aspettare l'uscita del disco, ascoltarlo,  andare in un negozio di dischi e comprarlo - nonostante il catalogo Profound Lore su Spotify non sia completo.


'More Constant Than the Gods' dei Subrosa è uno dei dischi più attesi dell'anno, continuo ad ascoltare No help for the mighty ones regolarmente a distanza di due anni, quel miscuglio strano di sapore doom con grossi e grassi riff accostati a dei violini alla Dead Can Dance e un qualcosa dark-wave della voce rimane tra le cose più originali che ho ascoltato negli ultimi anni.
I Subrosa danno in pasto in anteprima il primo pezzo e non fanno altro che farmi sbavare.


E un ripassino ogni tanto non fa male

24.11.12

Apatìa

Servirà ascoltare il nuovo disco degli Amenra per scacciare l'apatìa che ho addosso in queste ore?
Non lo so. Ovviamente non lo ascolterò, ho in cuffia i Subrosa che stanno facendo già un ottimo lavoro, "No Help…" tiene il passare del tempo in maniera egregia.

Strimma il nuovo Amenra

27.10.11

Female power



 Altri annunci per il Roadburn 2012, l'ennesima calata dei Church of Misery, ancora gli Ancestors che per aprile dovrebbero avere il disco nuovo in uscita, Pelican chè basta! e i Dragged into sunlight di cui non avevo un buon ricordo.
Ritorno sopra l'ultimo full lenght 'Hatred for mankind' del 2009 e ricordavo bene, fanno schifo al cazzo. Death metal becero e inutile, suoni di merda, e sti cazzi che produce Billy Anderson, fanno schifo al cazzo (2).
Chissà perchè li confondevo con i Subrosa..non c'entrano una mazza ma li avrò recuperati nella stessa session.
Ben altra pasta i Subrosa, gente che spariglia le carte tra doom, senso di catastrofe/catarsi imminente alla Neurosis e sferzate di malinconia buona.
'No Help For The Might Ones' uscito all'inizio dell'anno per Profound Lore è tra le release più originali del 2011.
Americani di Salt Lake City, Utah, line-up a cinque, due uomini e tre donne di cui due ai violini elettrici e una alla chitarra e voce. Femal power, voci 'chiare' che non brillano per dote ma  danno equilibrio a una base strumentale dai suoni profondi e un senso di leggerezza complessivo.
Ne parlano Rebecca Vernon (chitarra e voce) e Sarah Pendleton (volino) in questa bella intervista.

Che i Subrosa maneggino materia ricca anche di simboli lo si interpreta  dall'artwork della cover di Glyn Smyth, lo stesso di V degli Unearthly Trance. Qui la genesi dell'artwork nelle sue parole.

Più ascolto il disco e più ho la sensazione che dal vivo, con i suoni del 'burn farebbero un set immaginifico. Sogno questo ma al 'burn propinano anche qualche bella schifezza. Ma non era il festival dei miei sogni?