26.3.11

Kyuss meltdown



Il miglior video della serata Kyuss che ho trovato sul Tubo.
Bizzarro che mi devo affidare al Tubo per i video memorabilia Io che c'ero. Eppure visivamente non ricordo tantissimo di quello che succedeva sul palco, e poi alla fin fine non c'era molto di che guardare, Listen without distractions, ricordo bene.
Ascoltare questo sì, e il meglio possibile, più vicino possibile, in mezzo al pit perchè magari una prossima volta non c'è più.
E allora via in mezzo al pit partendo angolatissimo, al freddo vicino all'uscita di sicurezza a concerto non ancora iniziato,  mi affido allo tsunami che si scatena già alle primissime note di Gardenia, una forza centrifuga che mi spinge e che io spingo nel mezzo del pit.
Mi acclimato con una fortissima ondata di calore, il testosterone del Live è alle stelle e mi sento meglio, il puzzo di sudore è già fortissimo.
Non sto mai nello stesso punto per più di cinque secondi. I Kyuss sono o non sono la musica del deserto durante una tempesta di sabbia? Stavolta la tempesta è sopra e sotto il palco.

E via di Hurricane, una eccezionale Thumb e One Inch Man super groove, cerco di ritagliarmi un posticino per scapocciare in "santa pace" e a occhi chiusi, avambracci e mani leggermente avanti per fare da paraurti alle bombe umane ed evitare di dare testate a destra e manca, rischio altissimo sempre e comunque, prendo pestoni a destra e manca, povero il mio alluce sinistro, la punta delle mie scarpe rimane spesso sotto quelle degli altri e rischio di perderle, crowd surfing di pochi ma letali eletti compresa una ragazza un paio di volte.

Passano venti minuti e sono spossato, mi dico che non ho più il fisico, fottute/amate sigarette, ma la verità è che Io a vent'anni ste cose non le facevo, niente mosh, niente pogo, sentirsi il concerto in santa pace. E vedere. Mai in mezzo, paura della folla forse.
Oggi invece paura della folla non ne ho anzi mi sento a mio agio, senti subito se c'è aria di cattiveria nel pit e ai Kyuss c'era ben altra aria, di sudore e di festa.
Beh, oggi come oggi vedere non mi basta più. Ascoltare già rende meglio l'idea ma la parola giusta è 'Feel'.
Ora ho un'eta ben maggiore e faccio le cose che non facevo da pischello, sto regredendo con piacere.

Arretro per un pezzo nelle retrovie per Odissey e Freedom Run, prendo fiato, mi asciugo il sudore su una maglietta già zuppa. Scatta Alien's Wrench e scatto anche io in avanti, non resisto, mi butto in mezzo, fa coppia con Asteroid, cristo santo muoio in pace, seppure le pause del pezzo erano un pò telefonate, le avrei volute più spontanee.
E quei vecchietti sul palco non accennano a diminuire di intensità, Supa Scoopa and Mighty Scoop e Fatso Forgotso uscite dal cilindro del tempo.
Time for a beer, sono già morto un paio di volte, Whitewater me la godo per bene compresa una bella parte psych dove chitarra, basso e batteria rimangono da sole.
Ok Fevery non è Homme, è lapalissiano, ma fa la sua porca figura e la fa bene, non mi sento di biasimarlo, promosso per me.
Dal vivo riscopro l'intensità di Rodeo accoppiata tutta d'un fiato con 100°, probabilmente il mio pezzo preferito dei Kyuss, in sette minuti e rotti si sparano sti due pezzi come un bicchiere d'acqua.
E non finisce così perchè ci sono ancora Molten Universe, Tangy Zizzle e la benedizione finale che è Green Machine.

Messo il piede fuori, fradicio di sudore e in maniche corte mi accendo la sigaretta post-amplesso che ha sempre un sapore particolare, da 'meltdown', e le sensazioni sono di un gran concerto che non ha avuto neanche un momento di calo, di una scaletta che parla da sola e di una band TUTTA che suona alla grande.
Concerto dell'anno finadesso.

2 commenti:

Dave Ratinho ha detto...

Uella Ciz, ti è proprio piaciuto! Meno male, sono felice per te! Io sarei venuto se non fosse stato per il sold out.

Romilar ha detto...

guarda non gli avrei dato due lire e invece mi sono proprio divertito. Non avrei mai immaginato andasse sold out